“Governo” Montezemolo: avanti con le liberalizzazioni

14/11/2006
    marted� 14 novembre 2006

    Pagina 9 – PrimoPiano

      Montezemolo: avanti con le liberalizzazioni
      la sinistra deve imparare la cultura di mercato

        �Il governo lo vorrei meno estremo. Il centrodestra? � stata l’era delle occasioni perdute�

          Raffaella Polato

            MILANO — La malizia, nella domanda, c’� tutta. �Lei acquisterebbe un’auto usata da Romano Prodi?�. E sar� un filo maliziosa, nel senso di politico-diplomatica, anche la risposta. Ma dev’essere sincero, il secco �s�, se Luca Cordero di Montezemolo non ha bisogno di pensarci un secondo per pronunciarlo. � immediato, e netto, quanto poco prima lo era stato il riconoscimento di un merito: �Quella all’evasione fiscale, come al sommerso, � una lotta giusta e bene ha fatto questo governo ad affrontarla con decisione�.

            Onore al premier e a Vincenzo Visco, insomma, davanti ai lettori di Corriere.it che in diretta videochat bersagliano di quesiti il presidente di Confindustria. Attenzione per�. Non sono avvisaglie di possibile feeling. Non � che, sull’esecutivo del Professore, il giudizio complessivo sia cambiato.

            �Lo vorrei un po’ meno rosso, nel senso di meno estremo�. Lo vorrebbe, soprattutto, meno �punitivo, penalizzante� verso le aziende e chi produce (presenti, le critiche al �classismo�?).

            Pi� al passo — e questo vale chiaramente anche per l’opposizione — �con un mondo che non aspetta la politica italiana�. E dunque s�, �certamente anche il centrosinistra deve confrontarsi con regole e tutele sociali�, � persino ovvio sottolinearlo. Ma intanto non ha il monopolio, di quelle tutele: �Tutti, oggi, dobbiamo pensare a una societ� che abbia pi� concorrenza, innovazione, e insieme una grande solidariet�. Ragion per cui �anche il centrosinistra� non pu� ignorare i cambiamenti: �Tutti, oggi, dobbiamo per prima cosa fare i conti con il mercato. Farli fino in fondo. Regole e tutele sociali sono indispensabili. Ma mai devono impedire al mercato di prosperare�.

            � chiaro quale risposta si aspetti, a questo punto, il lettore che a Montezemolo chiede: �Ma lei � di centrodestra o di centrosinistra?�. Gioco sottile, e rivelatore, sulle parole: �Non sono di centrosinistra�. Non � nemmeno sottinteso il resto: il presidente di Confindustria, della Fiat e della Ferrari (�L’unico rosso che mi trova sempre d’accordo�, naturalmente) lo aveva ripetuto poco prima, di essere deluso anche dall’altra parte. Le bacchettate al governo Prodi (a proposito: �Le ha offerto di fare il ministro, come fece Silvio Berlusconi?� – �No�), le ha non a caso messe insieme a quelle al precedente esecutivo. Domanda secca in chat: �Dopo questi primi mesi, non � che rimpiange Berlusconi?�. Replica chiara online: delusione c’� stata anche l�. Nel senso che alcune cose buone quel governo le ha fatte, vedi �la legge Biagi, che ora va completata. Io mi rendo conto dei tanti problemi, di quante persone vivano con l’ansia di un lavoro che termina e con il rischio di non trovarne un altro. Per� non dobbiamo perdere un millimetro di flessibilit�: � con gli ammortizzatori innovativi immaginati gi� da Marco Biagi che va affrontato il precariato�, non con l’abolizione della normativa che porta il nome del professore assassinato dalle nuove Br. Detto ci�, dato anche all’ex esecutivo quel che l’ex esecutivo ha meritato (poco, alla fine: par condicio rispettata), �per molti aspetti lo considero un governo delle occasioni perdute�. Inaspettatamente, in fondo. Perch� quello, non questo, �era un governo di centrodestra� quello �aveva un forte programma liberista�, quello �contava su una maggioranza straordinaria�. E �forse a colpi di maggioranza avrebbe potuto modernizzare e rendere pi� competitivo il Paese�.

