“Governo” Prodi: avviato un cammino che durerà 5 anni

30/10/2006
    domenica 29 ottobre 2006

    Pagina 2 – Primo Piano

      IL CONCLAVE – L’ANALISI DAVANTI A 54 ESPONENTI DEL CENTROSINISTRA

      Prodi: la Finanziaria
      avvia un cammino
      che durer� 5 anni

        �Voglio un’Italia che cresca al ritmo del 3%�

        Stefano Lepri

        ROMA
        Non servono correzioni di rotta, c’� continuit� nell’azione del governo: Romano Prodi ha avuto via libera dal vertice di governo e maggioranza, ed � sicuro che durer� 5 anni �senza variazioni sul tema�. Dopo tre ore di riunione a Villa Doria-Pamphili, � potuto uscire in pubblico per dire che non basta risanare il bilancio, perch� �occorre una Italia che cresca almeno del 3% all’anno�. La legge finanziaria 2007 raggiunge quel primo indispensabile obiettivo, �comincia a dare risposte�, insiste, per il secondo.

        Dentro, nel salone seicentesco, si era anche lamentato: il cammino delle riforme �non � cos� veloce come vorrei�. Fuori, su un podio in mezzo al prato, sotto un sole gagliardo, ha usato un tono diverso, tutto virato sull’ottimismo: �Questa � solo la prima legge finanziaria della legislatura, non poteva risolvere tutto�; non tradisce i buoni propositi di riforma espressi a luglio nel Dpef (documento di programmazione economica 2007-2011) �perch� il Dpef riguarda cinque anni e la legge finanziaria solo uno�.

        Il percorso delle riforme non � stato mai dimenticato, mai interrotto, sostengono i collaboratori di Prodi, e lo dimostra la data del �memorandum di intesa� con i sindacati per le pensioni, che � stato firmato il 26 settembre, prima del varo del disegno di legge finanziaria. E nella riunione di ieri – 54 persone attorno a un tavolo – nessuno ha obiettato alla trattativa per riformare la previdenza che, sulla base di quel memorandum, da gennaio partir� con i sindacati.

        Se si � avuta l’impressione che invece la strada delle riforme fosse bloccata, secondo il presidente del Consiglio, � �forse per un errore di comunicazione�, ma �gli errori di comunicazione contano nel breve periodo, mentre nel lungo periodo � la sostanza che conta�. L’errore �� stato forse quello di non sbandierare la situazione devastante ereditata dal governo precedente�. Ovvero, �abbiamo dimenticato troppo in fretta che siamo usciti dal periodo della storia repubblicana, tra il 2001 e il 2005, in cui il Paese ha evidenziato il pi� basso tasso medio di crescita, lo 0,3%: solo nove Paesi al mondo, tra i 180 monitorati dal Fondo monetario internazionale, sono riusciti a fare peggio�.

        Sotto il centro-destra, ha aggiunto il presidente del Consiglio, la spesa pubblica � cresciuta di 90 miliardi di euro, a un ritmo medio del 4,7% all’anno e con un peggioramento della sua qualit�, nonostante tutte le promesse di tagliarla, cosicch� il deficit ha oltrepassato il 4% del prodotto lordo; ora, senza fermare il dissesto del bilancio la crescita non pu� ripartire. D’altra parte, �la finanziaria non fa una mera operazione contabile di rientro dal deficit� ma spostando spese da un settore all’altro, ripartendo in modo diverso il carico fiscale fa opera �di giustizia sociale e di sviluppo�.

        Appena la manovra 2007 eserciter� i suoi effetti, non sar� difficile valutarne la sostanza: davanti ai giornalisti schierati sul prato, Prodi ha ripetuto ancora una volta che �con il cedolino di gennaio� ognuno potr� constatare che sotto i 40.000 euro le tasse sono diminuite, non aumentate. Occorreva far questo perch� sotto il centrodestra �le disuguaglianze nella distribuzione del reddito sono aumentate�. Per assicurare che il vantaggio ci sia per tutti i redditi fino a quel livello, sui meccanismi dell’Irpef � �in corso una analisi tecnica�.

        Prima per� la finanziaria deve arrivare all’approvazione in Parlamento. E dall’assalto dei quasi settemila emendamenti il presidente del Consiglio ha tratto spunto per la parte pi� preccupata del suo discorso nel vertice: �L’Italia � il Paese non solo dei mille campanili, ma delle mille corporazioni, non solo professionali od economiche, ma individuali e particolari�. Questa frammentazione, aggravatasi negli anni di Berlusconi, �produce una sostanziale incapacit� di uscire dall’inerzia dell’abitudine e della stagnazione�; va combattuta �per ragioni di governo, per ragioni di politica e per ragioni morali�.

        Contro questo stato di cose, riforme strutturali dell’economia devono �liberare energie, sciogliendole dai troppi lacci che le tengono imbrigliate�; si tratta di proseguire lungo la strada indicata dal programma dell’Unione che resta �la bussola�. Nel programma, fanno presente i collaboratori del capo del governo, si parlava anche di �allungamento della vita lavorativa�, dunque di riforma delle pensioni. Prodi non dubita di vedere �un filo ininterrotto: la coalizione di governo � questa, non cambia, dura l’intera legislatura�.