“Governo” Prodi: cambiamo marcia

19/06/2006
    luned� 19 giugno 2006

    Pagina 10 – Economia

    Prodi: cambiamo marcia
    Ora parliamo di sviluppo

      Il premier richiama coalizione e ministri

        retroscena
        FABIO MARTINI

          ROMA
          Se le lasci correre, certe dicerie in Italia rischiano di diventar vere. Certo, quella che sussurra di una divergenza con Tommaso Padoa-Schioppa, Romano Prodi non pensa a smentirla, anche perch� nessuno la esplicita chiaramente. Ma il venticello ogni tanto corre e il Professore confida: �Col ministro dell’Economia c’� assoluta sintonia sul punto-chiave, quello di dire la verit�, tutta la verit�, anche se � cruda. Ma ora bisogna cominciare a dare messaggi di sviluppo, pi� in positivo�.

            Eppure, nell’ultima settimana, Prodi e Padoa-Schioppa hanno interpretato parti diverse nell’umana commedia cui li costringe la complessa situazione dei conti pubblici. Il ministro dell’Economia ha voluto sostenere che i sindacati �devono essere interpreti delle situazioni di pi� acuto bisogno� laddove gli interessi sono meno organizzati e che � doveroso il confronto con le parti sociali, ma poi le decisioni spettano al governo.

              Il primo ministro, da parte sua, ha provveduto a rassicurare il pi� possibile i sindacati, a cominciare dalla questione previdenziale. Un approccio diverso che si � materializzato mercoled� 14 giugno: nella sua prima audizione parlamentare, capitata il giorno prima del suo incontro con i sindacati, Tommaso Padoa-Schioppa � arrivato a dire che la situazione dei nostri conti non � come nel 1992, �� peggio�. Romano Prodi, in quelle ore a Berlino, ha dovuto irrorare ottimismo: �Ce l’ho fatta nel 1996, ce la far� anche stavolta�. E ancora: in serata, in un’intervista al Tg1, il ministro dell’Economia ha "bilanciato" l’allarme mattutino con un messaggio pi� rassicurante per i sindacati: �La politica di questo governo � fondata su tre concetti che sono crescita, risanamento ed equit�; e sulla convinzione che queste tre esigenze debbano essere affrontate contemporaneamente�.

                Non si sa se la correzione di tono sia stata "suggerita" al ministero dell’Economia dalla Presidenza del Consiglio. Eppure, proprio la circostanza che potrebbe indicare un approccio diverso tra Prodi e Padoa-Schioppa, dimostra invece che tra premier e ministro ci sono semmai due stili di comunicazione diversi: pi� rotondo quello di Prodi, pi� diretto quello di Padoa-Schioppa. Che nella sua nuova vita da ministro sta dimostrando una cifra tutta personale, un mix tra lo stile misurato e riservato del banchiere centrale e la spregiudicatezza dell’intellettuale, che finisce per sprigionarsi in battute fulminanti. Come quelle pronunciate durante la sua prima audizione parlamentare. Sull’intervento-fiume di Giulio Tremonti: �Il tempo � denaro e come � difficile non sforare nella spesa pubblica, evidentemente � difficile anche non sforare sui tempi�. E sul debito pubblico: �I mercati, se sentono odore di sangue, si sentono tonificati�.

                  Prodi, d’altra parte, ha fortemente voluto Tommaso Padoa-Schioppa. Ha voluto la bicicletta pi� "tecnica" che ci fosse in circolazione, anche a costo di dover pedalare sulle salite imposte da un personaggio dotato di competenza e carisma, poco sensibile alla retorica degli "sviluppisti".

                    E dunque, il vero problema di Prodi non � Padoa-Schioppa che difficilmente potr� cambiare il suo profilo rigorista, ma semmai riuscire a riequilibrare rapidamente il messaggio complessivo trasmesso dal suo governo: affiancare all’allarme ansiogeno sui conti, anche provvedimenti-simbolo, messaggi in positivo, volani per la crescita che non siano soltanto il taglio del cuneo fiscale. In questo senso, � penetrante l’analisi di Paolo Gentiloni, che della Comunicazione non � soltanto ministro: �Sinora abbiamo raccontato al Paese una storia di rigore che � quella di Padoa-Schioppa, dobbiamo raccontare contemporaneamente una storia di sviluppo�.

                      Certo, il barile delle risorse � semivuoto e non sar� facile per Prodi smentire l’etichetta di "tassatore" che ha pesato in campagna elettorale e potrebbe tornare a pesare, ma gli uomini del Presidente stanno lavorando per fare in modo che, ai primi di luglio, la manovrina sia accompagnata da un Documento di programmazione economica nel quale siano presenti alcune misure-simbolo. Racconta Giulio Santagata, ministro per l’Attuazione del Programma: �Oltre al taglio del cuneo fiscale, stiamo lavorando perch� sia possibile iniziare a rendere operativi alcuni progetti che avevamo indicato nel programma: una fiscalit� pi� leggera per chi vive in case d’affitto, una politica per la famiglia che ridisegni completamente la filosofia degli assegni familiari. E dunque baby-bond, ma anche allargamento degli aiuti anche per le famiglie dei lavoratori autonomi, finora tagliati fuori�.