“Governo” Terzo atto del melodramma liberalizzazioni

20/07/2006
    gioved� 20 luglio 2006

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      RIFORME. BERSANI INSISTE: ANDIAMO AVANTI, ADESSO TOCCA ALL’ENERGIA

        Terzo atto del melodramma liberalizzazioni

          Le corporazioni agiscono con un unico intento: affossare il decreto Visco-Bersani. Dopo signori del mattone e taxi, protestano avvocati, notai, farmacisti, magnati del petrolio. E la lobby della Nutella

            Di Tonia Mastrobuoni

              Terzo atto del melodramma La clemenza di Bersani. Personaggi e interpreti: il ministro, Visco, Prodi, Rutelli, le corporazioni. Sinossi dei primi due atti: dopo la “marcia su Roma” dei taxi e la veemente protesta dei “signori del mattone”, Visco e Bersani cambiano profondamente il decreto che porta il loro nome sia nella parte che introduceva la liberalizzazione delle auto bianche, sia in quella che rivedeva l’Iva sugli immobili. Aprendo crepe nella stessa maggioranza, con Rutelli contrariato, Prodi irritato e loro due in un angolo. Adesso, con il terzo atto, come in ogni dramma che si rispetti, siamo alla prova cruciale, all’apice della pi�ce. Riuscir� il protagonista, il prode Bersani, a tenere duro e a dare la prova decisiva di credibilit�? Riuscir� a non cedere alle proteste dei farmacisti, che hanno scioperato ieri? Se riuscir� a sconfiggere le forze avversarie, se riuscir� a non cedere alle loro pressanti richieste di indulgenza, l’esito del melodramma non sar� pi� cos� scontato, la suspence e la catarsi saranno salve e la speranza di avere buone recensioni anche. Altrimenti, sar� gioco facile per gli avvocati, i notai, le altre corporazioni in agguato e Rutelli, che sta a Bersani come Vitellia sta all’imperatore Tito, rendere l’epilogo del dramma molto pi� simile ad una farsa.

              Ma a giudicare dalla cronaca di ieri, il ministro non sembra affatto scoraggiato. Ha annunciato che andr� avanti, sulla via delle liberalizzazioni, toccando anche un settore spinosissimo come quello dell’energia. Introducendo dunque due nuovi temibile avversari nel melodrammone, la lobby delle compagnie petrolifere e quella delle utilities locali. E i suoi annunci vanno sempre nello spirito scritto nero su bianco nei primi articoli del decreto, quello di dare priorit� agli interessi dei cittadini-consumatori. Bersani ha fatto uscire uno studio del ministero che denuncia che la benzina italiana � tra le pi� care d’Europa (+14,4% sulla media Ue) ed ha annunciato che prender� provvedimenti. Nel prossimo futuro far�, settimanalmente, ripristinando una antica tradizione, una verifica della forbice tra i nostri prezzi della benzina e quelli della media Ue. E �chiameremo a questo proposito i petrolieri, cominciando a fare il pressing necessario con gli strumenti che abbiamo�. Inoltre, interverr� sulle quote di Aem e Edf in Edipower, che secondo l’Antitrust viola il tetto del 30% per le partecipazioni pubbliche nelle ex Genco. Ma intanto, l’Ancd-Conad ha gi� denunciato le prime mosse della lobby petrolifera, che intende strangolare in culla l’idea di vendere la benzina negli ipermercati. Inoltre, � certo che sul prezzo dei carburanti il ministro non avr� affatto vita facile.

              Le corporazioni, dunque. Che agiscono, com’� ovvio, con tutti i mezzi che hanno a disposizione, dallo sciopero, alla sensibilizzazione dell’opinione pubblica, (con uso alternato di schiaffoni e pathos) al lobbysmo politico e parlamentare. Tanto che � stato sempre il ministro, ieri, ad invitare gli alleati di governo ad aiutarlo per frenare in Parlamento le alleanze trasversali delle corporazioni: �ho visto che c’� qualcuno che mi sollecita a difendere delle norme che ho fatto io stesso�, ha detto: �io li inviterei a non perdere tempo con me, a fare qualche giro al Senato, a dare una mano perch� su questa o quella norma non venga disperso l’obiettivo vero, come con i tassisti non � avvenuto�. Pi� esplicitamente, Bersani ha denunciato che �alcune delle categorie tra avvocati, notai e farmacisti hanno lobby forti nelle aule del Parlamento. Ma se facciamo perno sulle vicende dei tassisti, con la resistenza che abbiamo fatto alla piazza, anche gli altri capiranno che non stiamo scherzando�. Ieri, intanto, la commissione Bilancio ha dato il via libera alle nuove norme sui farmaci nei negozi, l’auspicio � che anche l’Aula tenga duro.

              Bilancio discutibile della vertenza taxi a parte, la novit�, come accennato, � lo sciopero dei farmacisti andato in scena ieri. Con qualche dettaglio importante per�. E’ vero, per la prima volta in 37 anni, la quasi totalit� delle farmacie private, a sentire la Federfarma, ha incrociato le braccia. Rappresentanti della categoria hanno raggiunto le sedi istituzionali e di partito e hanno manifestato �non in favore degli interessi dei farmacisti, ma a tutela della salute dei cittadini� (a proposito di pathos), come ha reso noto Franco Caprino, segretario generale di Federfarma, la grande federazione che riunisce circa 16 mila farmacie private. Ma � anche vero che al grido di �pi� concorrenza, pi� libert� ha sfilato in piazza Duomo a Milano una delegazione del Movimento nazionale dei liberi farmacisti, tutti non proprietari di farmacia, contraria allo sciopero dei colleghi. Inoltre, alla serrata non hanno partecipato le farmacie comunali. Segnali che potrebbero aiutare Bersani a tenere duro, sulla via dell’introduzione dell’aspirina al supermercato. Intanto per� Federfarma ha fatto sapere che rincara la dose: venerd� 21 luglio � stata convocata un’assemblea nazionale straordinaria per decidere ulteriori e pi� pesanti iniziative di protesta.

              Un’altra influente corporazione, quella degli avvocati, ha gi� ottenuto l’autorevole mediazione del ministro della Giustizia, Mastella, per ammorbidire le norme contenute nel decreto Visco-Bersani. Le novit� pi� importanti del provvedimento riguardano le tariffe minime e la pubblicit� professionale, ma i legali dissentono, gi� scioperano e minacciano di rincarare la dose, di incrociare le braccia oltre il 21 luglio. E in ogni caso, � noto che anche se dovesse andare male la trattativa con il governo, gli avvocati possono contare su un consenso ampio e bipartisan, tra i banchi del Parlamento. Forse questa sulle norme sugli avvocati � un’altra delle battaglie che rischia pesantemente di essere affossata.

              A rallegrare il melodramma delle corporazioni, che rischiava toni un po’ cupi, � intervenuto ieri anche un elemento comico. Dulcis in fundo, a Montecitorio � nato l’Intergruppo per la difesa della Nutella, con tanto di raccolta di firme, per bloccare l’innalzamento dell’Iva per la cioccolata al 20%.

              Giorni di fuoco insomma per il ministro riformatore. Che ha dalla sua un argomento di ferro per�, anche per convincere l’opinione pubblica (che per la verit� sembra gi� abbastanza convinta) dell’opportunit� di proseguire sulla via della liberalizzazione di alcuni servizi. Un argomento a sostegno viene offerto da uno studio dall’Ires-Cgil, secondo il quale il decreto �introduce regole chiare per garantire concorrenza e trasparenza che produrranno un risparmio annuo per le famiglie di circa 677 euro l’anno�. Argomento imbattibile.