Grandi imprese, posti in calo

02/06/2004



        sezione: ITALIA-LAVORO
        data: 2004-06-02 – pag: 20
        autore: SERENA UCCELLO

        M ERCATO DEL LAVORO
        Indagine Istat su marzo: in un anno 17mila dipendenti in meno (-0,9%)
        Grandi imprese, posti in calo
        Continua il trend negativo dell’industria (-2,9%), solo i servizi sono in controtendenza (+6mila addetti)
        MILANO • Continua l’andamento a ribasso per l’occupazione nell’industria. A rivelarlo è l’Istat che indica come rispetto a marzo 2003, la grande industria ha fatto registrare una flessione dei posti di lavoro pari all’1,3% al netto della cassa integrazione (-3,6% industria, +0,4% servizi), e dello 0,9% al lordo (-2,9% industria, +0,5% servizi), vale a dire 23mila dipendenti in meno (17mila dipendenti nell’industria, in parte bilanciati dai 6mila in più nei servizi). Il calo tendenziale più netto è per l’occupazione nel settore della produzione di energia elettrica, gas ed acqua, pari a -6,1%, del 2,6% nelle attività manifatturiere e dello 0,7% nel settore delle costruzioni. Quasi tutti i comparti delle attività manifatturiere registrano variazioni tendenziali negative. Le diminuzioni più marcate sono quelle delle industrie tessili e dell’abbigliamento (-5,2%), della produzione di apparecchi elettrici e di precisione (-4,3%) e della produzione di macchine e apparecchi meccanici (-4%).
        Nel settore dei servizi gli andamenti sono stati particolarmente positivi per il commercio (+5,3%) e per gli alberghi e ristoranti (+3,7%). Analizzando i dati nel dettaglio, emerge ancora, come a marzo 2004, al netto degli effetti di calendario, il numero delle ore effettivamente lavorate è risultato pari a 102,9 con un calo tendenziale dello 0,2% e una variazione congiunturale di +0,2 per cento.
        Il ricorso alle ore di straordinario è stato pari al 4,7% delle ore ordinarie senza variazioni tendenziali rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Al netto della stagionalità, la retribuzione lorda media per ora lavorata ha registrato a marzo un incremento congiunturale dello 0,7% e un calo tendenziale dello 0,3 per cento. Il costo del lavoro medio per ora lavorata, a marzo, a livello congiunturale ha registrato un aumento dello 0,5% rispetto a febbraio 2004, e un calo tendenziale dello 0,3% dell’indice grezzo.
        Per il sottosegretario al Welfare, Maurizio Sacconi, la riduzione degli occupati nelle grandi imprese «non corrisponde solo ad alcune note situazioni di crisi, ma è espressione anche del profondo cambiamento del modello organizzativo che è in corso». Secondo la Cgil invece i dati indicano come sia necessaria «una diversa strategia industriale, che manca da troppo tempo». «Non si può continuare — spiega la segretaria confederale della Cgil, Carla Cantone — a non prendere atto del calo occupazionale produttivo, sia manifatturiero che nei settori strategici. Il Governo non ha idee ma con Confindustria si deve aprire un nuovo capitolo, come Montezemolo ha auspicato». Mentre per il presidente della Confesercenti, Marco Venturi «i dati diffusi dall’Istat confermano il drammatico trend caratterizzato dalla costante espulsione di forza lavoro da parte dell’industria e dalle difficoltà delle piccole e medie imprese».
        «I dati Istat sull’occupazione nelle grandi imprese, all’indomani della diagnosi fatta dal Governatore Fazio — dice Tiziano Treu, responsabile lavoro della Margherita — confermano la gravità della situazione economica di un Paese che sembra aver perso qualsiasi forza propulsiva». Per tutti i settori industriali, continua l’ex ministro, si tratta infatti di un «vero e proprio bollettino di guerra con cadute dell’occupazione ed aumento del ricorso alla cassa integrazione, una situazione grave che testimonia l’urgenza di dare finalmente al nostro Paese una vera politica economica».