Grandi magazzini chiusi per sciopero

13/04/2001

venerdì 13 aprile 2001

Grandi magazzini chiusi per sciopero

MILANO. Oggi i lavoratori della distribuzione commerciale e del terziario sono in sciopero per protestare contro le associazioni degli imprenditori, Confcommercio e Confesercenti, che non voglioni rinnovare il contratto, nella sua parte economica che riguarda l’adeguamento salariale del biennio.
I sindacati di categoria hanno proposto un aumento di 115 mila lire, ma per tutta risposta Sergio Billé ha messo sul tavolo 70 mila lire «a regime», ossia da scaglionare a tappe, Lo sciopero non riguarda le Coop, le quali hanno offerto 78 mila lire e, soprattutto, la disponibilità a proseguire il confronto.
Sono in programma manifestazioni in tutta Italia. Ecco le principali.
A Genova: alle 9 manifestazione in piazza Colombo, tre delegazioni incontrano il vicesindaco, il prefetto ed il presidente di Confcommercio.
A Torino: alle 10,30 presidio davanti alla sede di Condcommercio e di Confesercenti. Sono previsti incontri con i due presidenti.
A Milano: alle 12 presidio davanti alla Rinascente di piazza Duomo con pizza-party e intrattenimenti. Vengono presidiati anche gli ingressi dei maggiori iper.
A Bologna e Roma: presidi davanti agli ipermercati.
A Firenze: alle 9 presidi alla Rinascente di piazza Repubblica e al centro commerciale i Gigli.
A Napoli: alle 10 presidio in via Roma ed ai maggiori centri commerciali.
Ad Ancona: alle 11 presidio in piazza Cavour e agli iper.
Uno scontro duro. Per i sindacati la rigidità di Billé è stata una sorpresa, ma solo in parte. Dice Ivano Corraini, segretario generale Filcams:
«Non hanno mai manifestato grandi disponibilità, non sono mai stati dei "buoni samaritani". La sorpresa riguarda invece il tentativo di sbaraccare uno dei pilastri dell’accordo del 23 luglio, ossia la definizione di una base di calcolo. Hanno messo in dubbio il salario di riferimento da cui ricavare le percentuali sul costo della vita e l’aggiornamento del salario».
Per Corraini, quella di Billé è stata una condotta «incauta sul piano politico», che ha scatenato forti e giustificate reazioni, mentre sono da apprezzare le sue «aperture» quando ha affermato che è sbagliato emarginare la Cgil e considerarla un sindacato virtuale, che è importante la regolamentazione della rappresentanza.
Ma a queste affermazioni non ha fatto riscontro la coerenza: «Si potrebbe dubitare che siano state affermazioni strumentali, con lo scopo di non "pagare dazio" nella trattativa. Tamto più che Billè ha dichiarato anche che i contratti nazionali sono importanti, e dunque il primo a dare l’esempio dovrebbe essere lui. A meno che non sia anch’egli prigioniero della grande distribuzione, che è la più intransigente».

G.Lac.

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