“Governo” Una commissione speciale controllerà i conti

07/11/2006
    marted� 7 novembre 2006

    Pagina 7 – Economia/La manovra d’autunno

      L’INNOVAZIONE VISCO VORREBBE VEDERE DOVE FINISCONO I SOLDI DELLO STATO �CAPITOLO PER CAPITOLO�. MA CI SONO TROPPE RESISTENZE

        Una commissione speciale controller� i conti

          Stefano Lepri

            ROMA
            Per esempio una �spending review�, un riesame complessivo della spesa come fece la Gran Bretagna dieci anni fa: �ovvero – dice il viceministro dell’Economia Vincenzo Visco – vedere capitolo per capitolo che cosa succede ai soldi dello Stato, e se serve davvero spenderli o no�. Potrebbe essere questa non una, ma �la� riforma della spesa, per rispettare il sollecito della Commissione europea: non dare nulla per scontato, e rivedere caso per caso se � proprio giusto che lo Stato finanzi questo e quello.

              Ma resta un oggetto misterioso, questa �spending review�, che gi� alcuni ministri avevano proposto di inserire nel disegno di legge finanziaria 2007, e che invece non vi ha trovato posto. Un emendamento per formare una commissione di riesame della spesa, gi� scritto, ha circolato nei ministeri a due riprese, ma ha trovato intoppi da qualche parte ed � scomparso. Tra i sostenitori, oltre a Visco, c’� il ministro per l’Attuazione del programma Giulio Santagata. Le resistenze delle burocrazie ministeriali sono molto forti.

                Non � la prima volta che sforzi per un riesame delle spese, e per una maggiore trasparenza del bilancio, vengono insabbiati: per esempio la nuova legge di contabilit� dello Stato fatta approvare dall’allora ministro del Tesoro Carlo Azeglio Ciampi nel 1997, la 94 del 1997, resta in parte inattuata. Lo scopo di Ciampi, spiegato nel Dpef 1998-2000, era di rendere possibile la pratica del �bilancio a base zero�: ovvero, non si continua a spendere la somma X per lo scopo Y perch� la si � sempre spesa in passato, ma si fa tabula rasa e ci si domanda se conviene o no.

                  Non si � riusciti a infrangere quelle resistenze profonde che Tommaso Padoa-Schioppa paragona al settemplice scudo di Aiace nell’Iliade di Omero. Altri tentativi di incidere sulla spesa naufragano per motivi opposti: proposti dalla burocrazia, non li digerisce il Parlamento, sostenendo che danno un potere discrezionale agli uffici amministrativi. E’ il caso dell’articolo 53 della finanziaria 2007, presentato come l’inizio incisivo di una riforma del bilancio, per permettere al Tesoro di spostare ad altri capitoli di spesa somme inutilizzate: la Camera lo ha rivisto, inserendo l’obbligo di un passaggio parlamentare per ogni revisione.

                    Un altro strumento per ottenere risparmi di spesa che Visco ha rilanciato ieri, parlando alla presentazione del rapporto del centro studi economici Cer, � quello della Consip: la societ� incaricata di svolgere appalti trasparenti e pubblici, su internet, per le forniture di beni alla pubblica amministrazione. Creata nel ‘97, la Consip � stata ridimensionata nella scorsa legislatura nonostante il forte impegno personale dell’allora viceministro dell’Economia Mario Baldassarri. Che si possa ancora molto risparmiare in quel campo lo dimostra una analisi della Corte dei Conti: bench� colpite da tagli di tutti i governi, le spese per i �consumi intermedi� della pubblica amministrazione sono aumentate negli ultimi anni di circa il 14%.

                      Poi c’� il pubblico impiego. Qui Padoa-Schioppa si attende molto dal prossimo negoziato contrattuale: in cambio degli aumenti, i sindacati degli statali dovrebbero acconsentire a mutamenti profondi di strutture degli uffici e di normative. Visco su questo si dice ottimista: �Cgil, Cisl e Uil sono disponibili, come lo sono state quando alle Finanze ho rifatto da capo il ministero, creando le Agenzie�. Questo ed altro lo si far� nei prossimi mesi, sostiene il viceministro: �inevitabilmente serve una politica dei due tempi, perch� il risparmio di spesa con grosse riforme strutturali richiede tempo�.

                        La riforma di spesa pi� attesa � ovviamente quella delle pensioni, pur se nell’immediato non c’� da attendersene grandi risparmi; deve soprattutto evitare che la spesa si gonfi ancora tra 10-15 anni. Anzi il primo rischio, rimettendoci mano, � di giocarsi i risparmi garantiti dalla legge del centro-destra, la Maroni, a partire dal 2008. Ieri il ministro del Lavoro, Cesare Damiano, ha confermato che per abolire l’innalzamento brusco dell’et� minima di pensione a 60 anni previsto dalla Maroni (lo scalone) �occorrer� trovare delle compensazioni�.