Grande distribuzione: Un piano di Ahold per l’Italia

17/05/2001

Il Sole 24 ORE.com





    Grande distribuzione
    Il colosso olandese è a caccia di un investimento diretto oppure di una partnership

    Un piano di Ahold per l’Italia
    Il presidente Van der Hoeven: «Puntiamo anche al catering e ai servizi di ristorazione veloce»
    Vincenzo Chierchia
    GLASGOW. «L’Italia è nei nostri obiettivi strategici, siamo sicuramente interessati a essere presenti nel mercato distributivo italiano con un investimento diretto oppure con una partnership con soggetti locali a elevato standard di profitto». Per Cees Van der Hoeven, presidente e amministratore delegato del colosso distributivo olandese Ahold, lo sbarco nel nostro Paese rappresenta un tassello importante nel quadro del massiccio piano di globalizzazione del gruppo commerciale. «Il mercato italiano è molto ricco — aggiunge Van der Hoeven — e si presta anche bene alla politica di alleanze, di partnership con retailer locali sul modello di quanto abbiamo fatto nei mesi scorsi in Svezia, alleandoci con Ica e dando vita al maggior gruppo distributivo della regione scandinava».
    Nessuna indiscrezione su eventuali trattative in corso ma la linea strategica del gruppo Ahold è chiara: «Siamo i leader mondiali nella distribuzione alimentare — sottolinea il presidente — e vogliamo ulteriormente consolidare la nostra presenza; in Europa non siamo ancora ben posizionati su mercati rilevanti come Francia, Germania, Italia e Gran Bretagna ma stiamo valutando numerose opportunità. Siamo dunque pronti al salto di qualità con acquisizioni dirette e partnership con operatori locali».
    Il punto di forza di Ahold sta nell’approccio flessibile — come sottolinea a più riprese Van der Hoeven — consentito dal fatto di essere un gruppo con numerosi e differenziati canali di vendita, ma con un’univoca vocazione alla distribuzione alimentare.
    Il gruppo olandese per il 2001 — sottolinea il presidente — si appresta a raggiungere un fatturato di 65 miliardi di euro, ossia circa 130mila miliardi di lire, essenzialmente sviluppati in Europa e negli Stati Uniti, cui si aggiungono alcuni mercati nell’area asiatica. Il bilancio 2000 è stato chiuso con un fatturato di 52,5 miliardi di euro a livello globale.
    Nei primi quattro mesi del 2001 è stato realizzato un volume di vendite pari a oltre 18 miliardi di euro, con una crescita di oltre il 60% rispetto allo stesso periodo del 2000. «Il segreto sta nel fatto che stiamo accelerando lo sviluppo della rete di aziende controllate sia in Europa che negli Usa — aggiunge Van der Hoeven — e nello stesso tempo stiamo lavorando molto a livello globale per aumentare il livello del servizio offerto al consumatore».
    Ahold, ad esempio, sta sviluppando anche l’area delle preparazioni alimentari diventando in molti casi partner delle imprese di catering e di servizi di ristorazione veloce. «È un business estremamente rilevante — spiega Van der Hoeven — e i risultati sono eccellenti. L’Italia è interessante anche sotto questo profilo, visto che il business delle preparazioni alimentari, come quello dei consumi fuori casa o dei piatti pronti, è in continua crescita».
    Anche sotto questo profilo Van der Hoeven accenna al fatto che la strada della partnership è quella preferita dal colosso olandese, anche perché si è rivelata molto utile in mercati con spiccate caratteristiche e tipicità, come nel caso del Portogallo, del Brasile o dell’Argentina.
    «Siamo sicuramente interessati a esportare il modello Ica — rilancia Van der Hoeven — e in Italia, come altrove in Europa, ci sono ottime opportunità per siglare alleanze strategiche con operatori della distribuzione o del business alimentare. L’intesa con un gruppo come Ica, formato a sua volta da tanti retailer locali associati nell’area svedese e più in generale scandivana ha consentito di sperimentare una formula che ha dato successo e che viene incontro a una formula distributiva, l’associazionismo, molto diffusa e forte in Europa».
    Ad Ahold — assicura il presidente — non interessa far una guerra aperta a colossi del calibro di Carrefour o di Wal-Mart. «L’obiettivo — afferma — è essere sempre più i primi al mondo nella vendita di alimentari. Carrefour o Wal-Mart hanno anche tanti prodotti non food». Complessivamente Ahold gestisce oggi 8.500 supermercati alimentari tra Stati Uniti, Asia ed Europa. Impiega 420mila addetti e conta oltre 35 milioni di consumatori che, nel mondo, ogni giorni fanno la spesa nei magazzini delle numerose società controllate.
    Giovedì 17 Maggio 2001
 
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