“Governo” Prodi: «si discute, ma senza complotti»

23/10/2006
    domenica 22 ottobre 2006

    Pagina 6/7 – Interni

    Il premier difende la finanziaria: � giusta, ma non pu� contenere tutto. Le riforme strutturali cammineranno su leggi ad hoc

      �Non sono il padrone del governo
      si discute, ma senza complotti�

        Prodi: voglio dare al Paese il partito democratico, non dirigerlo

          ANDREA BONANNI

            ROMA – Presidente, la sua maggioranza sembra sull�orlo di una crisi di nervi. E anche lei, per la verit�, non appare poi molto rilassato, viste le sue recenti dichiarazioni. Sull�aereo presidenziale che nella notte lo riporta a casa dalla Finlandia, dove ha partecipato al vertice Ue, Romano Prodi appare per la verit� rilassatissimo. Si � tolto la giacca d�ordinanza e ha indossato un golf color cammello. Beve un bicchiere di minerale e scherza con i suoi collaboratori rievocando le battute scambiate con gli altri capi di governo. �Mi dica lei: le sembro teso?�.

            No, per� forse avrebbe motivo di esserlo. La finanziaria � sotto tiro da tutte le parti. Le agenzie di rating declassano l�Italia. Gli alleati di governo si scambiano reciproche accuse di complottare ai suoi danni. I sondaggi di popolarit� la danno in calo. E lei stesso, in una intervista al Pais, ha dichiarato di avere i giornali contro. Tutto a posto?

              �Vabb�. Da dove cominciamo?�

              Cominciamo dal complotto.

                �Stiamo ai fatti. Anche se si leggono le tesi pi� fantasiose sull�argomento, e talvolta sono talmente assurde da risultare divertenti. In questi mesi di governo abbiamo sempre avuto l�appoggio serio, determinato e convinto dei deputati e dei senatori della maggioranza, dei partiti – di tutti i partiti – della coalizione e dei loro dirigenti. Al Senato, poi, la dedizione degli eletti della maggioranza ha sfiorato l�eroismo. E questi sono i soli fatti che contano. La puzza di complotti, semmai, mi sembra che arrivi dalle file del centro destra, dove tutti giocano contro tutti�.

                S�, per� intanto i suoi ministri rilasciano dichiarazioni contraddittorie a ruota libera: roba da Bar sport. Perch� non li mette in riga?

                  �Forse a qualcuno sfugge ancora la differenza tra questo governo e quello precedente. Contrariamente al mio predecessore, io non sono il padrone del governo. N� vorrei esserlo. Non ho una concezione proprietaria dell�esecutivo. Sono il leader di una maggioranza complessa e composita ma unita. E questa maggioranza ha una dialettica pubblica e trasparente, come � normale in ogni governo democratico. Se ci sono a volte eccessi o sbavature, sono dovuti alla logica di un sistema elettorale che premia la diversit� e la necessit� di smarcarsi rispetto alla coesione e alla coerenza. E anche questo, purtroppo, � uno dei tanti regali avvelenati che il precedente governo ha lasciato in eredit� al Paese. Comunque quello che conta sono i fatti: in questo governo si discute e a volte si litiga. Ma poi si decide. E si va avanti compatti�.

                  I giornali, intanto, sono zeppi di dichiarazioni discordanti dei suoi ministri. Davvero crede che la stampa tutta intera le sia pregiudizialmente ostile?

                    Prodi scoppia a ridere. �Ma stiamo scherzando?�

                    E l�intervista a El Pais, in cui criticava i giornali?

                      �Forse lei vorrebbe farmi intonare la solita cantilena del "sono stato frainteso". Non lo far�, anche perch� la frase detta a El Pais era chiara. Si parlava della notizia, secondo me non irrilevante, anzi, molto grave, secondo cui il Presidente della Commissione Europea, cio� io, era stato sottoposto a intercettazioni e controlli illegali da parte di una centrale di spionaggio privata italiana. Ho manifestato il mio stupore che la notizia non avesse avuto una eco pi� ampia sui giornali, come sarebbe accaduto in qualsiasi altra democrazia. Confermo che la cosa mi sorprende�.

                      La sorprende, per� lei per primo ha confermato la fiducia ai vertici dei servizi segreti italiani, coinvolti in queste attivit�.

