“Governo” Monti critica le liberalizzazioni

25/07/2006
    marted� 25 luglio 2006

    Pagina 5 – Primo piano

    L’EX COMMISSARIO UE: DOPO IL CONFRONTO, QUANDO LA PARTE PUBBLICA HA DECISO, NON SI TORNA INDIETRO

      Monti critica le liberalizzazioni
      �Il governo manca di coraggio�

        Fabio Martini
        ROMA
        Nell’originale sala-convegni scavata dentro l’antico tempio di Adriano, il professor Mario Monti si presenta con un incipit prudentissimo: �La mia presenza qui non ha nulla, proprio nulla di politico…�. I curiosi e gli addetti ai lavori accorsi al convegno sul �bipolarismo muscolare� organizzato da Bruno Tabacci, naturalmente si aspettano l’esatto contrario: un piccolo segnale da parte del professore, che politica l’ha fatta, ma solo a Bruxelles. E Mario Monti in qualche modo andr� incontro a quella attesa, distillando due indirette critiche al governo Prodi. La prima: �Credo serva una messa a punto nella metodologia italiana delle riforme: la decretazione d’urgenza non credo sia il metodo adeguato per affrontare riforme strutturali che sono l� da decenni� e anzi �il metodo civile e pi� proficuo � quello della consultazione non solo delle categorie interessate ma anche dei consumatori�, dopodich� �la parte pubblica decide e una volta deciso non si lascia spostare da proteste e reazioni�.

          E dopo aver tratteggiato un metodo che � il contrario di quello scelto da Romano Prodi e da Pierluigi Bersani, il professor Monti infila un’altra stoccatina agli attuali governanti: �In questo convegno si parla dei limiti del bipolarismo muscolare. Ma l’aggettivo “muscolare”, secondo me, non � da buttar via. Magari fosse pi� presente! Non come esercizio di forza tra uno e l’altro polo armati, ma come normale muscolarit� dei pubblici poteri nei confronti delle corporazioni, delle lobbies, degli interessi costituiti…�. E dunque Mario Monti non solo ha accettato di partecipare ad un convegno che vedeva schierati soltanto politici a tempo pieno come Marco Follini, Antonio Di Pietro, Gianni Alemanno, Gerardo Bianco.

            Ma ha anche lasciato cadere dosate critiche ad un governo che � pur sempre guidato da quel Romano Prodi che � stato presidente della Commissione europea di cui Monti era commissario alla Concorrenza. Certo, una fronda agitata con garbo e con un eloquio elegante, ma a fine convegno un felicissimo Tabacci ha commentato: �Questo incontro avr� delle conseguenze�.

              Se le avr�, questo sar� dovuto non soltanto alla prima volta dell’ex preside della Bocconi, gi� commissario europeo alla Concorrenza, ma anche – e soprattutto – al pirotecnico intervento di un ministro del governo Prodi: Antonio Di Pietro. Aderendo senza riserve all’impostazione di Bruno Tabacci e di Marco Follini – bisogna scomporre l’attuale bipolarismo, puntando ad un’alleanza strategica tra i riformisti-moderati dei due poli – il Tonino nazionale ha annunciato: �Io rester� leale agli impegni presi davanti agli elettori del centrosinistra, nel governo non far� il ricattatore, ma credo sia giusto in prospettiva parlare e farci promotori di una casa comune dei moderati rispettosa dei valori liberali, delle libert� di fare, delle regole�.

                Un intervento sorprendente, punteggiato da battute fulminanti, che annunciano un Di Pietro molto diverso da quello sinistrorso e ipergiustizialista della sua vita precedente: �Basta con la politica dopata, dei soli muscoli�, l’attuale bipolarismo costringe a dei �Pacs elettorali, costringendo a stare assieme soggetti geneticamente diversi�. E poi una raffica di battute contro la sinistra antagonista che sta al governo: �S�, quelli che ti dicono: “dimmi la tua tesi cos� ti dico di no”�. E ancora: �Tante volte, parlando con loro, sei indotto a dire il contrario di quello che pensi, cos� quello ti dice quello che vuoi tu!�. � persino ironico il nuovo Tonino: �Nel 1996, la prima volta da ministro, se la Variante di valico l’avessi definita risistemazione ambientale e messa in sicurezza del tratto Bologna-Firenze, avrebbero applaudito tutti�.

                  Il senso del convegno, incoraggiato dagli interventi di Mario Monti e Antonio Di Pietro, lo avevano tratteggiato Bruno Tabacci e Marco Follini: �Oggi – ha sostenuto l’ex segretario dell’Udc – per la variet� e le contraddizioni, in Italia abbiamo due grandi coalizioni. Ci sono tifosi dei taxi a destra e a sinistra, fautori delle liberalizzazioni di qua e di l� e anche per questo motivo le posizioni che stanno �dentro l’anima politica del Paese non sono due ma quattro�. Sulle ali �la destra populista e la sinistra antogonista�, in mezzo �la sinistra storica e la posizione di centro, che una volta era la posizione dominante, pi� capace di interpetare l’interesse generale�, ma ora �� la posizione pi� debole, meno strutturata�.