«Grandi manovre per rilanciare il terrorismo»

30/07/2002







(Del 30/7/2002 Sezione: Interni Pag. 5)
«EPISODI DI EMULAZIONE CHE POTREBBERO ANNUNCIARE PROSSIME AZIONI»
«Grandi manovre per rilanciare il terrorismo»
Allarme al Viminale: siamo alla vigilia di nuove alleanze tra le varie sigle

ROMA
NON dovevano esplodere, è vero. Ma non per questo gli esperti del Viminale non sono preoccupati. Anzi, interpretano i due ordigni fatti ritrovare davanti alla filiale Fiat di Milano e, soprattutto, alla Cisl di Monza come ulteriori segnali di «effervescenza», di «grandi manovre in corso» all´interno della nebulosa terroristica che vanno nella direzione del «compattamento», della «mobilitazione» di quell´area. L´ipotesi dei vertici dell´Antiterrorismo è che stiamo attraversando una fase «molto delicata», forse «prodromica a delle vere e proprie alleanze tra le varie sigle terroristiche». Insomma, un quadro per nulla rassicurante anche se gli analisti non sottovalutano episodi e particolari che porterebbero in una direzione meno allarmante. Intanto, gli episodi di Milano e Monza hanno colpito gli esperti dell´Antiterrorismo per «l´estrema artigianalità degli ordigni», che «non dovevano scoppiare»: «Sembrano costruiti – aggiunge l´analista – da un dinamitardo fai-da-te». Ma l´attenzione sugli ordigni non distoglie gli esperti dall´interpretare il messaggio dell´azione simbolica: «E´ un´azione dimostrativa – sono convinti – per mettere in evidenza l´attenzione di questa nebulosa ai problemi del mondo del lavoro». Non è questa certamente una novità. In tutti i documenti, le azioni dimostrative o gli attentati, come quello alla Cisl di Milano del 6 luglio del 2000 – rivendicato dai Npr rappresentò l´inizio della tragica odissea del giuslavorista bolognese, Marco Biagi, assassinato dalle Br – i terroristi hanno sempre avuto come punto di riferimento il mondo del lavoro, gli accordi sindacali, i Patti stipulati tra le varie istituzioni. La novità è che a partire dall´episodio di Monza la valutazione che fanno gli esperti dell´Antiterrorismo è che queste azioni sono mirate soprattutto al mondo della Cisl. «Su dieci azioni – telefonate di minacce, avvertimenti, attentati e falsi ordigni ritrovati -, otto hanno come obiettivo la Cisl e i suoi dirigenti, due la Uil. E´ vero che la Cisl è stata l´organizzazione che più si è esposta per il Patto per l´Italia ma quello che ci preoccupa di più e che stiamo analizzando – aggiungono al Viminale – è che dopo la firma dell´accordo degli inizi di luglio, si sta assistendo a molte defezioni di iscritti dalla Cisl». Dunque, l´episodio di ieri potrebbe «parlare» agli scontenti della Cisl, indirizzare la loro attenzione a un mondo ben preciso. Ieri, una delle ipotesi prese in considerazione dagli inquirenti e investigatori milanesi era quella che i possibili autori degli episodi di Milano e Monza erano da ricercare tra gli anarco-insurrezionalisti, divisi al loro interno in due correnti: Solidarietà internazionale e Cooperativa artigiana. Al Viminale, non credono a questa pista: «Noi ci aspettavamo una rivendicazione che venisse dal Nord-Est». Non in particolare dagli Nta, i Nuclei territoriali antimperialisti, ma da tutta un´area che «ruota attorno a queste sigle»: «Sono episodi di emulazione che potrebbero annunciare prossime azioni». Dunque, gli Nta sembrano aver assunto un ruolo centrale – almeno per l´attenzione (e la preoccupazione) che gli dedicano gli investigatori – in questa fase «di passaggio», «prodromica» a una rifondazione dell´universo terroristico. Le tre pagine di un documento Nta ritrovato nei giorni scorsi sembrano rappresentare un punto di svolta molto importante. «La prima novità di quel documento – spiegano all´Antiterrorismo – sta nelle modalità di diffusione. Dal 1995 in poi, al di là delle azioni militari, gli Nta hanno sempre avuto una produzione e diffusione di documenti e volantini in media di due, tre all´anno. Il loro ritrovamento è sempre stato preceduto da una telefonata anonima. Questa volta, invece, il documento è arrivato al destinatario via posta prioritaria». Naturalmente, il documento degli Nta annuncia altre novità: la decisione di essere pronti a un´azione politica e militare, di interloquire sempre di più a distanza ravvicinata con le Brigate Rosse e le altre sigle, l´annuncio che la militanza terroristica è doppia, fatta di regolari e irregolari. Ma all´investigatore preme sottolineare più la novità della modalità di diffusione del testo Nta: «Si sentono "osservati"? Temono di poter commettere degli errori? Oppure si tratta di un segnale che la strategia è cambiata? Forse vi sono state delle defezioni interne alla struttura?». Domande a cui si sta cercando di dare una risposta. L´ipotesi dell´Antiterrorismo è che in realtà le varie sigle terroristiche – Br, Npr, Nipr, Nta – stiano entrando in una fase operativa diversa: «E´ vero che dalla lettura dei diversi documenti – conclude l´esperto dell´Antiterrorismo – noi leggiamo un´unica mano, e dunque un´unica elaborazione comune, ma finora le varie strutture militari avevano operato in compartimenti stagni molto definiti. Ora, quelle paratie potrebbero alzarsi». Insomma, sembra essere una fase decisiva, dove gli errori potrebbero essere fatali.