“Governo” Tregua armata in farmacia: oggi sciopero sospeso in Piemonte

28/07/2006
    venerd� 28 luglio 2006

      Pagina II – Torino/Economia

        Tregua armata in farmacia

          Assemblea nella notte, oggi sciopero sospeso in Piemonte

            DANIELE DIENA

              Dopo i rulli dei tamburi di guerra, al terzo giorno dell�annunciata battaglia, suona la ritirata. Le farmacie piemontesi, insieme a quelle del restante nord Italia, hanno sospeso lo sciopero ad oltranza che era gi� stato programmato a partire dalla giornata di oggi.

              La decisione � stata presa ieri sera nel corso di un�assemblea dell�Associazione titolari di farmacia, convocata in fretta e furia alla fine d�una faticosissima giornata, contrassegnata, da un lato, dalla pressione dell�utenza sui banchi delle farmacie, d�ora in ora pi� forte anche per gli approvvigionamenti vacanzieri, dall�altro dalla notizia dell�incontro di oggi del ministro della Salute coi vertici di Federfarma. La decisione di sospendere lo sciopero � stata comunque contesta da molti farmacisti.

              �La situazione di Torino � un po� particolare – dice Luciano Platter, presidente dei farmacisti piemontesi – molta gente ha prenotato dei medicinali e, se scioperassimo, non potrebbe ritirarli. L�utenza insomma sarebbe troppo penalizzata. E poi, se anche � vero che finora non abbiano ottenuto niente, di fronte alla convocazione del ministro mi sembra buona educazione sospendere�. Armi nei foderi insomma, ma si tratta solo d�una tregua: �Vedremo cos�ha da dirci il ministro: se arriva con delle soluzioni che possano soddisfarci, bene, diversamente riprenderemo la nostra serrata�.

              Pi� che un cambiamento di rotta sindacale quindi, la tregua, fair play sindacale a parte, sembra dettata da motivi di opportunit� in cui si fondono la sensibilit� verso il pubblico, che si sentirebbe tradito da sua figura di riferimento in uno dei momenti di maggior bisogno dell�anno, e gli interessi dei farmacisti che, nel giro di 24 ore, si troverebbero con un invenduto non da poco. �La gente, in prossimit� degli scioperi, si rifornisce di farmaci e sabato comincia anche il grande esodo per le ferie – spiega Paolo Prino, segretario dell�associazione dei farmacisti piemontesi – E poi c�� da considerare il fatto che buona parte delle farmacie chiuse per sciopero sabato non riaprirebbe e neppure luned�, perch� questo fine settimana coincide con il cambiamento del nostro turno di ferie�.

              Ma accanto ai motivi di ordine pratico ci sono naturalmente anche quelli di ordine politico-sindacale, che una serie di circostanze fortuite ha fatto coincidere alla perfezione: �Premesso che in un momento di forte domanda come questo ci sembra comunque giusto posporre i nostri problemi ai bisogni del cittadino – aggiunge Prino, pur confermando l�adesione dei farmacisti alla vertenza Federfarma – a maggior ragione lo dobbiamo ribadire coi fatti oggi, a fronte di un decreto che, aprendo i supermarket ai medicinali, porter� alla chiusura di molte piccole farmacie, che oggi sono un presidio per il territorio�.

                La decisione � arrivata alla fine di una caldissima giornata che ha visto prese letteralmente d�assalto le poche farmacie aperte – solo 140 a Torino – in quanto la met� di quelle normalmente in funzione ha le serrande abbassate per ferie. �Si � ripetuto quello che era gi� successo marted� e la settimana scorsa – dice Pier Carlo Visconti, farmacista in Borgata Lesna – la gente, informata dai giornali, si mette al riparo e il giorno prima degli scioperi c�� ressa�. Una scena consueta in questi giorni bollenti della protesta con tanto di code che, in alcuni casi, arrivano fin sulla strada. E tra un�attesa e l�altra, c�� anche chi solidarizza con i farmacisti: �La maggior parte dei nostri clienti � con noi – dice Visconti – capisce le nostre ragioni e molti dicono che non andranno mai nei supermercati a comprare una medicina�. Effetto della comunicazione caotica che si crea ogni volta che � alle porte un decreto fortemente innovativo: come non avviene in nessun paese europeo � ben difficile che nei nostri supermercati possano mai arrivare farmaci diversi da quelli da banco.