            Non lo ha fatto, per�. Ed � anche questo il conto che l’Italia paga oggi. Solo che nemmeno l’esecutivo in carica sta affrontando i nodi nel modo giusto, secondo il presidente di Confindustria: �Abbiamo un debito pubblico da campionato del mondo. La Finanziaria doveva essere in ogni modo�, per forza, �di "lacrime e sangue"�. E tuttavia: �Non si crea sviluppo con le tasse. � mancato il coraggio di combattere le sclerosi del sistema, di liberarlo dall’immobilismo, di tagliare gli sprechi. Questo aveva promesso il Dpef, che noi avevamo apprezzato�. Questo non � stato mantenuto. Volete un’idea? �Gli enti locali stanno diventando dispensatori di stipendi, non di servizi�. E non si pu� dire �che le critiche di Confindustria siano critiche corporative: sono critiche di sistema�.

            Prodi la girerebbe in altro modo, ricorda un lettore: gli attacchi e gli strilli, generalizzati, ci sono perch� quel sistema, l’Italia, �� un Paese impazzito che non guarda al futuro�. Ma resta l’esatto contrario anche per Montezemolo: tutt’altro, �siamo un Paese straordinario, di grandi persone, di grandi eccellenze. Provocatoriamente: gli italiani ci sono, a mancare � l’Italia�. Che viene �da troppi anni di non scelte� e ora �ha bisogno di interventi tanto profondi da richiedere una vera e propria ricostruzione�.

            L’esempio pu� essere la Cina, le occasioni perse l�, e �ha ragione Massimo D’Alema: � il momento di "quagliare", per troppo tempo ci siamo solo preoccupati� ma senza poi fare nulla come sistema, �senza mai fare squadra: abbiamo cominciato appena due anni fa con il presidente Ciampi e quest’estate con Prodi�. E si pu� continuare. Parlare, per dire, di Alitalia (come chiede un altro lettore). �Comunque la si giri, � un brutto esempio per il nostro Paese. Per i governi — e sottolineo governi, al plurale — che ci sono stati, per i sindacati, per chi ha gestito l’azienda. Alitalia non pu� essere affrontata in un’ottica continua di assistenzialismi o salvataggi negativi. Se si trova una soluzione imprenditorialmente seria, bene. Altrimenti: errare humanum, perseverare diabolicum�.

            Diabolico, per Montezemolo, sarebbe perseverare ancora nelle �non scelte�. Per questo applaude, tra l’altro, al progetto di liberalizzazioni presentato da Francesco Rutelli: �Ottimo. Il consumatore, come la scuola, l’Universit�, la ricerca, devono essere al centro delle scelte. Dopo le speranze suscitate dal decreto Bersani, e siamo rimasti male quando il processo non � andato avanti, mi auguro che il nuovo piano non resti un dibattito interno alla maggioranza, dove ci sono forze che frenano�.

            Il vero nodo, quello attorno a cui ruota tutto, resta comunque ovviamente �la governabilit� del Paese�. Larghe intese? �Largo ai giovani�, intanto. E, fuor di battuta (che battuta tanto non �): �Servono decisioni urgenti e coraggiose. Serve una riforma dello Stato. Serve una riforma elettorale che consenta di ripristinare un bipolarismo serio, a doppio turno, che permetta l’alternanza. Serve cercare il consenso dopo, non prima. E la sede non � la piazza, dove vince chi urla di pi�: dev’essere un tavolo in cui le persone pi� responsabili di entrambi gli schieramenti si siedano per trovare accordi condivisi�. Doppio filone di richieste, a questo punto, dai lettori: �Non entri mai in politica�, �A quando la sua candidatura?�. Sorriso: �Oggi sono come non mai concentratissimo. Ma a fare l’imprenditore�.