Grande fuga verso la pensione

17/11/2003


SABATO 15 NOVEMBRE 2003

 
 
Pagina 34 – Economia
 
 
Impennata delle domande di anzianità (+9%) nei primi nove mesi 2003.
Maroni: riforma da approvare entro l´anno
Grande fuga verso la pensione

An e Udc: no alla fiducia. I sindacati: pronte reazioni dure
          PAOLO GRISERI


          ROMA – 2003, fuga verso le pensioni. Ne primi nove mesi di quest´anno le richieste all´Inps sono salite del 6,8 per cento e le domande per ottenere la pensione di anzianità hanno conosciuto un vero e proprio boom: più 9 per cento per effetto delle anticipazioni sulle modifiche che il governo si prepara a varare. Un incremento che sale addirittura al 19,1 per cento se si considerano le cosiddette «domande esplorative», fatte da lavoratori che non hanno ancora maturato i requisiti.
          I dati fotografano un mondo del lavoro in fibrillazione che attende con ansia l´esito del braccio di ferro tra governo e sindacati e all´interno dello stesso esecutivo. Ieri An e Udc sono tornati a chiedere moderazione al ministro del Welfare ma Maroni ha ripetuto che «la riforma va approvata entro fine anno per poter pagare da gennaio gli incentivi a chi decide di rimanere al lavoro». Per raggiungere l´obiettivo il ministro del Welfare non ha escluso il ricorso al voto di fiducia: «Sarebbe inevitabile di fronte ad atteggiamenti ostruzionistici ma non significa che il governo dica alla sua maggioranza: ?o trovi un accordo oppure andiamo a casa´».
          Eppure l´accordo nel Polo sembra difficile da trovare. Già ieri mattina il ministro Carlo Giovanardi (Udc) aveva annunciato: «Chi dice che il governo porrà sicuramente la fiducia sulle pensioni, dice una fesseria». E poco dopo il suo collega di An, Gianni Alemanno, ha spiegato che «l´autorizzazione alla fiducia giunta dal Consiglio dei ministri è solo un provvedimento tecnico che per essere esercitato ha bisogno di un assenso politico». Come dire che An quell´assenso non l´ha ancora dato. Posizione condivisa anche da Gasparri.
          I sindacati hanno reagito con durezza: «La fiducia sulle pensioni dimostra che il governo non ha alcuna intenzione di confrontarsi con noi», ha detto il segretario della Cgil Guglielmo Epifani. Savino Pezzotta ha preannunciato «una risposta pesante». «Sconsiglio il governo dall´intraprendere l´avventura della fiducia», ha dichiarato per la Uil Luigi Angeletti. Un invito a tenere aperto il dialogo sociale è venuto da Luca di Montezemolo che al convegno genovese di Confindustria ha comunque apprezzato la riforma Maroni: «Un progetto positivo che doveva arrivare due anni prima».