“Governo” Padoa-Schioppa: «Dall’Europa un atto di fiducia»

12/07/2006
    mercoled� 12 luglio 2006

    Pagina 15 – Economia & Lavoro

    Padoa-Schioppa:
    �Dall’Europa un atto di fiducia�

      All’Ecofin l’Italia conferma l’impegno a scendere nel 2007 sotto il 3% nel rapporto deficit/pil

        di Sergio Sergi corrispondente da Bruxelles

        ATTO DI FIDUCIA Come fosse stata una preghiera. Il ministro Padoa-Schioppa � rientrato a Roma dall’Ecofin dopo essere riuscito a far recitare l’�Atto di fiducia� sulla Finanziaria ai suoi colleghi. Lo ha detto esplicitamente: �Dall’Europa abbiamo ricevuto un atto di fiducia da verificare a settembre�. Infatti, l’Atto di dolore � rinviato all’inizio di ottobre quando, in occasione di una nuova riunione dell’Ecofin, il ministro torner� alla riunione del Consiglio per illustrare la sostanza del Dpef, il contenuto dei provvedimenti che dovranno portare i conti pubblici, entro il 2007, sotto la soglia critica del 3% del rapporto deficit-prodotto interno lordo.

        Il ministro ha riconosciuto che si tratter� dell’appuntamento �pi� difficile�. Per adesso, tuttavia, incassare apprezzamenti anche sinceri, non guasta affatto. Serve per affrontare, se si vuole, anche prove interne pi� spigolose. La sintonia con quanto si pensa e si fa in sede comunitaria � un buon viatico. La cosa non � dispiaciuta ed � stata esplicitata.

        La soddisfazione per aver trovato un clima sereno nei confronti delle recenti scelte operate dal governo Prodi, non ha impedito a Padoa-Schioppa di manifestare una garbata ma evidentissima critica alle decisioni della Commissione a proposito della Finanziaria del precedente governo di centro destra e che ha portato a quella �raccomandazione� dell’Ecofin che, attualmente, rappresenta gli impegni ufficiali dell’Italia nelle sede istituzionale del Consiglio Ecofin.

        Per Padoa-Schioppa, le valutazioni della Commissione sui conti pubblici italiani erano state �molto ottimiste�. Infatti, ha aggiunto, la stessa Commissione di recente ha dovuto comunicare che di quelle raccomandazioni contenute nel testo Ecofin �si era fatto pressoch� niente�.

        Il riferimento del ministro � a quelle misure concordate dal governo Berlusconi-Tremonti per rientrare dal deficit, allora calcolato al 3,8% e poi slittato al 4,1%. Il ministro dell’Economia ha detto ieri che l’Eurogruppo avrebbe potuto mettere l’accento sul ritardo e sul mancato rispetto degli impegni assunti formalmente. �Nessuno, per� – ha precisato Padoa Schioppa – ha insistito pi� di tanto�. Ha prevalso il �fair play�, insomma l’atto di fiducia di cui sopra.

        L’aggiustamento strutturale equivalente allo 0,8% del pil �non � avvenuto�, ha riconosciuto il ministro il quale ha fatto questa constatazione: �Non si poteva, al 30 giugno, mettere l’economia sotto estremo sforzo per ricavarne giovamento nei sei mesi successivi. Ecco perch� abbiamo voluto una manovra strutturale che dar� i suoi risultati nel 2007�. Il nuovo governo, insomma, ha preferito percorrere una strada �sobria�, nel presentare le proprie previsioni.

        Naturalmente, Padoa-Schioppa non ha escluso di poter, in una seconda fase, e nei prossimi mesi, di correggere al rialzo le previsioni di crescita, se l’Italia sar� nelle condizioni di intercettare il clima che gi� si avverte in molti altre nazioni.