“Governo” Rendite e liberalizzazioni, nodi cruciali

09/01/2007
    martedì 9 gennaio 2007

    Pagina 4 – Politica/Oggi

    Rendite e liberalizzazioni, nodi cruciali

      Della prima riforma nessuno parla più. Ma Caserta dirà la verità. Non solo pensioni…

        di Bianca Di Giovanni / Roma

        GIRA che ti rigira è assai probabile che l’agenda economica esca dal conclave di Caserta molto modificata rispetto alle priorità più «gettonate» dai mass media. Da un giro di perlustrazione tra gli addetti ai lavori emerge una trama fitta di interventi. Insomma, non solo pensioni, come vorrebbero alcuni. E non solo liberalizzazioni, come aggiungono sempre gli stessi. Le riforme possono essere declinate anche in modo diverso: dai nuovi ammortizzatori sociali per i precari, agli aiuti ai pensionati più deboli. Dagli interventi per l’innovazione d’impresa a quelli per le infrastrutture o per il nuovo catasto. Per non parlare del pubblico impiego, già nel vivo di una trattativa per l’efficienza, per la nuova mobilità e per la moralizzazione. Infine c’è il fisco, su cui è in atto un duello sordo nella maggioranza. Si vuole o no prosegure sulla strada della lotta all’evasione iniziata con la manovra di luglio? Si vuole o no realizzare la riforma delle rendite finanziarie annunciata nella manovra? E le professioni? Che fine hanno fatto? Dopo i fuochi di luglio, sono uscite di soppiatto dall’agenda redatta da giornali e Tv. Come se una mano invisibile distribuisse in giro sempre le stesse carte, dimenticandone altre. A Caserta ci sarà occasione di metterle tutte in fila sul tavolo e di uscire con un pacchetto organico e una gerarchia di priorità. «Mi piacerebbe che nell’agenda compaiano anche tassazione delle rendite e nuova legge sul falso in bilancio – dichiara il sottosegretario all’Economia Alfiero Grandi – Sarebbe un segno di vero riformismo per la pulizia e la trasparenza del mercato dei capitali e per la tutela dei consumatori». In effetti anche il falso in bilancio si è eclissato dai dibattiti autunnali. Eppure proprio nel momento in cui si chiede ai lavoratori di investire il tfr sul mercato con i fondi complementari, si dovrebbe chiedere alle imprese la massima regolarità nei libri contabili (Cirio e Parmalat bastano).

        Pensioni. Non c’è fretta, ha fatto sapere Romano Prodi. Una uscita letta da molti come una frenata bella e buona sul fronte previdenza. All’orizzonte c’è l’altolà dei sindacati e di Rifondazione: niente disincentivi sui lavoratori. Anche Cesare Damiano parla di incentivi e di interventi comunque non penalizzanti. Inoltre c’è lo scoglio coefficienti che allo stato sembra insormontabile. A questo punto i margini politici per una misura «secca» sull’età si restringono di molto. Per di più in primavera c’è la prova delle amministrative a rendere ancora più scivoloso il terreno politico. Per eliminare lo «scalone» della Maroni (il balzo da 57 a 60 anni come età minima per le pensioni di anzianità) solo con gli incentivi servono risorse che al momento non ci sono. Bisognerà trovarle nella Finanziaria 2008: ecco perché il capitolo scalone potrebbe retrocedere all’autunno. Per di più nel memorandum d’intesa siglato cone le confederazioni si indicano una miriade di obiettivi diversi dalla semplice età pensionabile: l’equità sociale, un livello di pensioni adeguate per gli anziani, superamento dei privilegi ancora esistenti nel sistema. Sono le voci già esternate da Paolo Ferrero.

        Liberalizzazioni Sul tema si è già «seminato» molto. C’è una proposta di legge sulla liberalizzazione dei servizi pubblici locali già depositata in Parlamento. Un testo che esclude esplicitamente le risorse idriche da ipotesi di liberalizzazioni/privatizzazioni come chiede la sinistra della coalizione. In questo capitolo dovrebbero entrare anche la voce energia e la riforma degli ordini e delle professioni.

        Nuovo welfare Le tutele e diritti «flessibili» per i lavoratori flessibili. Questo il quadro in cui dovrà muoversi il nuovo welfare. Lo si aspetta da quando sono stati introdotte le nuove forme contrattuali (pacchetto Treu, legge Biagi), ma finora si è visto poco. La Finanziaria avvia una serie di misure inmportanti. È solo l’inizio di un percorso che si preannuncia lungo.

        Rendite. È una delega contenuta in Finanziaria. La revisione delle aliquote sui rendimenti finanziari dovrebbe fruttare un miliardo di euro nel 2007 e il doppio l’anno successivo. Sempre che il Parlamento riesca a legiferare entro giugno. Si prevede un allineamento delle aliquote al 20% sia che si tratti di conti correnti (oggi al 27%) sia che si tratti di titoli pubblici o privati (oggi al 12,5%). Tecnicamente l’operazione è assai complessa, visto che negli altri Paesi europei esistono sistemi diversificati (il 20% è una media tra aliquote diverse).

        Rileggere la Finanziaria Per Pier Luigi Bersani la vera mission di Caserta dovrebbe essere quella di presentare le misure più importanti già varate con la manovra, con gli imponenti impegni sugli investimenti pubblici.