                        �Attenzione. I servizi non sono una qualsiasi azienda dove gli azionisti cambiano il management in quattro e quattr�otto. N� si possono ridurre allo stereotipo di una banda di signori con l�impermeabile lungo e gli occhiali scuri che agiscono ai limiti della legalit�. I servizi sono una risorsa complessa del Paese. E in tempi di lotta al terrorismo, con l�Italia che ha migliaia di soldati impegnati su fronti caldissimi, dal Libano all�Afghanistan, i servizi sono una risorsa essenziale. Sarebbe irresponsabile, in una fase come questa, intervenire con l�accetta in un settore dove occorre lavorare di bulino�.

                        Veniamo alla Finanziaria. Montezemolo la definisce classista. E c�� chi la accusa di non avere visione n� strategia. Di essere un puro aggiustamento contabile senza le riforme promesse e annunciate. Non � che avranno qualche ragione?

                          �S�, e no. La Finanziaria e�, e deve essere, prima di tutto la legge di bilancio. Purtroppo, anche a causa delle lentezze del sistema, la si e� caricata negli anni di valenze eccessive e di altrettanto eccessive attese. Ma e� sbagliato pretendere di trovare nella Finanziaria provvedimenti gi� completi. Le riforme strutturali complete meritano leggi proprie e un dibattito parlamentare ad hoc. In questa Finanziaria, comunque, noi abbiamo gi� stabilito la direzione delle riforme, le basi di importanti cambiamenti strutturali sui quali opereremo nel corso della legislatura con provvedimenti specifici. Quanto ai conti, questa finanziaria pone rimedio al dissesto che abbiamo ereditato dal centro destra. E pone le basi per rilanciare l�economia e per mettere freno agli squilibri generati negli ultimi anni. Anche io avrei preferito poter fare una manovra pi� leggera. Ma non avevamo scelta. Era un nostro impegno e un nostro dovere. E i colleghi europei me ne hanno dato atto. Montezemolo? Se essere classista vuol dire introdurre un po� di giustizia sociale allora � classista. Ma per me � una finanziaria giusta e seria�.

                          Le agenzie di rating, per�, non sembrano convinte e hanno declassato l�Italia.

                            �Le agenzie di rating fotografano la situazione esistente, cio� quella che abbiamo ereditato. Se ci declassano non posso dar loro torto. Casomai posso domandarmi perch� non lo abbiano fatto prima, quando il disastro era in corso. Per quanto riguarda invece l�outlook, cio� le prospettive, la loro valutazione � stabile, dunque non c�� giudizio negativo sul futuro. Dico di pi�: io rivendico che questa manovra inverte la tendenza precedente e innesta la ripresa�.

                            Per� c�� sfiducia sul fatto che la Finanziaria possa passare cos� com��. E la stessa Commissione europea si mantiene cauta attendendo l�esito del dibattito parlamentare. Si direbbe che ci sia stato un declassamento, oltre che del Paese, della credibilit� politica di questa maggioranza.

                              �La maggioranza terr�. Come ha sempre tenuto finora. E l�impianto fondamentale della Finanziaria, la sua capacit� di risanare il Paese, non verr� toccato. Ancora una volta, non bisogna confondere la dialettica di un governo non monocratico con una sua pretesa debolezza�.

                              Terrete mettendo la fiducia, nonostante le perplessit� del Quirinale?

                                �Se ci sar� una marea di emendamenti, che bloccherebbero tutto, la fiducia sar� l�unica soluzione tecnica possibile. Vorrei solo ricordare che, con il governo Berlusconi, la fiducia veniva posta non solo sulla Finanziaria, ma anche su molte leggi che riguardavano interessi particolari. E quello s� che era uno scandalo�.

                                Intanto, per�, i sondaggi vi danno in calo di popolarit�. Come lo spiega?

                                  �E� normale. Vorrei vedere quale governo guadagna popolarit� alla vigilia di una Finanziaria pesante come questa, anche se fatta per rimediare ai disastri del governo precedente�.

                                  E neppure questo la preoccupa?

