Grandi imprese, rallenta il calo

04/10/2004

        Il Sole-24 Ore
        sezione: ECONOMIA ITALIANA data: 2004-10-02 – pag: 11
        autore: ELIO PAGNOTTA

        M ERCATO DEL LAVORO • Istat: a luglio occupazione in discesa dello 0,5%, la più contenuta dal febbraio 2001

        Grandi imprese, rallenta il calo

        In un anno sono stati perduti 10mila posti (-22mila gli addetti nell’industria), ma i servizi crescono dell’1%

        ROMA • La grande industria continua a perdere posti, ma conferma qualche segnale di ripresa. A luglio, infatti, ancora una volta la diminuzione ha riguardato solamente l’industria, mentre i servizi hanno ripreso ad assumere. Il miglioramento complessivo fatto registrare dal mercato del lavoro sembra — però — lasciare ai margini le maxi-imprese, che devono fare i conti con i contraccolpi della scarsa vivacità della nostra economia, oltre che con gli effetti dei vasti processi di ristrutturazione in atto. In luglio, infatti, nelle grandi industrie si è registrata una flessione degli occupati dipendenti del 2,8% su base annua, mentre nel settore dei servizi si è verificata una crescita dell’1%, sempre su base annua. Nel complesso, il calo dell’occupazione dipendente — secondo l’Istat — scende allo 0,5 per cento, il più contenuto dal febbraio 2001. In luglio le grandi imprese hanno perduto circa 10mila posti (su un totale di poco più di 2 milioni): un risultato che deriva da un taglio di 22mila dipendenti nell’industria e da un aumento di 12mila unità nei servizi.

        Il persistere della tendenza al calo dell’occupazione difficilmente cambierà rotta nel corso del 2004: nell’industria infatti i dati destagionalizzati mettono in evidenza una diminuzione dello 0,3% nei confronti di giugno (stessa variazione al netto della cassa integrazione), mentre i servizi sono quasi stazionari e limitano la crescita allo 0,2% (come al netto della Cassa). Le grandi imprese comunque hanno quanto meno bloccato la caduta dell’occupazione e rispetto a giugno fanno registrare una sostanziale stazionarietà.

        Secondo l’Istat, nel luglio 2004 gli occupati alle dipendenze nelle imprese industriali con oltre 500 addetti sono scesi del 2,8 su base annua. Nel comparto manifatturiero (-2,6%) si osserva una flessione generalizzata a cui si sono sottratte solamente le industrie varie (+2,8%).

        La diminuzione al contrario risulta molto sostenuta nelle industrie del tessile-abbigliamento (-5,5%), in quelle della produzione di apparecchi elettrici e di precisione (-3,9%) e della meccanica (-3,8%). Energia elettrica, gas ed acqua sono in rosso del 4,8%, mentre il settore delle costruzioni perde il 2,4 per cento.

        Le ore effettivamente lavorate per dipendente — al netto degli effetti di calendario — sono salite dello 0,9% rispetto all’anno scorso, mentre il ricorso alla cassa integrazione è diminuito del 2,1 per cento. Le retribuzioni lorde per dipendente sono aumentate dello 0,4% (+2,3% la retribuzione media per ora lavorata). Il costo del lavoro infine è salito dello 0,9% (+2,9% per ora lavorata).

        Positivo l’andamento dell’occupazione nelle grandi imprese dei servizi, che in luglio hanno messo a segno una crescita dell’1% su base annua (stessa variazione su giugno). Nei diversi settori del terziario — sottolinea l’Istat — si verificano andamenti prevalentemente positivi, con incrementi tendenziali del 3% nel commercio, del 4,9% negli alberghi e ristoranti, dell’1,4% nelle altre attività professionali e dello 0,8% per trasporti e comunicazioni. In diminuzione, come in passato, l’occupazione nel comparto dell’intermediazione finanziaria (-1%).

        In frenata, sempre al netto dell’effetto calendario, il numero delle ore lavorate (-0,6%), mentre il ricorso alla cassa integrazione aumenta dello 0,6 per cento. Le retribuzioni lorde sono calate del 3,3% (+2,8% la retribuzione per ora lavorata) e il costo del lavoro è diminuito dell’1,3% (-3,3% il dato per ora lavorata).

        Complessivamente, in luglio nelle grandi imprese le retribuzioni sono scese dell’1,9% su base annua (+2,6% per ora lavorata) e il costo del lavoro medio per dipendente dell’1,7% (+0,4% per ora lavorata).