“Governo” Si parte con il taglio al costo del lavoro

29/05/2006
    sabato 27 maggio 2006

    Si parte con il taglio al costo del lavoro

      Ma resta l’ipotesi di una manovra bis. Saranno scongelati i diritti di voto di Edf

        di Bianca Di Giovanni

        Il pacchetto economico del governo Prodi parte da quattro mosse, che saranno inserite (almeno in parte) nel Dpef da presentare prima dell’estate. Riequilibrio della finanza pubblica; taglio del cuneo fiscale; crediti fiscali destinati alle aree svantaggiate in favore di chi assume stabilmente e di chi fa ricerca; ed infine misure per fronteggiare l’emergenza gas. Il premier ha sempre ribadito che non � pi� possibile la strategia dei due tempi: il rigore e lo sviluppo stavolta devono marciare assieme su un ritmo binario. Ecco perch� � importante che nel Dpef siano indicate sia le misure per contenere il deficit, sia quelle espansive per agganciare l’Italia alla ripresa.

        Il caso Francia A questi punti si aggiunge quello sui diritti di voto dell’Edf. Al prossimo consiglio dei ministri, o al massimo al successivo, si proceder� allo �scongelamento� del �tetto� del 2% del gruppo francese in Italenergia-bis. La misura fu disposta prima dal governo Amato nel 2001 e poi replicata dal ministro Claudio Scajola nel 2005 (con una clausola sulla reciprocit� tra i due Paesi). Ma ambedue le disposizioni sono state bocciate dall’Ue. Scajola non ha replicato alle osservazioni della Corte europea, lasciando passare tempo prezioso. Cos� oggi l’Italia rischia di pagare una multa se non canceller� quelle norme entro il 10 giugno. Di qui l’intenzione di varare subito un decreto per l’Edf. Ma il provvedimento serve anche per riaprire un dialogo con la Francia sui numerosi dossier rimasti in sospeso. Si tratter� della Opa Enel-Suez? Ieri i vertici dell’azienda controllata dal Tesoro hanno sottolineato di �non aver mai annunciato un’Opa (offerta) su Suez�. In proposito Pier Luigi Bersani aveva detto che �le guerre si annunciano quando si vincono� (stoccata all’Enel), ma anche che l’Enel aveva tutti i diritti di aprirsi ai mercati internazionali. Stessa linea annunciata ieri dall’amministratore delegato Fulvio Conti.

          Risanamento Alla fine della prossima settimana sar� terminata la ricognizione del bilancio pubblico in atto al Tesoro. Il governo � impegnato a rispettare il �patti� con Bruxelels. Questo almeno ha lasciato intendere il ministro Tommaso Padoa-Schioppa nel suo primo incontro con Joaquin Almunia di qualche giorno fa. Ma la sfida � davvero dura. La richiesta di una correzione tra i 5 e i 7 miliardi � giunta gi� da molti osservatori internazionali (Commissione Ue e Fmi). Secondo fonti vicine al tesoro il �buco� lasciato dal governo di centro-destra arriverebbe addirittura a 10 miliardi. Le agenzie di rating hanno iniziato a mettere sotto osservazione i conti: l’altro ieri Fitch, ieri Moody’s. Quest’ultima ha sottolineato le ragioni strutturali dello squilibrio, ed ha avvertito che l’aumento del passivo �� dovuto alle recenti elezioni e alla assenza di crescita�. Sul tavolo di Padoa-Schioppa c’� sia l’ipotesi di una manovra-bis (subito o in ottobre insieme alla finanziaria), sia quella (pi� difficile per la verit�) della richiesta di una dilazione dei termini per il rientro del deficit sotto la soglia del 3%, per ora fissati a fine 2007. Si sapr� di pi� in occasione dell’Ecofin di giugno. In ogni caso se si vuole mantener fede all’impegno preso con gli elettori di non aumentare le tasse (anzi di tagliarle), si dovr� mettere mano alla spesa pubblica.

            Sviluppo La misura regina del governo Prodi per intercettare la ripresa in atto � il taglio di 5 punti del costo del lavoro (in sostanza la differenza tra quanto spendono le aziende per ogni lavoratore e quanto questo intasca effettivamente). L’operazione costa 10 miliardi, ma non si esclude che si punti ad una soluzione selettiva. Per esempio destinata solo alle imprese esportatrici, o a quelle impegnate nei settori dell’hi-tech. Le ipotesi si stanno ancora vagliando. Il governo non ha ancora spiegato dove trover� le risorse (a parte un generico riferimento alla lotta all’evasione, mentre sembra tramontata l’ipotesi delle aliquote sulle rendite che non � in agenda) non solo per i 5 punti di cuneo, ma anche per l’altra misura destinata alle imprese, cio� il credito di imposta nelle aree sottosviluppate per chi assume stabilmente lavoratori precari e per chi fa ricerca. Qui lo sviluppo si lega alla coesione sociale, invocata l’altroieri in Confindustria dal ministro Pier Luigi Bersani.

              Energia e gas Al ministero dello Sviluppo economico � aperto da tempo il dossier sull’energia, su cui � in preparazione in disegno di legge. Obiettivo: favorire il processo di liberalizzazione del mercato energetico e sviluppare le fonti rinnovabili e di risparmio energetico. Nell’immediato si proceder� all’emanazione di misure per evitare di ritrovarsi nell’emergenza gas che si � subita nell’inverno scorso. Un’emergenza dovuta a diversi fattori, tutti sul tavolo dei tecnici di Bersani. La discrezione sulle formule da adottare, per�, � massima.