“Governo” Prodi, sette dicasteri da reinventare

25/05/2006
    gioved� 25 maggio 2006

    Pagina 3 – Primo Piano

    MINISTERI SPACCHETTATI IL PREMIER COSTRETTO A FAR SLITTARE IL CONSIGLIO DEI MINISTRI E A DISERTARE �PORTA A PORTA�

      Prodi, sette dicasteri da reinventare

        Fabio Martini

        ROMA
        Dopo l’imbarazzante notte d’esordio, quel primo Consiglio dei ministri che procedeva a singhiozzo ed � alfine abortito, Romano Prodi ha preferito prendersi qualche giorno in pi� per ridisegnare i confini dei dicasteri �spacchettati�. E cos� il Consiglio gi� fissato per domani � stato fatto slittare al primo giugno, segnale ulteriore di una partenza col fiatone per il nuovo governo. Certo, per via informale si fa sapere che lo slittamento del consiglio dei ministri � legato agli impegni di campagna elettorale che vedono impegnati diversi ministri, ma � altrettanto vero che nelle ultime 48 ore si sono infittiti i conflitti di competenza e di potere (tra partiti e tra ministri) che riguardano sette ministeri (Sviluppo, Previdenza e Welfare, Economia, Trasporti e Infrastrutture, Commercio internazionale), a cominciare dalla grana rappresentata dai quasi diecimila dipendenti coinvolti nella ripartizione: poich� c’� l’obbligo di realizzare tutta l’operazione a costo zero, per una parte del personale c’� la prospettiva di perdere indennit� e trattamenti specifici legati a un ministero e non a un altro.

        L’effetto pi� paradossale della vicenda � che il decreto-legge varato nella notte del 18 maggio, quello che ridisegnava le deleghe ai vari ministri, dovr� essere accantonato, riscritto e finalmente approvato in occasione del consiglio dei ministri, fissato per il primo giorno di giugno. E proprio alla luce di questa partenza difficile, Romano Prodi � intenzionato a trasformare il suo intervento all’Assemblea di Confindustria nel primo colpo d’ala del suo governo. Ieri si � consultato con alcuni ministri e questa mattina, all’Auditorium di Renzo Piano, dovr� chiarire tempi e modalit� con i quali attuare la promessa riduzione del cuneo fiscale.

        Al di l� dell’accoglienza che oggi Confindustria tributer� al presidente del Consiglio, restano irrisolti i problemi che riguardano le deleghe di sette ministeri. La partita pi� delicata si gioca attorno al neonato ministero dello Sviluppo, guidato dal ds Pierluigi Bersani. Nel decreto approvato una settimana fa si trasferivano allo Sviluppo le competenze sul Mezzogiorno, un trasferimento parziale perch� � stato lasciato all’Economia il Fondo per lo Sviluppo, che alimenta il finanziamento delle grandi opere. In altre parole, se la trattativa tra i Ds, Prodi e il ministro Tommaso Padoa-Schioppa non si sbloccasse, il dicastero di Bersani resterebbe senza cassa: un handicap che si sommerebbe alla sottrazione della segreteria del Cipe, gi� passata sotto la guida di Fabio Gobbo, sottosegretario alla presidenza del Consiglio voluto da Romano Prodi.

        Oltre a ridisegnare i confini dei dicasteri, non � stato ancora individuato il rappresentante del governo che, all’interno del ministero dell’Economia, dovr� occuparsi di �difendere� la Finanziaria in Parlamento. Dopo un tentativo, realizzato e fallito da Prodi e Padoa-Schioppa di coinvolgere (come sottosegretario e non come viceministro) il ds Enrico Morando, il personaggio che nel centrosinistra � considerato il pi� attrezzato in materia, un’analoga richiesta � stata avanzata a Paolo Giaretta della Margherita, autore di una risposta inconsueta per il mondo politico italiano: �Se uno come Morando far� il viceministro sar� lieto di fare il suo sottosegretario�.

          Ieri sera Prodi era stato invitato a partecipare a �Porta a Porta�, ma il presidente del Consiglio ha preferito rinunciare. Motivazioni ufficiali non ce ne sono, ma informalmente si fa sapere che il forfait di Prodi sarebbe stato dettato da motivi di coerenza con l’invito alla sobriet� da lui stesso rivolto ai suoi ministri e anche dalla mancanza di decisioni rilevanti gi� assunte dal suo governo. Ma nella rinuncia di Prodi deve aver giocato anche la preventiva conoscenza di un caso che vede protagonista Silvio Berlusconi, candidato alle elezioni comunali di Milano e Napoli. Nei giorni scorsi il leader di Forza Italia � stato ospite (senza contraddittorio) di �Porta a Porta�, con un format che � in contrasto con la legge sulla Par condicio, almeno secondo l’interpretazione del presidente della Rai Claudio Petruccioli che, in una segnalazione all’Autorit� delle telecomunicazioni, ha definito quella apparizione �una macroscopica violazione della legge�.