“Governo” Prodi: «La riforma non può fermarsi»

04/07/2006
    marted� 4 luglio 2006

    Pagina 2 – Primo Piano

    LE POLEMICHE SUL DECRETO IL GUARDASIGILLI: �PROFESSIONI E ORDINI SONO DI MIA COMPETENZA, MAGARI A SETTEMBRE LASCIO LIBERO IL MIO POSTO�

      Prodi: �La riforma non pu� fermarsi�
      Mastella minaccia l’appoggio esterno

        Il premier: �Apertura al dialogo con tutti ma nessuno stravolgimento�

          Paolo Baroni

            ROMA
            Le proteste contro il decreto Bersani sulle liberalizzazioni? �Reazioni che non hanno senso, che spero rientrino nel loro alveo naturale� dice il presidente del Consiglio Romano Prodi. Il governo, di fronte ai blocchi dei tassisti e a tutte le altre minacce di sciopero, non si scompone: va avanti. �Apertura al dialogo, disponibilit� ad ascoltare tutti – continua a ripetere il ministro per lo Sviluppo economico – ma nessuno stravolgimento della riforma�. Che non pu� n� fermarsi, n� venire annacquata. E non sembra segno di cedimento l’incontro (definito �tecnico�) con i rappresentanti dei guidatori di taxi convocato per oggi presso il medesimo ministero dello Sviluppo, richiesto �urgentemente� dalla categoria.

              Nell’Unione scoppia il caso-Mastella, arrivato a minacciare l’appoggio esterno. Il Guardasigilli ha riunito l’ufficio politico dell’Udeur lanciando un preciso avvertimento agli alleati: �Non ci possono essere continue espropriazioni di titolarit� che mi toccano, una volta con un ministro e un’altra volta con un altro ministro�. Bruciano i tagli ai fondi per il suo dicastero ma soprattutto l’annuncio fatto da Bersani sulla necessit� di riformare gli ordini professionali. �Professioni e ordini sono di mia competenza – ha protestato Mastella -. Se altri la pensano diversamente, si accomodino pure: possono prendere il mio posto tranquillamente, perch� magari a settembre si sar� liberato…�.

                Nello staff di Bersani si cerca di gettare acqua sul fuoco: �la competenza � del ministro di Grazia e Giustizia e non si discute� fanno sapere, ricordando per� che anche il ministro dell’Economia Padoa-Schioppa nei giorni scorsi ha riconosciuto a Bersani un ruolo �di coordinamento� di tutte le liberalizzazioni. Il presidente del Consiglio dal palco del congresso della Confesercenti ieri � tornato a difendere il decreto: �quello che vogliamo fare � aprire i servizi alla concorrenza e alla liberalizzazione, non vogliamo colpire singole categorie economiche. Abbiamo voluto dare un aiuto a tutti i cittadini. I tassisti non sono forse cittadini?�.

                  A centro di tutto c’� il cittadino-consumatore. �Deve essere questa la nostra stella polare� insiste Bersani, che ieri ha incontrato il Consiglio nazionale dei consumatori incassando un s� incondizionato. Le associazioni temono l’assalto delle lobby, chiedono al governo di tenere duro, di non farsi influenzare, e magari di porre anche la fiducia sul provvedimento. Per blindarlo.

                    Prodi e Bersani di fronte alla platea dei commercianti puntano il dito contro i costi di servizi bancari ed Rc auto assolutamente �fuori linea� e incassano applausi e consensi. �Vi assicuro andremo avanti�, ripete il premier. Poi, accogliendo l’invito del presidente della Confesercenti Marco Venturi, assicura che il governo interverr� innanzitutto sugli sprechi: nella Finanziaria ci saranno 30 miliardi di tagli e 15 miliardi di fondi per lo sviluppo. �L’Italia – spiega – � come una persona che deve perdere 10 chili di grasso e mettere su 5 chili di muscolatura, per affrontare meglio la concorrenza che abbiamo nel mondo�.

                      E’ presto per parlare di una �fase 2� delle liberalizzazioni: al ministero di via Veneto ora tutte le attenzioni sono rivolte al prossimo passaggio parlamentare del decreto. Per� Bersani non si sottrae dall’indicare nuovi terreni di intervento. L’energia innanzitutto, attraverso il disegno di legge gi� varato e che giusto in questi giorni � approdato al Senato, quindi sar� la volta di telecomunicazioni, banche e assicurazioni. Tutti settori dove �i conti alla fine tornano sempre� e che da ora verranno �tenuti d’occhio�. Il ministro dello Sviluppo conferma poi che sulle regole non ci pu� essere concertazione: �si � discusso per 15 anni di togliere la firma del notaio sulle compravendite di auto e non si � mai fatto. Speriamo che adesso si entri in un clima di dialogo�. Dialogo, � quello che chiedono un po’ tutte le categorie e le associazioni investite dal ciclone della sua riforma. Anche la Confesercenti ieri ha sollecitato �la riapertura del confronto� per correggere soprattutto �l’eccessiva attenzione data alla grande distribuzione�. Spiega Venturi: �Non ci sono n� barricate n� pregiudizi da parte nostra�, a patto che la riforma del commercio del ‘98 non venga snaturata dando mano libera alle grandi catene. �Non staremo con le mani in mano – avverte il presidente della Confesercenti -. Prima o poi faremo trovare le vetrine con le luci spente. Non una serrata, ma una dimostrazione per far capire quanti servizi irrinunciabili offrono i negozi�.