“Governo” Sindacati contro il Dpef

07/07/2006
    venerd� 7 luglio 2006

    Pagina 2 – Primo Piano

    LA STRATEGIA ECONOMICA – SFORBICIATE SU PREVIDENZA, OSPEDALI, MEDICINE E LAVORATORI STATALI. PER ORA NIENTE ROTTURA. L’ESECUTIVO SI IMPEGNA A DISCUTERE ANCORA

      Sindacati contro il Dpef:
      �Troppi tagli�

        Presentato il documento di programmazione economica. Epifani e Bonanni: �Non � chiaro�

          Stefano Lepri
          ROMA

            Far ripartire l’economia, frenare la crescita del debito pubblico gi� dall’anno prossimo, sono gli obiettivi del Dpef 2007-2011, il documento programmatico di legislatura, lungo oltre 150 pagine �come ai tempi di Ciampi�, che il governo Prodi 2 approver� stamattina. Ma dall’ultima consultazione di ieri sera con il ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa i segretari di Cgil Cisl e Uil sono usciti preoccupati dei tagli che dovranno investire i grandi settori della spesa pubblica, ossia pensioni, sanit�, pubblico impiego ed enti locali: non perch� Padoa-Schioppa li abbia delineati ma perch� � stato �generico�.

              I sindacati lamentano inoltre che il tasso di inflazione programmata, guida per i rinnovi contrattuali, sar� per il 2007 dell’1,9%, a fronte di un aumento del costo della vita da loro previsto in circa il 2,3%, e dell’1,7% per il 2008. Il Dpef esprime dunque una linea di moderazione salariale; ma compensata dal fatto che gli interventi sul �cuneo fiscale�, pure previsti – i cinque punti promessi, per intero nel 2007 – oltre a sgravare gli oneri per le imprese alleggeriranno l’imposta sul reddito per le fasce pi� basse di lavoratori dipendenti e di pensionati.

                Ci� che spaventa � l’onere della manovra necessaria, confermato in due punti e mezzo di prodotto lordo, ossia 37 miliardi di euro a cifre aggiornate, da ottenere principalmente con riduzioni di spese, e solo in piccola parte con altri interventi sul fisco centrati ancora sulla lotta all’evasione (la pressione fiscale dovrebbe scendere, dal 40,6% di quest’anno al 40,4% nel 2007). La somma proviene da 22 miliardi di intervento netto a correzione del deficit, 7-8 miliardi di calo del cuneo fiscale e altrettanti per rifinanziare le opere pubbliche necessarie.

                  I ripetuti richiami di Padoa-Schioppa all’equit� come filo conduttore nella scelta degli interventi, insieme al rilancio della crescita, non sono bastati a tranquillizzare i leader sindacali, che avrebbero preferito non sentir parlare di previdenza e sanit�. Guglielmo Epifani della Cgil dichiara che �non sono stati forniti molti approfondimenti� ma �sembra di cogliere un’accentuazione che non condividiamo dei tagli alla spesa sociale�. Anche per Raffaele Bonanni della Cisl �Padoa-Schioppa ha detto ben poco, e questo non va bene� e �la spesa sociale non va toccata�. Non c’� alcuna rottura per�, c’� l’impegno da parte del governo a discutere insieme.

                    Nelle indicazioni del Dpef, grazie alle liberalizzazioni e al risanamento dei conti pubblici, la crescita economica dopo aver rallentato dall’1,5% di quest’anno all’1,2% dal prossimo risalirebbe verso un ritmo dell’1,7%, basso nel confronto internazionale, ma assai superiore alla quasi-stagnazione degli anni passati. Il debito pubblico, che dal 2005 ha ripreso ad aumentare in rapporto al prodotto lordo, dovrebbe ritornare a calare, sia pure di poco, nel 2007, per scendere sotto il 100% a fine legislatura, nel 2011.

                      Padoa-Schioppa, da tecnico, ha costruito il Dpef su cifre realistiche, senza promettere miracoli. Si riconosce, tra l’altro, che una manovra cos� pesante eserciter� nel breve periodo anche un effetto di freno sulla crescita economica, per rilanciarla poi. Tra le righe del documento resta la riserva mentale, gi� espressa da diversi esponenti del governo, che una volta varato un programma di risanamento della spesa pubblica con respiro pluriennale, il ritorno sotto il 3% di deficit possa slittare al 2008. Ma nelle formule ufficiali del testo il rientro � gi� per l’anno prossimo: 2,8% di deficit nel 2007, come da accordi presi dal precedente governo. L’”avanzo primario”, nel 2006 scesa ad appena lo 0,4%, dal 2% del 2007 salirebbe negli anni successivi oltre il 3%.

                        Mettendo in conto l’approvazione della manovra-bis senza stravolgimenti, il deficit 2006 si dovrebbe fermare a circa il 4,1% del Pil, ossia lo stesso livello del 2005; la Commissione europea non ne sembra turbata, purch� venga mantenuto l’impegno di rimettersi in regola sotto il 3% l’anno prossimo. La contro-indicazione dei sindacati � di puntare di pi� sul fisco, con �lotta all’evasione, penalizzazione delle rendite finanziarie, restituzione alle casse dello Stato del secondo modulo della riforma Berlusconi�. Tutti e tre i consigli verranno seguiti, ma nella valutazione di Padoa-Schioppa non saranno affatto sufficienti a evitare interventi pesanti sulle spese.

                          Tra tante indicazioni, il Dpef annuncia perfino un �programma pluriennale per la semplificazione e la riduzione degli oneri burocratici per le imprese e i cittadini�, con l’obiettivo di allinearsi �ai migliori livelli europei�. Dalle file della maggioranza non vengono per ora commenti; la bozza � stata sottoposta da Romano Prodi ieri a pranzo a numerosi ministri, alcuni dei quali hanno ottenuto cambiamenti, ma senza reazioni negative. Cos�, nel pomeriggio, Padoa-Schioppa era gi� potuto andare al Quirinale a illustrarla al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.