“Governo” L’Ulivo paga le divisioni (R.Mannheimer)

08/11/2006
    mercoled� 8 novembre 2006

    Pagina 14 – Politica

      DATI A CONFRONTO

      Premiato il centro.
      L’Ulivo paga le divisioni

        di Renato Mannheimer

          L’ esito delle elezioni regionali del Molise pu� essere davvero interpretato come un segnale di crisi per il centrosinistra? Va considerato un nuovo indicatore delle difficolt� in cui sembra muoversi la coalizione guidata da Prodi, dopo i sondaggi che hanno mostrato un progressivo calo di consensi?

          L’ipotesi � degna di attenzione. In fondo, anche in occasione dell’esperienza precedente di governo del centrosinistra, il trend negativo che port� poi alla sconfitta del 2001 inizi� da una serie di insuccessi elettorali a livello locale che invertiva una fase precedente caratterizzata da continue vittorie.

          La verifica di un assunto del genere richiede l’analisi approfondita dei dati di queste ultime consultazioni. Che, come si sa hanno visto la riconferma del candidato espresso dal centrodestra. In misura per� meno netta rispetto al 2001. In entrambe le province, infatti, l’insieme dei voti ottenuti dal centrodestra � comunque inferiore a quanto rilevato cinque anni fa: un’erosione pi� accentuata nella provincia di Isernia, dove peraltro la Cdl � tradizionalmente pi� forte. � qui che si rileva anche una diminuzione pi� intensa dei consensi personali al Presidente, anch’egli eletto con percentuali inferiori alla volta precedente. L’andamento dei singoli partiti, suggerisce che il calo, rispetto alle regionali precedenti, � imputabile in parte alla mancata tenuta di alcuni componenti del segmento di elettorato che aveva votato per Ccd/Cdu e, al tempo stesso, alla caduta di appeal della forza principale del centrodestra: FI, che peraltro, subisce una perdita assai rilevante anche rispetto alle politiche del 2006. Nell’insieme � ragionevole ritenere che questa erosione sia dovuta, tra gli altri fattori, anche all’influenza delle elezioni nazionali che videro, come si sa, la vittoria del centrodestra nel 2001 e quella del centrosinistra del 2006.

          Sin qui, dunque, parrebbe che, malgrado la conferma della sua supremazia, sia il centrodestra ad avere subito un’erosione. Ma, � opportuno comparare gli ultimi risultati con le consultazioni pi� recenti. Come si sa, il confronto tra elezioni di diverso tipo presenta molti rischi di interpretazione: mutano il ruolo del candidato, il senso di partecipazione da parte della popolazione e la stessa campagna elettorale. Ci� nonostante, il raffronto pu� suggerire qualche considerazione, tenuto conto del fatto che ad aprile il centrosinistra aveva comunque vinto, seppur di poco, nel complesso della regione (ma il risultato si deve alla provincia di Campobasso, poich� la Cdl ha ottenuto, come sempre, pi� voti in quella di Isernia). Rispetto al voto di pochi mesi fa, dunque, assistiamo ad un calo significativo del centrosinistra. Esso ha riguardato in particolare Ds e Margherita che, presentandosi separatamente, hanno ottenuto, nel complesso, meno voti di quanti erano riusciti a conquistare assieme, come Ulivo, alle politiche. Al solito, il centrosinistra tende a perdere di pi� se si propone in maniera non unitaria.

          In definitiva, anche questa consultazione conferma come le due province molisane siano in buona misura politicamente diverse tra loro: quella di Isernia, in particolare, �, per vari motivi, relativamente pi� �mobile�. Vi sono per� alcuni trend comuni. In primo luogo, vi � la tenuta – in certi casi della crescita – delle forze che, in entrambi gli schieramenti, si collocano al centro. A qualcuno � sembrato di vedere, al riguardo, l’indicazione di un ulteriore rafforzamento del processo di �democristianizzazione� della regione. Inoltre, in entrambe le province si verifica — al solito, in misura maggiore ad Isernia — l’erosione del centrosinistra. Forse non si tratta di un segnale �forte�, immediatamente proiettabile sul piano nazionale. Ma, certo, l’insieme dei dati sembra suggerire che il caso molisano non possa non essere considerato come un ulteriore elemento di un trend in atto gi� da diverse settimane. Del quale � impossibile prevedere gli esiti.