“Governo” Romano amaro: «Mi aspettavo più sostegno»

15/12/2006
    venerd� 15 dicembre 2006

    Pagina 3 – Primo Piano

    Romano amaro:
    �Mi aspettavo pi� sostegno�

      Retroscena
      Sorpreso dall’attacco in casa Ds

        inviato a BRUXELLES

          Il presidente del Consiglio dei ministri non si commuove neppure davanti ai microfoni del Tg3: �Politica interna? Ne ho gi� parlato…�. Alle sei del pomeriggio Romano Prodi entra nel palazzo del Consiglio d’Europa per il vertice comunitario richiamando l’intervista a Sky, la sua televisione preferita, l’unica che lo fa parlare per 20 mimuti di seguito. Mezz’ora prima era entrato nel palazzo Justus Lipsius anche il ministro degli Esteri Massimo D’Alema, che da Roma a Bruxelles aveva viaggiato assieme a Prodi sull’Airbus 319. La versione ufficiale � che i due in volo abbiano parlato soltanto di Libano, Iraq e Siria. Difficile immaginare che i due presidenti abbiano del tutto ignorato il destino della �barca� che guidano da sette mesi. Soprattutto in queste ore, nelle quali � venuta allo scoperto una tensione – questa s� inedita – Ds e presidente del Consiglio.

          Certo, Romano Prodi � uomo che tende a smussare gli angoli. L’ultima prova due giorni fa: nel suo studio di palazzo Chigi, quando lo informavano su ci� che Piero Fassino aveva detto al consiglio nazionale ds, il presidente del Consiglio alzava le spalle, ancora preso emotivamente e politicamente dall’incontro col premier israeliano Olmert. Di pi�: Prodi tende a fidarsi di Fassino, con lui ha un rapporto personale oltrech� politico. Poi per�, in serata, leggendo con attenzione le espressioni pi� taglienti usate dal segretario ds (che nella sua relazione aveva citato Prodi una sola volta e nella sua qualit� di leader dell’Ulivo), il Presidente del Consiglio ha parlato della questione con amici e ministri a lui vicini e ha corretto l’impostazione iniziale. E a loro, informalmente, ha espresso la sua sorpresa. Non tanto per il tono critico ma per le argomentazioni usate da Fassino: �Scusatemi tanto, ma allora eravamo tutti dei bugiardi quando dicevamo agli italiani che il Paese stava male e che andava curato? Francamente dai Ds mi sarei aspettato un sostegno pi� convinto…�.

          Certo, una volta finite le chiacchiere, due sere fa Prodi ha lasciato palazzo Chigi e si � ritrovato con Fassino in una casa di amici comuni nel centro di Roma. E chi era presente assicura che i due hanno ripetutamente scherzato. Ma a Prodi non sfuggiva un fatto: il segretario del partito pi� importante dell’Unione aveva pubblicamente detto che si era incrinata la fiducia tra governo e Paese. Una puntualizzazione andava fatta. E cos�, alle 8 di ieri mattino, la direzione della pay tv ha ricevuto una telefonata dai collaboratori del Presidente e si � stretto l’accordo per l’intervista. Per Prodi anche un’occasione per puntualizzare la fiducia assoluta in Tommaso Padoa-Schioppa. E nell’entuorage del Presidente spiegano: �Politicamente mai nessuno ha messo in discussione il ministro e soltanto chi non conosce Prodi pu� immaginare che un immaginifico rimpasto possa coinvolgere il ministro dell’Economia�.

          Ma se il rapporto personale di Prodi con Fassino (ma anche con D’Alema) resta sopra il livello di guardia, l’atteggiamento critico dei Ds inquieta il mondo prodiano. Due sere fa il ministro della Difesa Arturo Parisi, che di Prodi � sempre stato il consigliere delle �ore X�, parlando ad una riunione riservata degli ulivisti della Margherita � stato lapidario: �Il partito democratico? Se non ci si crede, � meglio fermarsi. Per non prendere in giro gli elettori�. E tutti hanno capito a quale partito alludesse Parisi. Ma in questi giorni cos� difficili per il governo, anche la Margherita col suo leader Francesco Rutelli ha ieri chiesto una �accelerazione�, implicitamente avvalorando che dopo la �fase uno�, serva un cambio di marcia. Dice Mario Barbi, prodiano doc: �Accelerare? Semmai il governo dovr� saper tenere il passo spedito che ha avuto finora: il decreto Visco-Bersani, l’uscita dall’Iraq, la missione in Libano, il ritorno dell’Italia in Europa, una Finanziaria importante. Difficile trovare un governo che abbia fatto tutte queste cose in 7 mesi�.