“Governo” Romano permaloso, vede manovre ovunque

26/10/2006
    gioved� 26 ottobre 2006

    Pagina 2 e 3 – Primo Piano

      IL RETROSCENA

        Stupore dai due leader dell’Ulivo:
        Romano permaloso, vede manovre ovunque

          Francesco Verderami

            Non basta una ripetuta serie di attestati di fiducia per mutare il carattere di una persona. Fassino e Rutelli se ne sono accorti ieri mattina incontrando Prodi, e al termine del colloquio hanno avuto la conferma che �Romano � davvero un permaloso�: �Vede manovre dappertutto contro di lui�. E lui ce l’ha con tutti, con loro, con D’Alema, con �i poteri forti che puntano a farmi cadere�. Come un tempo faceva il Cavaliere, anche il Professore ha preso a rivelare in pubblico ci� che dice in privato, perch� � all’opinione pubblica e soprattutto al popolo delle primarie che si rivolge, quando spiega di non essere �un uomo per tutte le stagioni�. Un modo per ottenere quella fiducia che vede scarseggiare nell’alleanza, un tentativo di far luce tra le ombre di una coalizione in cui — per usare le parole del sindaco di Firenze, Domenici — �dominano difficolt� e confusione�.

            Perch� pu� accadere di andar sotto al Senato, ma � clamoroso che di prima mattina il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Enrico Letta e il viceministro dell’Economia Visco, prendano le distanze da un emendamento del vicecapogruppo dell’Ulivo alla Camera, la diessina Sereni, che propone di aumentare al 45% l’aliquota dell’Irpef sui redditi superiori a 150 mila euro. Il fatto � che sotto quella firma si notano le impronte di autorevoli rappresentati di governo, di partito e persino del sindacato. Perch� la Sereni, nel tentativo di destinare un po’ di soldi ai pensionati over 75, prima di scrivere l’emendamento, si era consultata proprio con Visco, poi con il ministro del Lavoro Damiano, e infine aveva concordato il testo con la Cgil. Tutti le avevano aperto la porta, perch� era interesse di tutti depotenziare la manifestazione del 30 ottobre, indetta dai pensionati contro la manovra, e perch� lei si muoveva con l’appoggio di Fassino.

            Il guaio � che quell’emendamento sia finito sui giornali, riportando indietro le lancette dell’orologio per l’esecutivo. Per una volta Prodi e Rutelli hanno convenuto: �Ma come, dopo aver trovato l’intesa con Montezemolo sul Tfr, e dopo aver iniziato a parlare di riforme, torniamo a mostrarci come il governo delle tasse?�. De Mita ne ha viste tante, ma fatica a ricordare una figuraccia del genere, e dando voce al pensiero di molti deputati dell’Ulivo, ritiene che �l’unico emendamento da fare sarebbe quello soppressivo dell’intera Finanziaria�. Invece sugli emendamenti � iniziato una sorta di mercato nero, alimentato dagli stessi ministri, ai quali Prodi aveva dato un tetto massimo di modifiche da poter presentare alla manovra. Per aggirare la direttiva del premier, in molti sono ricorsi a un espediente: far proporre i loro emendamenti dai parlamentari. Damiano, per esempio, l’altro ieri si � proposto con un pacco di modifiche a De Bono, capogruppo dell’Ulivo in commissione Lavoro: �Firmateli voi�, gli ha chiesto. E l’altro, di rimando: �Mica siamo i vostri postini�. Perch� nei gruppi la tensione � altissima. I deputati che ogni settimana tornano sul territorio tornano a Roma ancor pi� stressati. Sar� per questo che l’altro giorno il capogruppo dell’Ulivo in commissione Industria, il ds Lulli, � sbottato con un linguaggio quasi berlusconiano: �Non se ne pu� pi� di una manovra che ha uno spirito da Stato di polizia contro gli artigiani e i commercianti�.

              Chiss� se i lamenti arrivano fino al dicastero dell’Economia, dove i rapporti si sono consumati. Raccontano che i briefing settimanali istituiti da Padoa-Schioppa con i sottosegretari siano gi� finiti; quando al ministro chiedono notizie sui provvedimenti fiscali, lui risponde con un moto di fastidio �chiedete a Visco�; e pare che i due siano ai ferri corti. Lo s’intuisce da una battuta british del sottosegretario Grandi: �Non so come vada tra loro, perch� quando si vedono hanno il bon ton di farlo da soli�. Almeno facessero sapere ai deputati qual � il saldo reale della Finanziaria, siccome il capogruppo dell’Udeur Fabris ieri andava a spanne: �Mi pare sia arrivata a 34 miliardi di euro. Mi pare, eh? Perch�, dopo che gliel’abbiamo rivoltata come un pedalino, non si capisce pi� un c…�. Osservando da lontano un governo dove �dominano difficolt� e confusione�, dicono che Berlusconi lenisca le ferite di una leadership incrinata, consolandosi con �i tre senatori che sono passati gi� con noi�, e annunciando di non avere �intenzione di buttar gi� Prodi�: �Aspetto che siano i suoi alleati a farlo, per disperazione. Poi magari arriver� Monti�. E mentre parla, si rigira tra le mani l’ultimo sondaggio, che d� in caduta libera la fiducia del premier (al 28,7%), che mostra l’Ulivo in crisi (28,3%) e il Polo in costante ascesa (54,4%). Sono i dati di Euromedia research, �la stessa agenzia — rivela il capogruppo del Prc, Migliore — a cui si affida D’Alema. L’unica di cui si fidi�.