“Governo” «Non ci sono solo le pensioni»

15/01/2007
    sabato 13 gennaio 2007

    Pagina 5 – Primo Piano

    “Non ci sono solo le pensioni”

      Prodi spiega: la trattativa muove dagli ammortizzatori sociali, poi il resto

        PAOLO BARONI
        INVIATO A CASERTA

        Stato sociale (e non solo pensioni), liberalizzazioni e semplificazione, fondi per il Sud, ricerca e istruzione, infrastrutture ma anche difesa dell’ambiente, federalismo fiscale, attrazione degli investimenti esteri: il menù di Caserta è tutto economico. Come era nelle intenzioni del presidente del Consiglio, che a conclusione della due giorni di conclave butta sul piatto 123 miliardi di fondi strutturali da spendere di qui al 2013, destinati in larga parte al Mezzogiorno. «Al Sud, Sicilia, Campania e Puglia innanzitutto, andranno 100 miliardi – spiega Romano Prodi -. Se ben impiegati questi soldi possono essere un salto in avanti per il Sud. Lo renderanno più dinamico».

        Questa è un po’ la ciliegina sulla torta di Caserta. Dove, dopo due giorni di dibattito, ha preso forma «un’agenda» che secondo il premier sarà «il documento guida per il 2007». Stella polare la crescita, «di qualità, ancorata alla sostenibilità ambientale, alla formazione, alla cultura, alla piena valorizzazione delle risorse umane, alla ricerca e all’innovazione». Con tre obiettivi dichiarati: completare il risanamento dei conti, proseguire nella coesione della società italiana con misure di maggiore giustizia sociale, colmare i divario di sviluppo e di qualità della vita tra le diverse aree del Paese. Le direttrici di azione sono indicate nei 10 punti dell’agenda, compresi temi caldi come le liberalizzazioni e la previdenza. «Non c’è nessuna frenata – assicura il premier -. Anzi abbiamo concordato di accelerare il percorso per imboccare con decisione la vie delle riforme». Con qualche correzione di rotta, però.

        Le pensioni innanzitutto. «L’agenda non è cambiata» precisa Prodi, che nega tensioni particolari nell’esecutivo («non c’è stato alcun malumore») e quindi spiega che «non si può tenere una questione separata dall’altra: la nostra prima preoccupazione è il futuro dei giovani e l’adeguamento delle pensioni minime, ma se non ricomponiamo tutto il quadro partendo dagli ammortizzatori sociali le questioni non si affrontano». Tempi? Il tavolo, uno solo, dovrà partire al più presto per terminare il 31 marzo o «qualche tempo dopo. Perché – spiega – non si può pensare di giocare alla riforma delle pensioni in poche settimane». E mentre il ministro del Lavoro Cesare Damiano lavora per passare «dallo scalone agli scalini», il premier ci tiene a confermare che la questione dell’adeguamento dei coefficienti non può essere elusa.

        Altro capitolo, le privatizzazioni. Il ministro Bersani dice di essere pronto con la sua nuova «lenzuolata» che prevede interventi a tutto campo, ma il vicepremier Rutelli insiste per avere una «cabina di regia» a Palazzo Chigi, in maniera tale da togliere l’esclusiva ai Ds. Il ministro allo Sviluppo economico dice no a «superfetazioni» che potrebbero essere d’intralcio ma poi finisce per rimettersi alla volontà del premier. Il quale a sua volta precisa: «Le cabine di regia si usano quando ci sono diverse sovranità, ma quando si parla di decisioni di governo, questo termine lo si può usare come linguaggio familiare: all’interno del governo l’attività la fa, appunto, il governo e in particolare il presidente del Consiglio». E quindi aggiunge: «Sto esaminando la lenzuolata di Bersani filo per filo e valutando tutte le altre proposte. E’ il governo nel suo insieme ad essere impegnato su questo terreno, con tutta la sua squadra».

        Legato a questo tema c’è ovviamente la questione della riorganizzazione delle Authority, «che devono riacquistare autorità», e riaccorparsi. L’idea è innanzitutto quella di rafforzare la Consob, di tutte «la più robusta e collaudata» e di crearne una per il settore dei trasporti.

        A Caserta ha fatto capolino anche la questione della legge Finanziaria. Il ministro dell’Economia Padoa-Schioppa pensa ad una legge di bilancio più leggera, con interventi distribuiti nell’arco dell’anno, inemendabile nella parte relativa ai microinterventi e vincolata all’invarianza dei saldi di bilancio. L’obiettivo è semplificarne l’iter evitando soprattutto l’assalto alla diligenza di ogni fine anno. Un’altra riforma, anche questa per nulla semplice..