“Governo” Una fiducia negata a parole (M.Franco)

09/11/2006
    gioved� 9 novembre 2006

    Pagina 15 – Primo Piano

      LA NOTA

        Una fiducia negata a parole
        ma che fa comodo a tutti

          di Massimo Franco

            Le punture dell’opposizione sono quotidiane. Ma il centrodestra sa benissimo che sulla Finanziaria pu� giocare soltanto di rimessa. Il vero braccio di ferro al quale si sta assistendo non � fra l’Unione ed i propri avversari. Riguarda i rapporti di forza fra Romano Prodi e la propria maggioranza; e, pi� da vicino, fra il ministero dell’Economia e gli altri dicasteri. Tommaso Padoa-Schioppa ieri ha aperto opportunamente la riunione con gli alleati ringraziando �i colleghi di governo� per i sacrifici che hanno accettato di fare. Anche se in realt� il loro �s� ai tagli di spesa va verificato: aumentano i ministri che oscillano fra recriminazioni e minacce di dimissioni. Minacce diplomatiche, naturalmente, offerte per ottenere concessioni. Pochi credono che lamentele e ultimatum possano preludere a gesti clamorosi. Il problema � che sulle misure in incubazione pesa la cappa di una �impopolarit� immediata�, ammessa con lucidit� dal ministro dell’Economia e dallo stesso Romano Prodi; e considerata un prezzo da pagare di fronte alle �scelte difficili� di un governo che a loro avviso merita rispetto per la sua seriet�. I 600 milioni di euro trovati nelle pieghe della Finanziaria per placare l’irritazione di pezzi dell’Unione sono una goccia.

            Ma insufficiente, per la sinistra antagonista. �Non siate diffidenti verso il Governo. Pensate che 600 milioni sono sicuri�, ha fatto presente all’Unione il sottosegretario Enrico Letta, braccio destro di Prodi a Palazzo Chigi. Ma la metafora della �coperta corta� rende tutti nervosi, perch� nessuno sa quanto alla fine rimarr� scoperto. Il premier sembra riuscito a rassicurare almeno in parte le Regioni, e non � poco. Ora sta spingendo perch� gli emendamenti dell’Unione e del governo, e dunque le tensioni, siano ridotti all’osso.

            Il loro numero, in effetti, � sceso drasticamente. Che cosa succeder� in Parlamento, per�, non � chiaro. Se si dovesse fare la mappa del centrosinistra, l’impressione sarebbe sconfortante. Fra teorici della seconda fase, riformisti, massimalisti, emergerebbe un arcipelago policromo. Eppure, lo spettacolo di una maggioranza che combatte contro se stessa, offre un quadro parziale. Trascura il ruolo mediano di un Prodi che continua a scommettere sull’Unione. A sentire il leader della Margherita, Rutelli, sarebbe grande fautore delle liberalizzazioni. E, secondo il Prc, garantisce l’antagonismo.

            � un esercizio costante di equilibrismo. Ufficialmente, Palazzo Chigi sta tentando di evitare la fiducia sulla Finanziaria: una manovra osservata con scetticismo. L’opposizione, infatti, ritiene che sotto sotto l’Unione lavori per arrivare alla fiducia. Il presidente di An, Fini, vede un epilogo gi� scritto per non far debordare lo scontento interno. Eppure, la blindatura potrebbe convenire anche ad un fronte berlusconiano diviso quanto quello prodiano. Le prossime manifestazioni di piazza separate (FI, An e Lega da una parte, Udc dall’altra), sono la certificazione di una Cdl finita.