“Governo” Visco: «non faremo una manovra bis»

20/11/2006
    sabato 18 novembre 2006

    Pagina 3 – La manovra d’autunno

      Visco
      �Bravo Romano, l’Italia � spaventata
      Ma non faremo una manovra bis�

        intervista
        UGO MAGRI

          ROMA
          Romano Prodi ha l’impressione di guidare un Paese impazzito. E lei, professor Visco?

            �Pi� che impazzito, direi spaventato. Che non accetta il principio di realt�. Che si sente abbandonato dalle classi dirigenti, alle quali non riconosce una dignit� adeguata ai compiti. Un Paese in difficolt� grandissima, al quale per troppo tempo nessuno ha spiegato in modo onesto come stanno le cose�.

            Cosa bisognerebbe spiegare agli italiani?

              �La cruda verit�: l’Italia stava andando a picco. In Europa siamo quelli che crescono meno, dove si registrano i tassi di attivit� pi� bassi e quelli di povert� pi� elevati, con la distribuzione della ricchezza pi� sperequata. Dove i redditi pro-capite sono fermi, la produttivit� � stagnante e si passa da una crisi industriale all’altra�.

              Da quando succede?

                �Dal 1992. Allorch� vennero al pettine i nodi dei dissennati Anni Ottanta, gli anni della grande illusione. Del cloroformio. Della mancanza di coraggio. In cui il debito pubblico era schizzato dal 57 per cento del Pil nel 1980 al 120 per cento nel 1992. Con tremende responsabilit� dei governi di allora, di una classe dirigente con vocazioni profonde all’egoismo e alla rapina, ma non senza colpe dell’opposizione. Dove rari erano i grilli parlanti e inascoltati�.

                Finch� l’Italia sfior� il crollo finanziario…

                  �Evitato per miracolo. Ma da allora la gente smise di ragionare. Convinti tutti che il risanamento andasse fatto, purch� a spese di qualcun altro. Di l� � venuto fuori Berlusconi. Da l� � partita un’onda populista che arriva a oggi con violenza e volgarit� incredibili. Fare politica � diventato un esercizio avvilente�.

                  Lei viene presentato dal centrodestra come reincarnazione di Dracula…

                    �Pura demenzialit�. Sono tutt’altro che un tassatore folle. E la lotta all’evasione, in s�, sarebbe popolarissima. Ma certo, quando poi fai pagare sul serio le tasse scattano le resistenze. Come dice scherzando il mio amico Bersani, gli italiani non si arrabbiano se aumenti le tasse, si arrabbiano se vuoi fargliele pagare… Ma le tasse vanno pagate. Perch� � giusto e anche perch� solo cos� poi puoi ridurle sugli onesti. Come facemmo tra il 1998 e il 2001�.

                    Nel frattempo, le avete aumentate. Pu� negarlo?

                      �Le entrate nette previste dalla manovra economica derivano quasi esclusivamente dal recupero di evasione, erosione ed elusione. Sull’Irpef, che abbiamo utilizzato anche per ridurre il cuneo fiscale per i lavoratori, lo Stato complessivamente ci rimette 1 miliardo di euro l’anno. Sui redditi pi� alti (100-200 mila euro) il massimo di aumento sfiora i 1800 euro l’anno. Ma tutto questo serve a sostenere i meno abbienti. Che sono la maggioranza�.

                      Commentatori autorevoli vi rimproverano. Non avete tagliato abbastanza la spesa pubblica.

                        �Balle. Se non avessimo tagliato la spesa, non avremmo avuto lo spettacolo, abbastanza deprimente, di ministri che strillano come matti perch� gli abbiamo ridotto il budget. Ma anche loro hanno ragione: ci sono troppi pochi soldi rispetto alle necessit�.

                        Non � che tra sei mesi dovremo rimettere mano al portafogli? Lei ha appena denunciato l’apporto al deficit delle Ferrovie…

                          �E’ un altro esempio di quello che abbiamo trovato, e che finir� per aggravare la situazione del debito pregresso. Ma non ci sar� bisogno di manovre integrative, come non ci fu nel precedente governo di centro-sinistra. Pure stavolta gli italiani si accorgeranno che non � stata una manovra devastante per le loro tasche, che non ha comportato nulla di drammatico. A quel punto si metter� mano ad alcune riforme. E dopo il momento dello scontro da guerra fredda, auspicabilmente verr� il momento della politica�.

                          Per fare cosa?

                            �Ragionare di fatti, di ci� che � meglio per il Paese. Riequilibrare e stabilizzare i conti, stimolare gli investimenti, far crescere le imprese. Avendo sempre presente l’importanza della coesione sociale, dunque della redistribuzione del reddito�.

                            Che altro?

                              �Bisognerebbe riassestare gli assetti istituzionali, con interventi alla fin fine di buonsenso, cominciando dalla legge elettorale…�.

                              Chi pu� farlo?

                                �Oggi come oggi, gli unici a poterci provare siamo noi. Non vedo alternative, n� politiche n� tecniche. Se uno guarda a come si comporta l’opposizione, c’� poco da rallegrarsi�.

                                Il futuro � nel Partito democratico?

                                  �Ristrutturare l’esistente ha senso se serve a dare un progetto e un orizzonte, se mobilita forze ulteriori, anche attraverso la promozione e il ricambio di classi dirigenti. Le nuove leve ci sono e di notevole livello. Servirebbero leader che, invece di lottare fra loro, allevassero dei quarantenni bravi, capaci di superare le divisioni ideologiche del dopoguerra. Restituendo il senso che la politica � un’attivit� nobile, non una gestione di interessi corporativi. Servono giovani tecnicamente preparati e allenati a fare scelte, non solo mediazioni�.

                                  Bella scommessa. Non teme che sia fuori dalla portata di una maggioranza cos� ristretta e composita?

                                    �E’ evidente che uno si interroga sulla capacit� della nostra classe dirigente di farcela. Per� ci si prova. Prodi � questo che sta cercando di dire al Paese. Parlando di responsabilit�. E di doveri�.

                                    Il premier doveva tacere?

                                      �No. Anzi, ha fatto bene, benissimo, dovrebbe ripeterlo anche di pi�.