Grande distribuzione, Wal-Mart sbarca in Italia

25/06/2001

Il Sole 24 ORE.com





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Articoli di archivio di  Domenica, 24 Giugno 2001


    Il colosso americano, maggior operatore mondiale, alla ricerca di accordi e partnership per espandersi in Europa

    Grande distribuzione, Wal-Mart sbarca in Italia
    Vincenzo Chierchia
    (DAL NOSTRO INVIATO) PRAGA – Il gigante americano Wal-Mart, ossia il più grande operatore distributivo al mondo con un volume d’affari vicino ai 200 miliardi di dollari, ossia circa 400mila miliardi di lire, si prepara ad accelerare in Europa e, quindi, a sbarcare anche in Italia. «Stiamo valutando delle opportunità — commenta Pete Netzel, senior vice president international food merchandising —. Vogliamo crescere ancora su un mercato molto importante e l’Italia è sotto osservazione, essendo una parte rilevante all’interno dello scenario continentale». La vocazione allo sviluppo oltreocenzao è stata ribadita nel corso del convegno Cies di Praga anche da John Menzer, president and chief executive officer di Wal-Mart international: «Siamo un gruppo con una forte vocazione globale, l’Europa è strategica nei nostri piani di sviluppo». Qualcosa sta poi probabilmente cambiando all’interno delle strategie Wal-Mart. «L’operazione Asda in Gran Bretagna è stata un successo — aggiunge Netzel — mentre in Germania abbiamo sofferto di più, ma stiamo cominciando a ottenere i risultati giusti. Poi stiamo riflettendo sulle opportunità per altri Paesi come l’Italia e stiamo vagliando numerose possibilità. D’altronde siamo anche aperti a delle partnership, non ci presentiamo solo come il gruppo che punta ad acquisire il controllo totale ma abbiamo esperienza sufficiente, maturata anche in mercati difficili come quelli asiatici, per condurre con profitto partnesrhip strategiche, ovviamente secondo obiettivi trasparenti per il mercato». Affermazioni rilevanti quelle di Netzel e di Menzer, che testimoniano la volontà del gruppo Usa, che ha fatto del l’efficienza, delle relazioni con l’industria e dei prezzi superscontati, le proprie bandiere. «Il nostro modello ha ampi margini di sviluppo in nuovi mercati — sottolinea Netzel — e sicuramente può contribuire anche ad avere dei grandi vantaggi per il consumatore in aree, come quella europea peraltro, finora contraddistinta da una competizione non particolarmente accesa tra le catene commerciali». Al riguardo non va dimenticato che anche il presidente del gruppo distributivo francese Leclerc, Michel Edouard Leclerc, ha rimarcato nel corso del seminario Cies sulla distribuzione alimentare, che in Europa, e in Italia in particolare, i prezzi nel settore food rimangono alti in confronto alla media continentale e che ci sono spazi per nuovi ribassi; l’euro, secondo Leclerc, dovrebbe favorire questo scenario. «La moneta unica europea è una grande opportunità — commenta Netzel — e intendiamo approfittarne perchè offre grandissimi vantaggi». L’ingresso di Wal-Mart sul mercato italiano, anche con una partnership, porterebbe dunque a una nuova guerra dei prezzi nel settore del largo consumo in accoppiata con il decollo della moneta unica. Il gigante Usa ha chiuso l’ultimo esercizio con un giro d’affari di 191 miliardi di dollari a livello globale. L’esercizio precedente era stato concluso con un volume di vendite pari a 165 milioni di dollari. Secondo le ultime rilevazioni internazionali presentate al convegno Cies la distanza tra Wal-Mart e Carrefour, il colosso distributivo europeo in seconda posizione, si sta anche allargando, probabilmente per effetto della riorganizzazione ancora in corso dopo la fusione con l’altro big transalpino Promodes. Riservatezza dunque da parte dei vertici di Wal-Mart sui nomi dei gruppi europei, e italiani in particolare, interessati da trattative, ma una importante presa di posizione sul valore strategico degli investimenti nel Vecchio Continente e anche nel nostro Paese, dove operano realtà interessanti per i livelli di redditività. Nel corso degli ultimi cinque anni Wal-Mart ha poi raddoppiato il giro d’affari grazie alla internazionalizzazione. L’esercizio ’96 si era chiuso con un volume di vendite pari a 94 miliardi di dollari appena. Oggi Wal-Mart conta circa 1.100 unità di vendita fuori dagli Stati Uniti (Gran Bretagna, Germania, Sud America, Asia) e, come ha ripetutamente sottolineato Menzer, sempre di più punta a massimizzare a livello locale i vantaggi di una dimensione così ampia e consistente in termini di volumi d’affari.
    Domenica 24 Giugno 2001