Grande distribuzione, la guerra degli sconti

14/05/2003



              Mercoledí 14 Maggio 2003
              SCENARI PER L’EDITORIA
              Grande distribuzione, la guerra degli sconti


              MILANO – Il mercato librario ha accusato – rileva un’analisi di Prometeia – una flessione dello 0,3% della spesa delle famiglie nel 2002, pari in media a circa 3,15 miliardi di euro (56 euro pro-capite). Da quest’anno – stima Prometeia – la spesa per libri dovrebbe riprendere a crescere: +1,7% (nel 2004 +1,3% e +2% nel 2005).
              Grande distribuzione.
              La grande distribuzione (gdo) ha puntato sui libri a partire dagli anni 90 e ha saputo ritagliarsene una fetta. Nel periodo marzo 2002-2003 le vendite di libri nella gdo sono state pari a 136 milioni di euro (-5,1% su base annua), di cui 82 milioni negli ipermercati (-2,4%) e 54 nei supermarket (-6,8%), secondo le stime Iri-Infoscan, che indicano peraltro che dal ’99 al 2002 il valore delle vendite è quasi raddoppiato. Nell’ultimo anno la gdo ha però venduto circa 26,2 milioni di copie (+8,6%) di cui 16,4 milioni (+21,2%) negli ipermercati; i prezzi medi sono calati del 12,7% a 5,21 euro. La quota di mercato della gdo in otto anni – secondo stime Tradelab – è salita al 12% (4% nel 1995) a fronte del 53% (78%) delle circa 4mila librerie indipendenti e del 35% (18%) delle catene di librerie.
              I librai sono sul piede di guerra a causa dei massicci sconti sull’editoria scolatica nella gdo. «Nella grande distribuzione – sottolinea Paolo Ambrosini, consigliere nazionale Ali – è in svendita l’intero catalogo scolastico dell’editoria italiana, un fatto gravissimo. Deve far riflettere anche il comportamento degli editori, solo una precisa scelta commerciale può giustificare l’introduzione della scolastica nella gdo. Al libraio non rimane che diffidare l’editore dal stampare il prezzo sui libri, per avere quindi anche lui la possibilità di rivedere i prezzi in funzione dei servizi offerti al cliente e dei suoi costi operativi».
              I gruppi.
              È, infine, sfida a tutto campo tra i leader italiani delle librerie, che ora devono confrontarsi anche con il colosso francese Fnac (gruppo Ppr, 4 negozi in Italia, il prossimo a Napoli). Feltrinelli conta oggi 95 punti vendita con un giro d’affari di circa 250 milioni di euro. Nel 2003 sono in cantiere tre nuovi megastore e 4/5 nuove librerie con un occhio di riguardo per i centri commerciali. Feltrinelli ha puntato sulle acquisizioni (e negli anni ha aggregato i negozi Ricordi e e quelli della rete Rizzoli) e su un aggiornamento costante dell’offerta, a forte vocazione multimediale, e dei punti vendita. «Mondadori – sottolinea Renato Rodenghi, direttore della divisione direct – entro il 2003 gestirà una rete di 180 librerie, con un forte quota di franchising, e continueremo a crescere perché oggi servono dimensioni adeguate». Il gruppo (dopo l’acquisizione di Gulliver) sviluppa un giro d’affari di 100 milioni di euro con le librerie e di 90 milioni con la rete di punti vendita Mondolibri (in partnership con Bertelsmann); il portale Bol sviluppa poi vendite per 5 milioni. Infine, il gruppo fiorentino Giunti ha avviato in questi giorni la conversione delle librerie Demetra (acquisite) in «Giunti al punto» che contraddistinguerà tutta la struttura di vendita al dettaglio.
              Le librerie Giunti al Punto sono 80, situate prevalentemente nel Centro-Nord, nei centri storici e nei centri commerciali. Si contano poi 3 negozi in franchising e 78 corner, ossia punti vendita di circa centi metri quadrati, posizionati all’interno dei negozi di giocattoli Toy’s center (gruppo Preziosi). Entro il 2003 è prevista l’apertura di 13 nuove librerie Giunti al Punto e di sei corner. Il fatturato delle librerie è di 46 milioni di euro a fronte dei 180 di tutto il gruppo editoriale.

              VINCENZO CHIERCHIA