“Governo” Ministeri contro ministeri

22/05/2006
    domenica 21 maggio 2006

    Pagina 5-Primo Piano

    OFFENSIVA DEL CENTRODESTRA I MAGGIORI PROBLEMI VENGONO DALLA FRANTUMAZIONE DEL WELFARE TRA LAVORO, SOLIDARIET� SOCIALE, FAMIGLIA

      Ministeri contro ministeri
      � il risiko delle competenze

        La moltiplicazione delle poltrone lascia molte incertezze

          Stefano Lepri

            ROMA
            �L’opposizione ha scelto il terreno della sua prima battaglia parlamentare: il decreto-legge che aumenta il numero dei ministeri…�: � una notizia di cinque anni fa, ma anche di ieri, a parti invertite. Ieri � stato Francesco Storace (An) a chiamare il centro-destra alla lotta, contro un decreto-legge �scritto malissimo� e nella stesura del quale �pi� di un ministro si � fatto gabbare�. Cinque anni fa era il centro-sinistra a denunciare la �fame di poltrone� degli avversari, che avevano elevato il numero dei ministeri dai 12 della riforma Bassanini a 14.

              Nel decreto-legge numero 1 del governo Prodi 2, un errore riconosciuto anche dagli autori c’� davvero. La spartizione delle competenze tra Lavoro e Solidariet� sociale non mette in chiaro chi si occupi di pensioni (vigilanza sull’Inps e altro); mentre da accordi politici risulta che toccher� al diessino Cesare Damiano (Lavoro) e non a Paolo Ferrero di Rifondazione comunista (Solidariet� sociale). Rispetto alla riforma Bassanini che a suo tempo, nel 1999, il centro-sinistra vant� come conquista di efficienza, al posto di un unico ministero del Welfare fra la riforma 2001 del centro-destra e l’attuale se ne sono prodotti tre con portafoglio, Lavoro, Salute e Solidariet� sociale, e uno senza, quello per la Famiglia.

                Un mutamento importante secondo i tecnici � il passaggio dagli Interni alla Presidenza del consiglio della disciplina delle funzioni degli enti locali. Tra i ministeri che ora sono diventati 18 pare non occorrano modifiche alla spartizione di ruoli tra Infrastrutture e Trasporti, resa evidente dal dissidio sul ponte di Messina. Antonio di Pietro, responsabile delle Infrastrutture, sostiene che la questione �� pi� semplice di quanto si pensi, soprattutto perch� i due ministeri erano divisi sino a pochi anni fa�: �Io mi occuper� di tutto ci� che deve essere costruito, non costruito e ben costruito. Il collega dei Trasporti si occuper� di tutto ci� che deve camminare, navigare, volare e quant’altro�.

                  Nella vecchia ripartizione tra Lavori pubblici e Trasporti-Navigazione, l’Anas ricadeva sotto il primo ministero; tuttavia tra i suoi svariati compiti c’� anche la gestione di una buona parte del sistema stradale, e la �circolazione dei veicoli e sicurezza dei trasporti terrestri� � elencata, nel decreto, tra le competenze del ministero dei Trasporti. Di Pietro � certo che la vigilanza sull’Anas spetti a lui, tanto che gi� circola voce che intenda commissariarla. Ai Trasporti un ministro neofita, il docente universitario Alessandro Bianchi (Pdci) sar� affiancato da un viceministro forte, Cesare de Piccoli (Ds).

                    Emma Bonino ha chiarito di essere ministro �uno e bino�, titolare di due distinti incarichi, uno con portafoglio, il Commercio internazionale, e uno senza, le Politiche europee, tra cui si impegna a realizzare �sinergie�. Tommaso Padoa-Schioppa, a quanto se ne sa, non ha nulla in contrario a guidare un ministero dell’Economia un po’ dimagrito rispetto a quello in cui Giulio Tremonti aveva accumulato enorme potere; ed � stato lui a insistere perch� Vincenzo Visco diventasse suo vice-ministro con delega alle Finanze. Ma nel passato in cui Tesoro e Finanze erano ministeri separati, si � costantemente creata una tensione tra i due ministri su quanto delle manovre di finanza pubblica fosse da affidare a nuove entrate e quanto ai tagli alle spese.

                      Tutta questa scomposizione e ricomposizione di uffici e dipartimenti sar� difficile portarla a termine a costo zero, come specifica a chiare lettere il testo del decreto-legge. Impossibile, secondo i sindacati, dai quali gi� domani partir� una richiesta di incontro urgente al governo: tanto per cominciare, perch� c’� un salario accessorio diverso da ministero a ministero, e potrebbero partire richieste di adeguamenti. Sono coinvolte �migliaia di persone�, con un �rischio di caos� dice il segretario della Funzione pubblica Cgil, Carlo Podda, mentre �nei contratti vigenti si prevede che le conseguenze delle riorganizzazioni siano oggetto di contrattazione tra le parti�.

                        Il gran garbuglio si complica con la ripartizione delle competenze interne ai ministeri nelle deleghe a viceministri e sottosegretari, principale argomento in vista per il consiglio dei ministri di venerd� prossimo. Ieri sera, la questione sembrava ancora in alto mare pressoch� dappertutto. Quanto a numero totale di poltrone, la centesima, in aggiunta alle 99 attuali (26 ministri, 9 viceministri, 64 sottosegretari) � gi� prevista, un viceministro per gli italiani nel mondo. E’ probabile che si arrivi a 101, uguagliando il record assoluto del settimo governo Andreotti, con un sottosegretario capace di seguire in Parlamento la legge finanziaria in autunno e di fare da cane da guardia delle spese tutto l’anno, una persona-chiave di cui Tommaso Padoa-Schioppa ha bisogno all’Economia e che non ha.