Grandi aziende più leggere

06/02/2003

ItaliaOggi (Economia e Politica)
Numero
031, pag. 6 del 6/2/2003
Bruno Mastragostino


L’industria guida sempre la flessione. Resiste il terziario. Retribuzioni +3,9%.

Grandi aziende più leggere

Un nuovo calo di 36 mila occupati a novembre

Ancora una caduta dell’occupazione nella grande impresa italiana: in un anno sono stati persi oltre 36 mila posti. Tra i settori produttivi, i mezzi di trasporto, al cui interno la Fiat ha un notevole peso, sono tra quelli che hanno subito la riduzione maggiore di personale. A novembre, secondo quanto reso noto ieri dall’Istat, l’indice degli occupati nelle grandi imprese dell’industria (500 e più addetti) è passato a 83 (base 1995=100), con un calo congiunturale dello 0,5%, mentre su base annua la variazione è stata di -3,7%. Nello stesso tempo, l’indice relativo alle grandi imprese dei servizi (500 addetti e oltre) si è fissato a 96,6 con una variazione nulla rispetto a ottobre e un -0,7% su base annua. In valore assoluto, la riduzione di posti rispetto a novembre 2001 nella grande industria è di 29 mila unità, a cui vanno sommati i 7.600 addetti persi nel grande terziario, arrivando così a una riduzione totale di 36.600 impieghi.

La crisi occupazionale è più pesante nell’industria, mentre nel terziario il calo si mantiene a livelli accettabili. Solo i trasporti, magazzinaggio e comunicazioni, (-2,8% tendenziale) sono in peggioramento, dovuto peraltro essenzialmente ai trasporti. In caduta, comunque meno evidente, l’intermediazione monetaria e finanziaria (-1,7%), ma nei restanti settori l’andamento è positivo. Crescono infatti gli addetti negli alberghi e ristoranti (+5,5%), nel commercio e riparazione di beni di consumo (+5,1%) e nelle altre attività professionali e imprenditoriali (+2,9%). Nella grande industria, solo un settore cresce: le altre industrie manifatturiere (+1,3%). Le diminuzioni più forti arrivano invece dall’energia elettrica, gas e acqua (-7,4%) e dai mezzi di trasporto (-5%).

Sempre a novembre, l’Istat ha rilevato nella grande industria un calo delle ore lavorate (-0,3% su base annua), ma un contemporaneo aumento del ricorso allo straordinario, passato dal 4,3 al 4,5% del totale delle ore lavorate. Nei servizi sono cresciute sia le ore lavorate (+1,8%) che lo straordinario (dal 6,3 al 6,4%), mentre il ricorso alla cassa integrazione è diminuito in ambedue i settori, -0,4% nell’industria e -11% nei servizi.

Retribuzioni e costo del lavoro, a novembre aumentano in misura maggiore nell’industria (+3,9% tendenziale in ambedue i casi) e minore nei servizi (rispettivamente +2,2 e +2,1%). I dati settoriali, infine, mostrano incrementi salariali notevoli nell’industria alimentare, bevande e tabacchi (+10,4% le retribuzioni e +10,9% il costo del lavoro), nei prodotti chimici e fibre sintetiche (+7,5 e +6,8%) e nell’intermediazione monetaria e finanziaria (+8,1 e +7,8%).

Nello stesso tempo, però, sono state registrate flessioni intorno all’1-2% sia delle retribuzioni che del costo del lavoro in diversi settori, tra cui alberghi e ristoranti.