Grandi Stazioni fa saltare il Natale a tutti i commessi di Porta Nuova

29/12/2010

Torino – Obbligati a trascorrere il giorno di Natale lavorando. E pure quello di Santo Stefano, e pure quello di Capodanno. No, non stiamo parlando di medici, poliziotti, piloti di aereo, vigili del fuoco. Ma di commesse che vendono jeans, profumi, scaldamuscoli, borsette da sera, ombrelli, valigie e qualunque altro oggetto regalo si possa trovare in una galleria commerciale. Loro sono le dipendenti di Grandi Stazioni, il centro per lo shopping inaugurato da pochi mesi e nascosto nel cuore di Porta Nuova. Per loro, secondo perentoria lettera inviata dall’ad Fabio Battaggia, quest’anno il calendario non avrà nessun giorno segnato in rosso, nessuna pausa festiva. E loro, giustamente, sono inviperite.
Un giusto risentimento di questi lavoratori che in questi giorni è arrivato all’orecchio del Comune, il quale è deciso a puntare i piedi e si prepara a dare durissima battaglia a Grandi Stazioni: «Appena appresa la notizia – ha spiegato ieri l’assessore al Commercio Alessandro Altamura – ho inviato loro una fermissima lettera via fax: e gli ho ricordato che la stazione di Porta Nuova non è una zona franca, perché insiste sul territorio cittadino il cui calendario delle aperture commerciali è fissato dal Comune». E ha poi aggiunto: «Il discorso dell’approvvigionamento dei passeggeri non può reggere, perché un conto sono i bar, i ristoranti o, ancora le tabaccherie e le edicole a ridosso dei binari, un altro sono le jeanserie o i negozi di oggettistica che non vendono alcun prodotto di prima necessità». Mentre i dipendenti della gal-
leria commerciale sono praticamente rassegnati, l’assessore Altamura confida di poter salvare le loro vacanze: «Se non otterrò alcuna risposta positiva, stilerò l’ordinanza, e se neanche di fronte a questo documento le serrande si abbasseranno, allora non mi resta che una via: manderemo i vigili urbani».