Grande distribuzione le Coop restano in testa

18/12/2013

Coop resta saldamente in testa quanto a fatturato, ma dal punto di vista della vivacità commerciale è insidiata dalla catena Esselunga, rivale storica per filosofia del modus operandi che non sembra risentire della crisi. Il centro studi Mediobanca fa il punto sulla grande distribuzione, prendendo in esame cinque dei maggiori gruppi che operano in Italia e i risultati conseguiti nel 2012: Auchan-Sma (aggregato degli interessi italiani che l`anno scorso rappresentavano il 10,9% del giro d`affari mondiale del gruppo per 46,9 miliardi), Carrefour (interessi italiani pari al 6,6% dei 76,8 miliardi mondiali), Geocs, marchio Pam (famiglia Bastianello), Supermarkets italiani, marchio Esselunga (famiglia Caprotti) e l`aggregato delle maggiori cooperative di consumatori (11 società, di cui 9 cooperative) che operano a marchio Coop. Nell`ultimo anno, il fatturato risulta in flessione per tutti a parte Esselunga (+4,5% a 6 miliardi e 700 milioni): ma, mentre Coop cede in modo marginale (-0,1%) e resta a quota 11 miliardi 588 milioni, Carrefour cala del 5,8% a 5 miliardi, Auchan-Sma dell`1,3% sempre a 5 miliardi, e Gecos dello 0,6% a 2 miliardi e mezzo. Se poi si considera il quadriennio 2008-2012, l`andamento a doppia velocità è anche più chiaro: avanzano solo Coop (+4,7%) e Esselunga (+21,1%), crolla Carrefour, che cede quasi un quinto delle vendite realizzate nel 2008, e vanno male anche Auchan (-5,2%) e Gecos (-3%). La perdita di fatturato dei due gruppi francesi è otivata soprattutto dal forte ridimensionamento delle strutture: Carrefour, che ha ridotto i punti vendita del 24,3% dal 2008, ha anche lasciato a casa il 21,8% dei dipendenti (nel 2012 erano 16mila), Auchan il 4,4%. Gecos, invece, nonostante la flessione delle vendite, ha incrementato l`occupazione (+7,6%) e aperto nuovi punti vendita (+12,1%).
COSTO DEL LAVORO A CONFRONTO Esselunga ha anche altri primati: conferma nel 2012 il maggior ricavo per metri quadrati di superficie, con oltre 16.400 euro al mq, ed è l`unico operatore ad averlo aumentato negli anni. Nell`aggregato Coop, solo Unicoop Firenze segna vendite paragonabili (13.600 euro). Discorso analogo se si prende in esame il fatturato per punto vendita: primeggia la società di Caprotti con oltre 47 milioni, mentre le altre sono intorno ai 10 milioni (Gecos a 5). È chiaro che questi dati sono influenzati dalla superficie del punto vendita, mediamente più estesa per Esselunga. Ed è sempre Esselunga a segnare i migliori margini: questo però è dovuto in gran parte ad un`incidenza del costo del lavoro più bassa (nonostante la catena abbia il maggiore numero di dipendenti per mille metri quadrati). Il costo del lavoro incide 1`11,9% del fatturato per Esselunga, intorno al13% per i gruppi francesi e per Gecos, e oltre i114% per Coop. E veniamo appunto all`aggregato Coop: Unicoop Firenze si conferma nel 2012 la cooperativa maggiore, con ricavi per 2 miliardi 747 milioni, seguita da Coop Adriatica (1 miliardo e 800 milioni), Coop estense (1 miliardo e 200) e Unicoop Tirreno (1 miliardo e 69 milioni). Nel complesso, i finanziamenti dei soci sono scesi sotto gli 11 miliardi, -6,8% sul 2011, ed è ancora Unicoop Firenze a realizzare la migliore raccolta dai soci, con 2,4 miliardi. Il portafoglio di attività finanziarie più corposo è quello di Coop Adriatica (circa 2 miliardi), cui fanno seguito Unicoop Firenze, Coop Nordest, Coop Estense, Unicoop Tirreno e Coop Liguria. La gestione finanziaria è positiva per 191 milioni (1,6% del fatturato), e rappresenta un contributo significativo per la redditività. Il saldo finanziario però è negativo per 5 società sull: la perdita maggiore è quella di Unicoop Firenze (-130,9 milioni), seguita da Coop Centro Italia (-63 milioni). In sintesi, nel periodo dal 2008 al 2012 la gestione industriale delle coop ha prodotto margini positivi per 257 milioni, cui si aggiungono 474 milioni in arrivo dalla gestione finanziaria.