                                    �L�ho gi� detto il primo giorno che ho cominciato a fare politica nel ‘95: se Mos� avesse fatto sondaggi, non si sarebbe mai azzardato ad attraversare il Mar Rosso. Ci sono due modi di leggere i sondaggi. Il primo � utilizzarli per verificare quanto le tue politiche e i tuoi provvedimenti – anche difficili e, quindi, sul breve impopolari – sono stati compresi. Visti i risultati, se sono negativi (e spesso possono esserlo) non � che cambi politica, cerchi semplicemente di spiegare la necessit� o l�urgenza dei tuoi provvedimenti. Il secondo metodo � pi� semplice, efficacissimo sul breve periodo, ma irresponsabile e generatore di guasti spesso irreparabili. Lo riassumo della frase "dimmi cosa vuoi sentirti dire, e io te lo dir�". Ragionare cos� non � fare politica, non � governare: � fare marketing, e neanche della migliore specie�.

                                    Intanto a Verona, dopo la messa con il Papa, lei stato fischiato.
                                    Che impressione le ha fatto?

                                      �Come scrive l�Avvenire, si � trattato della stessa "claque" che subito prima ha applaudito Berlusconi. Il giornale dei vescovi definisce l�episodio "sgradevole". Infatti non era certo quella la sede per manifestazioni politiche�.

                                      Berlusconi intanto mobilita la piazza a Vicenza contro la Finanziaria.

                                        �Le manifestazioni di piazza sono sicuramente una delle voci di una democrazia. Per� non � foraggiando le "claque" o occupando le piazze amiche che si discute del futuro del Paese. Cos� si continua a parlare alla pancia e con la pancia, non si invita l�Italia a riflettere sul proprio futuro e sul futuro dei suoi figli. Come per i sondaggi, chi ha ricevuto la leadership di una nazione deve preoccuparsi del bene comune e non degli umori di un momento. Io credo all�intelligenza degli italiani, di quelli che mi hanno votato e anche di quelli che non mi hanno votato. So che alla fine guarderanno ai risultati di questo governo. E mi giudicheranno di conseguenza�. E a Berlusconi che chiede alla piazza di mandarlo a casa, il premier risponder� poi da Bologna con una battuta: �A casa? Ma io sono gi� a casa e sto benissimo�

                                        Insomma, presidente, non ha proprio nessun rammarico per come stanno andando le cose?

                                          �Una preoccupazione ce l�ho. Ed � profonda. Tutte queste polemiche, siano esse legittime o pretestuose, non mi fanno paura perch� rischiano di logorare il consenso politico a breve termine. Mi spaventano perch� possono farci perdere di vista l�obiettivo di fondo di questo governo, che � quello di dare una spinta al Paese. Di restituirgli la voglia di vincere. Abbiamo messo un sacco di soldi nella riduzione del costo del lavoro per dare impulso alla crescita. Il gioco politico che si � scatenato sul taglio del cuneo fiscale non cambier� questo dato economico. Ma rischia di offuscarne il significato profondo, che � quello di dare un�iniezione di fiducia alla gente e alle imprese. Lo stesso vale per il decreto Bersani. Abbiamo fatto dodici liberalizzazioni. Ma � bastato fare mezzo passo indietro su una di queste, e tra le polemiche si � perso il messaggio di fondo che era quello di maggiore libert� e maggiore competitivit� per tutti. Questo � grave. Perch� l�Italia ha bisogno di una sterzata psicologica almeno quanto ha bisogno di riforme strutturali. E, se le riforme vengono offuscate da polemiche di piccolo cabotaggio, il loro impatto economico resta, ma quello psicologico, essenziale, rischia di andare perduto. Come dice quel saggio cinese, noi indichiamo al Paese la luna, ma se per primi ci perdiamo a guardare il dito, la luna passa e se ne va. Questo non deve succedere�.

                                          A proposito di obiettivi evanescenti, che ne sar� del Partito democratico? Arriver� mai a prenderne la leadership?

                                            �Il mio obiettivo � consegnare al Paese il partito riformista forte e affidabile di cui l�Italia ha bisogno. Non dirigerlo. Il gruppo dirigente dell�Ulivo � ricco di risorse, di persone di qualit�. Saranno loro a sobbarcarsi l�onere della leadership nei prossimi decenni. Io ho un solo progetto: aiutare, facilitare, se necessario spingere, le diverse forze politiche in un processo di integrazione che ormai � necessario, inevitabile, persino urgente. Anche su questo tema, come su quello delle riforme, l�Italia deve perdere la paura di muoversi. Dobbiamo avere il coraggio di credere nei nostri progetti e trasformarli in realt�.