“Governo” Lo sfogo del premier: «Ma come si fa a parlare così?»

24/05/2006
    mercoled� 24 maggio 2006

    Pagina 2 – Primo Piano

    TENSIONE – IL PROFESSORE AI SUOI HA DETTO CHE QUESTE COSE NON DEVONO PI� SUCCEDERE

      Lo sfogo del premier
      �Ma come si fa a parlare cos�?�

        retroscena
        FABIO MARTINI

          ROMA
          Lass�, dagli scranni dell’opposizione stanno piovendo pietre verbali dure, ma fanno parte del gioco. Seduto al centro del banco del governo, Romano Prodi alterna appunti, finte distrazioni, risposte al telefono. Ma il Professore cambia espressione, non sotto l’incalzare delle critiche pi� puntute e personalizzate, ma soltanto quando lo informano dell’ultima esternazione di un membro del suo governo: il viceministro Vincenzo Visco che ha appena detto la sua sulle tasse che verranno. Il tempo di apprendere bene le parole esatte usate dal vice di Padoa-Schioppa all’Economia e Prodi si rivolge a Francesco Rutelli, seduto al suo fianco: �Ma come si fa?�. Poi bisbiglia qualcosa di indecifrabile che a prima vista non sembrerebbe un apprezzamento. In pubblico il Presidente del Consiglio non dir� nulla circa l’esternazione del suo viceministro, anche perch� – un’ora prima – arrivando alla Camera era stato proprio Prodi a predicare sobriet� ai suoi ministri.

            Ma nei giorni precedenti la raffica di espressioni verbali di alcuni ministri del governo Prodi aveva prodotto tali effetti – in Borsa, nella maggioranza stessa, forse sugli elettori – che l’esternazione di Visco ha finito per catalizzare malumori di varia natura nella maggioranza. Certo, l’ex ministro delle Finanze nel primo governo Prodi � noto alle cronache politiche per la ruvidezza di alcune espressioni, l’ultima delle quali – durante la campagna per il Quirinale – ha fatto un certo effetto: �Un no a D’Alema? Non credo sarebbe indolore per l’Unione�. Parole minacciose cui era seguito, alcune ore pi� tardi, il declino della candidatura presidenziale di Massimo D’Alema.

              Ma nelle chiacchiere del Transatlantico, assieme alle deplorazioni di maniera delle esternazioni del viceministro, qualcuno prova a spiegarle. Dice Lanfranco Turci, oggi nella Rosa nel Pugno e per anni compagno di partito di Visco: �Delle due, l’una. O ha fatto quelle dichiarazioni per mostrare che lui ha gli attributi, che lui conta in un ministero che � in mano ad una figura di prestigio come Padoa-Schioppa. Oppure � la proverbiale imperizia politica di Visco, quella stessa che nel Pds di 15 anni fa ci faceva dire: “Ci sono tre personaggi che non salutano la politica perch� non la conoscono: Franco Bassanini, Luigi Berlinguer e Vincenzo Visco…�.

                Ma oltre ai dubbi sui perch� di quella sortita, quel che preoccupa il �popolo� parlamentare dell’Unione � l’effetto sull’opinione pubblica. Dice Ermete Realacci, battitore libero della Margherita: �Questo � un Paese che devi fare respirare, nel quale devi suscitare energie positive. E invece sembra prevalere la voglia di apparire, lo scarso senso di squadra…�. Dice il sottosegretario all’Economia il verde Paolo Cento: �Non mi sembra una grande idea quella di mettere paura alle famiglie. Il buco � serio, ma non si pu� farlo pagare a chi non ne � responsabile�. Dice Pino Pisicchio, dell’Italia dei Valori: �Un doppio autogol: si deprime la Borsa, si eccitano gli avversari. Serve una moratoria delle parole�.

                  Ancora pi� severo il segretario dei Radicali italiani Daniele Capezzone: �Un pessimo segnale: peggio delle tasse, c’� solo l’incertezza sulle tasse. Che ricomincino prospettazioni e ipotesi vaghe sulla introduzione di nuove forme di tassazione, mi pare un modo di ricreare il clima che stava per far perdere all’Unione le elezioni�. Cerca di sdrammatizzare Angelo Rovati, dello staff pi� stretto di Prodi: �Visco ha parlato “soltanto” di successioni e rendite? Fortuna che non ci ha messo pure i Bot!�.