“Governo” Prodi: «L’Italia è un Paese impazzito»

13/11/2006
    domenica 12 novembre 2006

      Pagina.2 – Economia/La manovra d’autunno

      Prodi: �L’Italia � un Paese impazzito�

        Sfogo del presidente del Consiglio: c’� chi non pensa pi� al domani e la Montalcini � stata intempestiva

          Ugo Magri
          ROMA

          Romano Prodi ha la sensazione di guidare �un paese impazzito che non pensa pi� al domani�, dove �si fa finta che la situazione sia diversa da quella che �, in cui si reagisce �con una ferocia impressionante� ai tagli �giusti, seri e meditati� decisi dal governo. Uno scatto di nervi accolto con grida bellicose dagli avversari, che lo considerano segno di debolezza, e un silenzio misericordioso da parte degli alleati. I quali ben sanno come il Professore sia particolarmente sotto pressione, alla vigilia dello scontro decisivo in Senato sul decreto fiscale e all’indomani di un Consiglio dei ministri sconcertante, fiera di rivalit� ed egoismi che (assicura chi meglio lo conosce) hanno molto amareggiato il premier.

          Prodi si � sfogato in treno, mentre inaugurava il raddoppio della linea ferroviaria Bologna-Verona tra San Giovanni Persiceto e Crevalcore. Poi c’� tornato sopra (senza rimangiarsi nulla, anzi rincarando) a margine di un pranzo promosso nel capoluogo emiliano dall’Associazione Il Mulino. Le sue sventagliate hanno centrato parecchi bersagli, alcuni davvero imprevedibili. Come il premio Nobel Rita Levi Montalcini, senatore a vita, la quale aveva minacciato di non votare la legge finanziaria casomai contenesse i 300 milioni di tagli alla ricerca. Prodi se n’� risentito. E ha definito �intempestive� le dichiarazioni della scienziata, finora sempre presente in Senato a fianco del governo nonostante i suoi 96 anni. Intempestive, ha spiegato il premier, �in quanto si sta lavorando, scavando ogni piccola fonte per poter avere pi� soldi per la ricerca�, quindi �non ritengo giustificato il grido d’allarme definitivo�.

          Ma nel mirino di Prodi ci sono soprattutto i poteri forti (anche se si guarda bene dal chiamarli cos�), cio� le grandi corporazioni economiche, i gruppi editoriali che lui riteneva amici e che invece lo trafiggono di critiche: �Nessuno vuole tagliare le spese che lo interessano. Poi si dice “troppe tasse”… Ma la quantit� di imposte � minima! Siamo sui 3 miliardi di euro su una Finanziaria di 40-41�. Ancora: �Ogni categoria vuole essere trattata in un modo incompatibile con il futuro italiano. Cerchiamo di voltare pagina�, ha sbuffato, �perch� � inutile chiedere di tagliare le spese e poi, quando tagliano le tue, urlare. E’ inutile chiedere di dare qualche soldo in pi� alle persone che non hanno, e poi urlare. E’ inutile reclamare soldi per lo sviluppo e dopo, quando arrivano, fare finta che non ci sono…�.

          Un fiume in piena. Gonfio di indignazione verso gli ipocriti (�Nessuno pu� fare una frittata senza rompere le uova. Pensate che si possa guarire senza prendere la medicina? Davvero si crede ancora alle favole?�). Traboccante orgoglio (�E’ ora che i politici governino anche scontentando, per fare il bene di tutti�) e perfino un certo gusto per la corrida. Quando una cinquantina di giovani del centro-destra l’hanno contestato, Prodi ha scosso la testa: �Non cambio la Finanziaria perch� c’� chi fischia. Va tenuta ferma. Le proteste sono un aspetto fondamentale della democrazia�, ha soggiunto il Prof col pensiero rivolto alla manifestazione berlusconiana del 2 dicembre, �ma guai se uno cambia la propria dottrina e il proprio comportamento�. Pronto a raccogliere l’appello del Presidente Napolitano per riforme largamente condivise (�E’ quello che ho sempre detto�) ma alle sue condizioni (�Fini dice che non c’� dialogo? E allora le riforme non si fanno�.

          Tostissimo a 360 gradi, alleati compresi: Antonello Soro, della Margherita, vi ha letto un invito alla responsabilit� rivolto a chi punta i piedi. Al limite della pazienza, tanto da lasciarsi scappare quel �Paese impazzito� che, nella sua crudezza, ha lasciato senza parole Piero Fassino e a Francesco Rutelli. Teso in quanto, secondo il ministro ds Fabio Mussi, il presidente del Consiglio �sente il peso di un passaggio non semplice�. Ma sicuro di farcela. �Se la Finanziaria verr� approvata si ricomincer� finalmente a respirare e a crescere�, scommette Prodi. Nell’intimo �estremamente tranquillo perch� la gente far� i suoi conti e, quando si vedranno le conseguenze della Finanziaria, sar� contenta�. Per ora gli umori collettivi sono pessimi, ma �questo non mi fa paura poich� non ci sono elezioni imminenti�. Ora � tempo di semina, quello del raccolto verr�.