“Governo” Prodi: basta con le tensioni tra di noi

03/11/2006
    venerd� 3 novembre 2006

      Pagina 6 – Interni

      IL RETROSCENA

      Il premier osserva con preoccupazione gli sviluppi sulla
      manovra ed � tentato di far slittare il voto sul decreto fiscale

        Prodi: basta con le tensioni tra di noi
        e sulle pensioni aspettiamo primavera

          Il bersaglio Padoa-Schioppa Mastella: "Un problema di Romano, a gennaio deve decidere che fare con lui"

            Visco a D�Alema: "La norma sui tagli l�abbiamo approvata tutti, se la cambiamo bisogna riscrivere tutta la Finanziaria"

              CLAUDIO TITO

                ROMA – �Troppe tensioni nella maggioranza. Se continua cos� la riforma delle pensioni non si pu� discutere a gennaio. Aspetteremo la primavera�. La protesta di Massimo D�Alema � stato solo l�ultimo episodio. L�esame parlamentare della Finanziaria rischia di diventare un percorso a ostacoli. E Romano Prodi corre ai ripari. Si � speso in prima persona per rassicurare il ministro degli Esteri. Per garantire che i tagli alla Farnesina siano digeribili. Nello stesso tempo ha iniziato a mettere a punto la sua strategia per affrontare tutte le trappole che nei prossimi mesi verranno tese lungo il percorso dell�esecutivo. A cominciare dal tentativo di spallata che il centrodestra cercher� di assestare al Senato in occasione del voto sul decreto fiscale e sulla manovra. Per arrivare poi alla discussione sulla riforma previdenziale.

                Le proteste per i tagli ministeriali sono considerate �scontate� a Palazzo Chigi. Ma l�altol� di D�Alema ha messo in allarme il premier. Anche perch� ormai gli attacchi, pi� o meno espliciti, all�indirizzo di Tommaso Padoa-Schioppa sono diventati quotidiani. �� chiaro – ripeteva ad esempio nei giorni scorsi Clemente Mastella – che questo � un problema di Prodi. A gennaio dovr� decidere cosa fare con il ministro dell�Economia�. Senza contare che praticamente tutti i capigruppo dell�Unione a ogni pi� sospinto se la prendono con il titolare del Tesoro: �Non � mai presente – hanno intonato quasi in coro ieri nella riunione con Vincenzo Visco e Massimo D�Alema – forse se si facesse vedere qua alla Camera, tanti incidenti non si verificherebbero�. Frecciate cui il presidente del consiglio risponde sempre blindando il suo ministro: �La politica economica del governo � la politica di Padoa-Schioppa�. Eppure, ieri, quando � partito l�affondo sull�articolo 53 della Finanziaria, dopo D�Alema un po� tutti hanno rincarato la dose. Tant�� che Visco ha dovuto ergere un muro: �Quella norma c�� fin dall�inizio, in consiglio dei ministri l�hanno approvata tutti. E se la modificassimo, bisognerebbe riscrivere tutte la manovra. La coperta � corta. Ma non mi venite a proporre nuove tasse�. Alla fine il compromesso � stato trovato: verr� ridotta la sforbiciata agli Esteri e affidato al ministro Chiti il compito di svolgere una verifica e raccogliere tutte le indicazioni dei singoli ministri su �dove tagliare�. La responsabilit� di tutto � dunque ricaduta sul sottosegretario Nicola Sartor. Molti ministri hanno iniziato a chiedere esplicitamente le sue dimissioni: ieri Padoa-Schioppa ha addirittura ricevuto una sorta di appello "cumulativo" ad esercitare un maggiore controllo sul suo sottosegretario.

                L�altol� dei comuni, che chiedono il rispetto dell�accordo del 10 ottobre, ha poi acuito l�allarme del premier. Che a questo punto teme possa essere agevolato il compito della Cdl al Senato. Non a caso il voto sul delicatissimo decreto fiscale, previsto per la prossima settimana, slitter� almeno di setti giorni. Il governo vuole preparare meglio il terreno avendo gi� deciso di porre la fiducia.

                E per lo stesso motivo il Professore sta pensando di rinviare la discussione sulla riforma previdenziale. �A gennaio – � il suo ragionamento – avremo ancora tutte le tensioni della Finanziaria�. Vuole quindi far decantare la situazione. L�appuntamento sar� fissato a primavera, magari a fine marzo. Nel frattempo l�Unione si concentrer� sul ddl Gentiloni e sul conflitto di interessi. �La partita previdenziale poi – � l�intenzione del premier – la gestir� in prima persona io�.