“Governo” Padoa Schioppa nel fortino assediato

15/12/2006
    venerd� 15 dicembre 2006

    Pagina 5 – Primo Piano

    IL GOVERNO
    LA POLTRONA CHE SCOTTA

    Per ora Prodi lo difende
    ma lui appare amareggiato
    E ha gi� pronta la lettera
    di dimissioni

      Tps nel fortino assediato
      �Sto prendendo le colpe di tutti�

      Il ministro dell’Economia sempre pi� solo: ma non avevo alternative

        Retroscena
        Dopo i fischi al premier

          ROMA
          Raccontano che quando il Financial Times lo ha inserito nell’ultimo posto della classifica dei ministri dell’economia europei Tommaso Padoa Schioppa ci sia rimasto davvero male. �In questo governo mi prendo le colpe di tutti – si � sfogato – per cui il peso dell’impopolarit� � tutto sulle mie spalle�. E anche ieri quando quel giornale amico che � La Repubblica ha pubblicato un sondaggio che gli assegna nell’indice di gradimento degli italiani il ruolo di fanalino di coda della compagine ministeriale, il responsabile del ministero di via XX settembre � stato intrattabile per tutto il giorno. Ha sfogato la sua acidit� con tutti gli inquilini del Palazzo salvando solo i sottosegretari Nicola Sartor, che gli sta seguendo l’esame parlamentare della Finanziaria, e Massimo Tononi, ex-Golman Sachs che lo sta sollevando di un’altra grana, l’Alitalia. Con i visitatori esterni, invece, il ministro ha ostentato una certa sicurezza, nascondendo la sua frustrazione dietro proclami aulici alla Quintino Sella: �Sono ancora convinto che non c’era alternativa a questa finanziaria e presto gli italiani se ne accorgeranno�.

          Sar�, ma intanto ai visitatori il ministero dell’Economia appare sempre pi� un fortino assediato. Lui, Padoa Schioppa, il ministro pi� impopolare e pi� inviso ai suoi colleghi, se ne sta l�, rinchiuso. In Parlamento ci va poco. A palazzo Madama a sentire i senatori ha messo piede solo una volta aumentando le perplessit� di quelli della maggioranza e subendo le ironie di quelli dell’opposizione. �La maggior parte dei colleghi – stigmatizza l’expresidente della Bnl e senatore di Forza Italia, Giampiero Cantoni – non lo conosce neppure fisicamente. E’ la dimostrazione che questi di Banca Italia hanno l’allura dei grandi economisti solo perch� nella loro vita non hanno fatto un cavolo�.

          Tps – � il nomignolo vezzeggiativo che gli hanno affibbiato in Bankitalia – comunque fa finta di niente, almeno per adesso. Anche se nei mesi scorsi ha minacciato almeno in tre occasioni le dimissioni e, a quanto raccontano i suoi intimi, ha sempre una lettera pronta, nel cassetto. Non sopporta l’idea di essere un parafulmine per tutti, n� i processi silenziosi a cui lo sottopongono i colleghi di governo che pretenderebbero da lui un approccio pi� politico ai problemi. E pretende la solidariet� incondizionata di Prodi che pi� di una volta si � assunto il compito di calmarlo per non vedersi recapitare la famosa lettera. Un mese fa il professore ha spiegato a ministri e leader di maggioranza: �Mettere in disccusione Padoa Schioppa significa mettere in discussione il sottoscritto�. Ieri, all’indomani dell’autocritica sulla Finanziaria, � tornato sull’argomento dato che Tps – che ha i nervi tesi – aveva interpretato le parole del Premier come degli appunti indiretti al suo operato. �Padoa Schioppa – ha sillabato il premier – � un gran ministro. La manovra l’ho condivisa in pieno�.

          Gi�, per ora Prodi copre in tutto il suo ministro dell’Economia. Ma dentro il governo e nella maggioranza Tps non riscuote la stessa solidariet�. �C’� una grende insofferenza nei suoi confronti� ammette il ministro Clemente Mastella. Mentre Lamberto Dini, che non l’ho mai sopportato dai tempi di Bankitalia, ipotizza in privato un rimpastino primaverile per farlo fuori. Congetture che echeggiavano l’altra sera anche in uno dei salotti della capitale, quella di Maria Angiolillo, alla presenza del presidente del Senato. E certi trucchi con cui l’inquilino di XX settembre tenta di non sforare i saldi della finanziaria non lo rendono di certo pi� simpatico ai colleghi di governo. L’altra notte il ministro dell’Universit�, Fabio Mussi, � andato su tutte le furie quando ha scoperto che gli avevano dato i 97 milioni di euro in pi� come richiesto ma lo avevano privato di altri 120 in un altro capitolo di bilancio: i presenti raccontano che il ministro diessino ha usato epiteti impronunciabili all’indirizzo di Tps tirando gi�, da buon toscanaccio, tutti gli angeli e i santi del paradiso. N� deve essere contenta Angela Finocchiaro, capogruppo dell’Ulivo al Senato, che si � vista tagliare tutti i suoi emendamenti per la Sicilia.

          Detto questo il ministro dell’economia va avanti. In fondo molte delle colpe che gli addossano non sono sue ma di altri. �Padoa Schioppa – spiega Enrico Boselli – avr� fatto pure i suoi sbagli, ma gli errori politici sull’impostazione della finanziaria sono tutti di Prodi e di Fassino�. Insomma, pure Tps ha i suoi difensori anche se il suo destino dipende essenzialmente da Prodi. Il premier naturalmente lo difender� fino alla fine, ma in politica si sa come vanno certe cose: se la nave del governo dopo le prossime amministrative si trovasse in mezzo ad una tempesta il Professore per salvarsi sarebbe pronto a gettar Tps a mare. E il destino di tutti i ministri dell’Economia: Giulio Tremonti ne sa qualcosa. Anche se questa volta l’operazione non sar� semplice. �Questa maggioranza si regge su un equilibrio delicatissimo -spiega il sottosegretario all’Economia, Paolo Cento -. Se si tocca qualcosa gli scontenti potrebbero rivalersi nei numeri del Senato. Eppoi chi ci va al posto di Padoa Schioppa? Fassino? S�, cos� Rutelli sar� contento. O Bersani? Cos� Fassino far� i salti di gioia. La verit� � che qui � tutto bloccato�.