Grandi imprese, aumentano addetti

30/01/2006
    sabato 28 gennaio 2006

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    Secondo l’Istat, a novembre, l’indice dell’occupazione cresce (+0,1% a/a) trainato dai servizi

      Grandi imprese, aumentano addetti

      Flessioni nell’industria. Emergenza nel tessile-abbigliamento

        di Bruno Mastragostino

        Rallenta ancora la flessione di addetti nelle grandi imprese, anche se l’industria è sempre in perdita, con situazioni di vera emergenza soprattutto nel tessile-abbigliamento e nella produzione di carta, mentre i servizi continuano a creare posti di lavoro pareggiando così i conti. Ma questo è avvenuto solo di recente, infatti nei primi 11 mesi del 2005 il consuntivo appare in ogni caso in rosso. A novembre, secondo i dati comunicati ieri dall’Istat, l’indice degli occupati nelle grandi imprese (500 e più addetti) si è fissato a 94 (base 2000=100), facendo registrare una variazione congiunturale nulla e un aumento tendenziale dello 0,1%, valore che nel periodo gennaio-novembre diventa negativo e pari a -0,4%. Nel dettaglio, l’indice delle grandi imprese dell’industria è sceso a 87, con una flessione annua dell’1,2% e mensile dello 0,1%, mentre l’indice relativo alle grandi imprese dei servizi è rimasto a 99,1 risultando invariato rispetto a ottobre e in crescita dello 0,9% su novembre 2004. In valore assoluto, spiegano i tecnici dell’istituto di statistica, i posti di lavoro a novembre hanno avuto un incremento di circa mille unità, ma nell’industria c’è stata una riduzione di 10 mila addetti, mentre nei servizi si è verificato un incremento di 11 mila posti.

        Nella grande industria, prosegue l’Istat, quasi tutti i settori sono risultati in calo occupazionale. Tra quelli con le riduzioni più consistenti, a livello tendenziale, ci sono carta, stampa ed editoria (-4,1%), tessile-abbigliamento (-3,7%) ed energia elettrica, gas e acqua (-3,1%). Al contrario hanno fatto riscontrare una crescita le costruzioni (+2%), gli alimentari, bevande e tabacco (+1,1%), i mezzi di trasporto (+0,5%) e le raffinerie di petrolio (+0,1%). Migliore la situazione nel terziario, dove si sono verificate assunzioni di personale nelle altre attività professionali e imprenditoriali (+4,5%), nel commercio e riparazione beni di consumo (+3,8%) e negli alberghi e ristoranti (+2,5%), mentre hanno registrato una diminuzione i trasporti, magazzinaggio e comunicazioni e l’intermediazione monetaria e finanziaria (entrambi -0,5%).

          Sempre a novembre, l’Istat ha rilevato nella grande industria un incremento della cassa integrazione guadagni che porta a 29,7 per mille ore lavorate il ricorso alla cig; c’è poi un aumento delle ore lavorate (+0,2%) e un leggero incremento del ricorso allo straordinario che spinge a 4,7% le ore di straordinario sul totale delle ore lavorate, mentre le ore di sciopero sono in calo scendendo a 9,2 per mille ore lavorate. Il costo del lavoro (+1,9%) cresce meno dei salari (+2,1%). Nel terziario di maggiore dimensione, infine, la cig è diminuita e ora risulta pari allo 0,9 per mille, le ore lavorate sono cresciute dello 0,5%, l’incidenza dello straordinario è salita portando al 6% il ricorso totale allo straordinario e le ore di sciopero sono state il 2,6 per mille; il costo del lavoro è risultato in crescita dell’1,8% e i salari dell’1,9%. (riproduzione riservata)