Grande distribuzione, 2003 da record

07/01/2004




      Sabato 27 Dicembre 2003

      Grande distribuzione, 2003 da record

      Secondo Unioncamere il fatturato (75 miliardi di euro) è cresciuto del 15% rispetto a un anno fa


      MILANO – La grande distribuzione si avvia a chiudere il 2003 con un giro d’affari intorno ai 75 miliardi di euro, con un incremento cumulato intorno al 15% rispetto ai 65 miliardi (22% dei consumi commercializzati in Italia) rilevati da Unioncamere nel l’ambito di un monitoraggio appena avviato, a carattere nazionale e con periodicità bimestrale. L’indagine ha poi registrato due tendenze rilevanti: il trend di crescita delle vendite nelle catene gdo risulta attualmente in frenata (si veda del 23 dicembre), mentre, a livello di medio-lungo periodo, l’incremento degli acquisti delle famiglie è più consistente al Sud rispetto al Centro-Nord. Va peraltro precisato che nelle regioni del Mezzogiorno la grande distribuzione ha ancora uno sviluppo limitato e quindi importanti potenziali crescita. E vediamo i dati del monitoraggio Unioncamere in dettaglio. Nel terzo trimestre 2003 le vendite al dettaglio nel complesso – secondo Unioncamere – hanno accusato una flessione tendenziale media dello 0,5% con il Sud in marcate difficoltà (-1,1%). La grande distribuzione ha fatto registrare un assestamento delle performance del fatturato nel quinto bimestre del’anno. Nella prima parte del 2003 il tasso di crescita del fatturato (a rete corrente) ha toccato quota 8,6% nel complesso (+8,3% per l’alimentare, +8,9% per i beni non food). Nel quinto bimestre dell’anno il tasso di incremento medio nazionale si è assestato a quota +7% (+6,8% per l’alimentare e +7,3% per il non food). In particolare, nel confronto tra media dei primi sei mesi e quinto bimestre emerge che i tassi di incremento delle vendite per area hanno subito tutti delle decelerazioni: il Nord-Ovest passa dal 7,8% al 6,6%, il Nord-Est dal 6,3% al 5,5%, il Centro dall’8,6% al 7,3% il Sud dall’11,8% all’8,8 per cento. Nonostante il quadro generale sia di raffreddamento della dinamica delle vendite il monitoraggio Unioncamere sottolinea chiaramente il fatto che il Sud ha comunque un ruolo trainante, grazie anche al fatto che, diverstamente dalle altre aree, gli alimentari continuano a marciare bene: nel quinto bimestre, ad esempio, l’incremento per i prodotti food è stato del 9% su base tendenziale a fronte del l’8,1% per gli altri beni. Nei primi sei mesi la crescita del fatturato è stata del 12,2% annua al Sud per l’alimentare nella gdo a fronte del +10,7% per i prodotti non food. Le aree del Nord in particolare – rilevano all’Unioncamere – fanno registrare tassi di crescita al di sotto della media nazionale per quanto riguarda le vendite della grande distribuzione. Va anche sottolineato il fatto che in diverse aree del Nord c’è una situazione di quasi saturazione delle possibilità di crescita della gdo, attestata ormai su livelli prossimi a quelli rilevati nei principali Paesi europei. Anche nel medio periodo – ossia in rapporto ai livelli del 2001, come ricorda l’analisi Unioncamere – la migliore performance di vendita è stata registrata nelle aree del Mezzogiorno, con uno sviluppo reale delle vendite pari al 25,2 per cento. Nello stesso periodo il Nord-Ovest ha registrato incrementi intorno al 15%, il Nord-Est intorno al 14,1 per cento. Migliore il risultato del Centro (che ha beneficiato di diverse nuove aperture di negozi della gdo) attestato sul +16,9 per cento. Le regioni che corrono di più. Negli ultimi mesi Campania e Sardegna sono le regioni dove il fatturato della grande distribuzione ha fatto registrare i risultati migliori. La Sardegna, in particolare, ha rilevato una accelerazione nel quinto bimestre (+16,7%)a fronte della media dei primi sei mesi (+15,4%). La Campania si attesta al secondo posto (+13,7%) ma evidenzia un rallentamento rispetto al periodo gennaio-giugno (+19,2%), che ne compromette il "primato" conseguito nei primi sei mesi dell’anno.

      VINCENZO CHIERCHIA