“Governo” Si riavvia la concertazione

19/01/2007
    venerdì 19 gennaio 2007

    Pagina 9 – Economia

      ECONOMIA E POLITICA

      La presidenza del Consiglio traccia la rotta del confronto con le parti sociali: due tavoli su pensioni-Welfare e competitività-liberalizzazioni

        Il governo riavvia la concertazione

          Domenica sindacati a palazzo Chigi. Pensioni, i paletti del Prc

            Roberto Mania

              ROMA – Riparte la concertazione. Il governo ha convocato per domenica i sindacati a Palazzo Chigi e oggi avvierà i primi incontri informali con le organizzazioni delle piccole imprese. La prossima settimana sarà la volta di Confindustria.

              Sul tavolo la realizzazione dell´Agenda di Caserta, compreso il capitolo previdenza. Il premier Romano Prodi punta ad un "patto per la produttività" (dalla pubblica amministrazione alle liberalizzazioni, dal Sud alla contrattazione integrativa) e alla riforma complessiva del welfare state con due obiettivi – ha spiegato lo stesso Prodi in una lettera all´Espresso – a cui non intende «rinunciare»: garantire ai giovani una pensione «decente» e aumentare le pensioni più basse, in un paese – ha aggiunto – in cui due milioni di persone ricevono meno di 400 euro al mese.

              Il confronto, con la regia di Palazzo Chigi, e allargato ai ministri competenti, da Padoa-Schioppa (Economia) a Damiano (Lavoro) a Bersani (Sviluppo), andrà avanti fino alla presentazione del prossimo Dpef (il Documento di programmazione economica e finanziaria).

              Il riavvio, seppur informale, della concertazione permette di stemperare la polemica con i sindacati che chiedono al governo di parlare con una voce sola. Un invito diventato più pressante dopo che ieri Rifondazione comunista ha scoperto le carte, presentando un pacchetto corposo di proposte per la riforma della previdenza. Il perno del modello previdenziale disegnato da Rifondazione resta la pensione pubblica obbligatoria con un tasso di sostituzione (cioè il rapporto con l´ultima retribuzione) del 65-70 per cento. E poi una soglia minima pensionistica di 600 euro; la possibilità di dirottare il Tfr ad un fondo presso l´Inps per rinforzare la pensione obbligatoria senza dovere ricorrere ai fondi integrativi; l´unificazione, infine, di tutti gli enti previdenziali (Inps, Inpad, Inail). Seguono due no pesanti: no all´aumento dell´età pensionabile, se non su base volontaria e con adeguati incentivi; e no agli eventuali disincentivi ad andare in pensione di anzianità. Eppure di un inevitabile allungamento dell´età lavorativa ha parlato il ministro Padoa-Schioppa intervistato da Economix, certo anche che sull´età pensionabile l´accordo si troverà.

              Per il presente Rifondazione chiede di abolire tout court lo "scalone" di Maroni (quello che dal primo gennaio del 2008 innalza l´età minima per la pensione di anzianità da 57 anni a 60), di non toccare i coefficienti di trasformazione (che servono per calcolare la pensione in base alle aspettative di vita).

              La "piattaforma" di Rifondazione, che a maggio intende presentare a Milano le sue proposte anche sulla politica industriale a oltre un decennio dalle prime privatizzazioni, è lontana da quella illustrata solo qualche giorno fa dal ministro del Lavoro Damiano, al seminario dell´Ulivo dedicato al welfare. «Non c´è dubbio – ha commentato sarcastico Tiziano Treu della Margherita – che è facile promettere la luna. Il problema è che ci vorrebbero anche le risorse finanziarie». In particolare sul nodo dello "scalone", Damiano pensa ad un intervento correttivo per attenuare il passaggio brusco da 57 a 60 anni.

              Ma la mossa del Prc, al di là di molte convergenze («quella di Rifondazione mi sembra una buona proposta», ha detto il leader della Uil, Luigi Angeletti) non può non preoccupare i sindacati che rischiano di essere scavalcati sul proprio terreno, quello sociale. Da qui l´allarme di Guglielmo Epifani, segretario generale della Cgil: «Se la maggioranza e il governo non fanno la riforma ci teniamo quella fatta dal governo precedente. Questo implica un´assunzione di responsabilità. Tocca a Prc e Ulivo trovare una sintesi».