“Governo” «Mi piace la strada di Zapatero»

18/05/2006
    gioved� 18 maggio 2006

    Pagina 8 – Politica

    �Lavoro e precari
    mi piace la strada di Zapatero�

      Damiano: Legge 30 da riscrivere, via lo �scalone�
      La telefonata di congratulazioni di Epifani

        di Felicia Masocco / Roma

        IL PASSAGGIO DI CONSEGNE � per questa mattina in via Veneto, sede del ministero del Welfare che torna ad essere del Lavoro e della previdenza sociale. Roberto Maroni lascia il palazzo, entra Cesare Damiano il nuovo titolare che ieri ha giurato nelle mani del presidente della Repubblica. Nell’attesa della cerimonia, nel salone delle feste del Quirinale, il neoministro ha avuto un lungo colloquio con il collega dell’Economia Tommaso Padoa Schioppa. Due personalit� diverse e due ruoli diversi ma entrambi cruciali e sicuramente difficili nella legislatura appena battezzata. Entrambi sono chiamati a far dimenticare cinque anni di politiche economiche e del lavoro che hanno prodotto pi� danni che altro. �Sono emozionato e consapevole del ruolo che mi � stato affidato� ha detto l’ex sindacalista della Cgil dopo aver giurato.

        Il telefono non smette i squillare, arrivano decine e decine i messaggi di congratulazioni, dalle imprese, dal sindacato, dalla Cgil con il suo leader, Guglielmo Epifani, che sul nuovo ministro ribadisce la soddisfazione gi� espressa per Fausto Bertinotti presidente della Camera, �� un riconoscimento anche alla storia della nostra organizzazione�. Nel sindacato di Corso d’Italia Cesare Damiano ha trascorso quasi trent’anni da quando nel 1970 divenne delegato della Fiom. Un percorso terminato nel 2001 l’anno dell’ingresso nella segreteria Ds. In aprile l’elezione alla Camera, ieri l’incarico ministeriale.

        Il tempo di giurare e gi� piovono interviste. Il ministro Damiano disegna il canovaccio del lavoro che sta per iniziare. Sordo – e non pu� essere altrimenti – agli auspici del predecessore Maroni che gli ha augurato �di avere la forza di resistere sulla legge Biagi e sulla riforma del Tfr�, Damiano ha messo in fila quello che per lui va fatto: riprendere la concertazione, non abrogare la legge 30 ma riscriverla ispirandosi alla riforma di Zapatero, abolire lo scalone per le pensioni di anzianit�.

        �La riforma di Zapatero va nella direzione giusta – ha detto il ministro -. E cio� quella di diminuire la precariet� e di trasformare il lavoro da flessibile in stabile. Anche l’Italia, come la Spagna, dovrebbe incentivare le imprese che scelgono questa strada. Non si tratta di importare nel nostro paese i modelli degli altri, ma di tener conto delle esperienze estere positive, adattandole alla situazione nazionale�. �Non siamo per l’abrogazione della legge 30 – conclude -. La nostra idea � incentivare la stabilit� e scoraggiare la flessibilit� quando si trasforma in precariet�. Contrasto alla precariet� tenendo sempre al centro il programma dell’Unione ed evitare interpretazioni di parte delle diverse anime del centrosinistra. E sempre il programma gli servir� a confrontarsi con il sindacato che non nasconde le aspettative verso il nuovo titolare del Lavoro dopo cinque anni di monologo sociale. La legge 30 sar� un banco di prova: la Cgil ne chiede la cancellazione, Cisl e Uil sono per aggiustamenti. E poi ci sono le imprese.

        Anche sulla riforma previdenziale vanno rimesse le mani, quella del sistema previdenziale. �Una delle priorit� � quella di eliminare il cosiddetto scalone e tornare al sistema di uscita flessibile che c’era prima�, ha detto il ministro. Quanto a modificare le nuove norme sul Tfr, Damiano taglia corto: �Non � una priorit�. Lo � invece il ritorno alla concertazione, �sar� un punto centrale� garantisce il ministro. Inizia il consiglio dei ministri mentre si moltiplicano i commenti sul nuovo governo. Dalla Cisl il leader Raffaele Bonanni fa sapere che �vigiler� affinch� non si creino corsie preferenziali o primazie. Il rapporto preferenziale deve essere con l’intero corpo sindacale e con le singole organizzazioni�. Ottimo suggerimento dopo che il vecchio governo ha fatto di tutto per mettere nell’angolo la Cgil. �Saremo molto attenti al ruolo superpartes del nuovo ministro del Lavoro�, promette Bonanni. Meno algido, il leader della Uil Luigi Angeletti, dice che il ministro �� partito con il piede giusto�. �� una persona competente, equilibrata�, riconosce il presidente di Confindustria Luca di Montezemolo. Infine la Cgil. �Conosciamo Damiano, ha grande esperienza sindacale e politica. La valutazione � positiva – afferma Marigia Maulucci -. Per� vedremo i fatti�.