Grandi imprese, persi 21 mila posti

05/03/2004

ItaliaOggi (Economia e Politica)
Numero
055, pag. 5 del 5/3/2004
di Bruno Mastragostino



I dati Istat relativi al 2003. A dicembre – 0,8%.

Grandi imprese, persi 21 mila posti

Ancora giù i posti di lavoro nelle grandi imprese che infatti nel 2003 hanno lasciato sul campo ben 21 mila addetti, ma l’emorragia di posti avviene sempre nella grande industria, mentre il grande terziario continua a creare nuova occupazione. A dicembre, secondo i dati comunicati ieri dall’Istat, l’indice degli occupati nelle grandi imprese (500 e più addetti) è sceso a 94,6 (base 2000=100) determinando una variazione tendenziale pari a -0,8% e congiunturale pari a zero, mentre nella media del 2003 rispetto al 2002 la flessione è stata dell’1,1% che equivale appunto a -21 mila addetti. Nel dettaglio, l’indice delle grandi imprese dell’industria si è fissato a 88,9 con una flessione annua del 2,9% e mensile dello 0,6%, mentre l’indice relativo alle grandi imprese dei servizi è salito a 98,9 marcando un incremento tendenziale dello 0,7% e congiunturale dello 0,3%. Nel 2003, spiegano i tecnici dell’istituto di statistica, gli indici relativi ai due grandi settori hanno fatto registrare il primo un decremento del 3% e il secondo un aumento dello 0,3% che corrispondono a un calo di 24 mila posti nell’industria e un aumento di 3 mila nei servizi. Insomma, i dati sull’occupazione complessiva arrivati sia dall’indagine sulle forze di lavoro che da quelli di contabilità segnalano ancora una buona crescita di posti, ma dall’indagine che rileva l’occupazione nelle grandi imprese emerge una crisi sempre molto dura che però colpisce, come accennato, esclusivamente l’industria. Basta guardare il relativo indice che ha come base il 2000 e nel 2003 è sceso a 91,1 perdendo quindi in questi anni circa il 9% degli 855 mila addetti presenti nell’anno base. Al contrario le grandi imprese dei servizi, dopo le flessioni del 2001 e 2002, accennano nel 2003 a una discreta ripresa. Vediamo il dettaglio. Tra i settori del terziario monitorati dall’Istat, nel 2003 soltanto i trasporti, magazzinaggio e comunicazioni (-1,6% tendenziale) e l’intermediazione monetaria e finanziaria (-1,8%) fanno registrare una diminuzione, al contrario si evidenziano ottimi risultati nelle altre attività professionali e imprenditoriali (+2,9%), negli alberghi e ristoranti (+3,2%) e nel commercio e riparazione di beni di consumo (+6,6%).

Andamento decisamente pesante quello registrato invece nella grande industria, dove ci sono appena tre settori che guadagnano addetti: le industrie manifatturiere varie (+12,8%), le costruzioni (+1,2%) e la lavorazione di minerali non metalliferi (+0,4%).