“Governo” Scintille a Palazzo Chigi

13/11/2006
    sabato 11 novembre 2006

      Pagina 5 – Interni/La manovra d’autunno

        LA FRATTURA ANCHE UNA DIRETTIVA SUI �FAMILIARI� DEI CITTADINI EUROPEI FA ARRABBIARE ROSY BINDI: �CI SONO ANCHE I CONVIVENTI, QUESTI SONO I PACS…�

        Scintille a Palazzo Chigi
        nel �tutti contro tutti�

          retroscena
          AMEDEO LA MATTINA

            ROMA
            Sembrava un normale Consiglio dei ministri, di quelli destinati a non lasciare particolari tracce sui taccuini dei giornalisti. E invece sono venute fuori tutte le anime dell’Unione. �Todos caballeros� e tutti con il programma elettorale in mano per confutare le posizioni dell’altro. Perfino una direttiva comunitaria sulla libera circolazione dei cittadini europei e dei loro �familiari� � stata la scintilla che ha fatto esplodere lo scontro tra ministri. Un’ora e mezza di discussione, perch� la direttiva prevede tra i �familiari� anche i �conviventi�.

            �In questo modo – ha tuonato Rosy Bindi – vengono introdotti in Italia i Pacs surrettiziamente�. Il ministro della Famiglia si � lanciata in un intervento accalorato, chiedendo che la normativa venisse modificata. A darle manforte sono stati Fioroni, Rutelli e Mastella che hanno proposto di soprassedere su questa parte della direttiva e rinviare tutto alla definizione di un’organica legge sui diritti e i doveri delle persone che vivono relazioni affettive di convivenza. �Non se ne parla proprio�, hanno replicato Emma Bonino e Barbara Pollastrini. �Non possiamo rinviare ulteriormente, questo � l’ultimo giorno utile�, ha spiegato il ministro per le Politiche europee. E la sua collega delle Pari Opportunit� ha sottolineato che il concetto di �familiari� deve essere interpretato in maniera estensiva. Da questa parte della barricata hanno messo la loro parola D’Alema, Padoa-Schioppa e Amato. A quel punto � intervenuto il premier Prodi che ha sospeso la discussione che si era arenata su evidenti questione di principio. Quando il punto all’ordine del giorno � stato ripreso, Amato ha avanzato una soluzione: la direttiva viene recepita nella sua versione originaria, senza tagli e aggiunte (�mandiamola cos� in Parlamento. Ci penseranno le commissioni a definire il concetto di “familiari”�); il testo verr� per� accompagnato da una lettera in cui si puntualizza che il recepimento della direttiva non comporta l’introduzione nell’ordinamento italiano di Pacs o di altri istituti simili.

            E non � finita qui. Un altro momento di tensione c’� stato quando Paolo Ferrero ha votato contro la riforma del Tfr. �Questo provvedimento non rispetta il programma di governo�, ha detto il ministro per la Solidariet� sociale. �Non � vero�, gli ha replicato il collega del lavoro Cesare Damiano. E da qui un’altra �querelle� che � si conclusa con la messa ai voti che ha visto in minoranza il rappresentante di Rifondazione comunista. Il quale ha votato anche contro il progetto del Mose, insieme a Pecoraro Scanio e Fabio Mussi. Su questo tema � andato in scena un battibecco animato tra il ministro dell’Ambiente e Antonio Di Pietro. Il responsabile per le Infrastrutture ha fatto una relazione nella quale si sosteneva che i progetti alternativi al Mose non sono validi. �Questo lo dici tu – gli ha replicato Pecoraro Scanio – senza tenere conto del fatto che si tratta di soldi spesi male, per un progetto la cui riuscita � messa in dubbio da diversi esperti. E poi, scusate – ha aggiunto il responsabile dell’Ambiente – vi siete domandati perch� anche il sindaco di Venezia e tutto il Consiglio comunale sono contrari?�. E’ intervenuto il sottosegretario Enrico Letta, il quale ha fatto presente che il governo non si pu� presentare diviso al comitato per la tutela della laguna: �Per questo ritengo che si debba votare�. Il Cdm ha dato via libera al Mose con i voti contrari di Pecoraro Scanio, Mussi e Ferrero. Astenuti Bianchi e Damiano.

            La voce che circolava a margine della riunione del governo � che Ferrero ha votato contro la riforma del Tfr e del Mose perch� contrariato soprattutto per la bocciatura di un ddl che porta la sua firma: quello sul permesso di soggiorno al clandestino che denuncia chi lo sfrutta. E infatti anche questo provvedimento � saltato; il ministro Amato era preoccupato che si potesse arrivare a una sanatoria generalizzata, mettendo in moto un meccanismo di delazione che potrebbe sfuggire di mano. Oltre alla complicazione che dovranno essere le forze dell’ordine a dover provare le condizioni di sfruttamento �schiavistico�. Ma quali categorie di lavoratori rientrano in questo ddl? Su questo punto almeno dieci ministri hanno detto la loro. La Bindi ha espresso la preoccupazione che la denuncia del datore di lavoro possa essere fatta anche dalle badanti, mettendo cos� in grave difficolt� le famiglie che si avvalgono di queste figure professionali. �Sarebbe meglio modificare la legge Bossi-Fini e consentire alle badanti clandestine di mettersi in regola�. Ferrero ha insistito sul fatto che le stesse famiglie possono avere interesse a una �autodenuncia concordata� per regolarizzare le badanti. Ma visto che l’accordo non c’era e ognuno inseriva e toglieva qualcosa, il provvedimento � stato rinviato. Quando gi� il Consiglio dei ministri si era concluso, Mastella si � avvicinato a Giuliano Amato, lamentando la presa di distanza del ministro dell’Interno dall’indulto: �Ti chiedo soltanto di avere pi� rispetto dei provvedimenti presentati dal mio dicastero e approvati dal governo anche con il tuo voto�.