“Governo” Le lobby pronte al grande agguato

06/07/2006
    gioved� 6 luglio 2006

    Pagina 4 – Economia & Lavoro

    ONOREVOLI PROFESSIONISTI DIETRO LA RIVOLTA DEL TASSAMETRO SI MUOVONO NOTAI, MEDICI E FARMACISTI

      Le lobby pronte al grande agguato

      retroscena
      PAOLO BARONI

        ROMA
        Se i taxisti fanno da testa d’ariete delle categorie in rivolta contro il decreto sulle liberalizzazioni � evidente che il governo ha tutto l’interesse a tenere duro e a concedere loro poco o nulla. I blocchi, le proteste e per certi versi anche una buona dose di violenze, probabilmente, Bersani e Prodi l’avevano anche messa in conto conoscendo un po’ questa categoria e i suoi referenti politici, con l’area pi� populista di An che soffia sul fuoco. Dunque non solo non si cede, ma non ci si deve nemmeno far distrarre: mentre i taxisti sfilano in piazza e mettono a soqquadro le citt�, le lobby ben pi� potenti dei notai e degli avvocati, dei banchieri come delle assicurazioni, lavorano sotto traccia.

          Ognuno muove le sue pedine e le sue conoscenze, fa pressione sui ministri di riferimento (Giustizia, Sanit�, ecc.), attiva i suoi terminali in Parlamento. �Adesso ci fa impressione vedere i taxi che bloccano le citt� – spiegano al ministero di via Veneto – per� noi dobbiamo stare attenti soprattutto a quello che succeder� in Parlamento, alla parolina inserita all’ultimo minuto che pu� stravolgere interi pezzi del decreto�.

            Il ministro dello Sviluppo economico Pierluigi Bersani in questi giorni lo sta ripetendo in tutte le sedi, dagli schermi della tv al Parlamento, il decreto non si ritira (�ci mancherebbe: non scherziamo!�) e non si trasforma in disegno di legge. Si pu� integrare, modificare, correggere: questo s�. Ma solo se serve a migliorare, non certo per annacquarlo. Sulla stessa linea molte altre prese di posizione venute dall’interno dell’esecutivo (Amato, Nicolais, Bonino, Santagata) e dalla maggioranza.

              Ordini professionali e associazioni, assorbito il primo shock, ora stanno preparando la controffensiva. Per tutti vale innanzitutto la scusa della �mancata concertazione�, in realt� poi dentisti e veterinari contestano soprattutto le norme sui pagamenti degli onorari che vietano i versamenti in contanti. Le assicurazioni hanno gi� fatto sapere che l’abolizione dell’agente monomandatario produrr� disastri, mentre le banche per ora non si muovono ma solo perch� aspettano che Corrado Faissola prenda la guida dell’Abi (la settimana prossima), e poi anche loro partiranno lancia in resta.

                Avvocati e notai, assieme ai farmacisti, in questa fase sono i pi� combattivi. E in Parlamento si sono gi� fatte sentire le loro avanguardie. Primo fra tutti Alfredo Biondi, avvocato di grido e presidente del Consiglio nazionale di Forza Italia: �Bersani � un recidivo – proclama – col suo decreto vuol solo mercificare la libera professione forense�. Paolo Frassinetti, avvocato e deputato di An: �Si rischia di stravolgere l’intero sistema delle libere professioni: in Parlamento daremo battaglia�. Ieri An ha deciso di avviare una �campagna di ascolto con ordini e categorie� partendo dai farmacisti. In loro aiuto, per�, in questi giorni erano gi� scesi in campo l’Udc Maurizio Ronconi, l’ex presidente della Commissione sanit� del Senato Antonio Tomassini di Forza Italia e la sua collega di partito Chiara Moroni, vicepresidente del gruppo alla Camera.

                  Daniele Capezzone, segretario dei Radicali italiani e presidente della Commissione attivit� produttive della Camera, mette in guardia dai possibili agguati: �Praticamente un terzo di deputati e senatori � iscritto ad un ordine o ad un albo professionale. A parole sono tutti liberisti, ma ovviamente nessuno vuole che si tocchi il suo giardino, la sua casa o le sue cose�. I numeri parlano chiaro: su 952 parlamentari ben 274 viene dal mondo delle professioni. Il gruppo pi� numeroso � quello degli avvocati, 110 in tutto, con un picco del 16% tra le fila di Forza Italia. I giornalisti sono 93, 45 i medici (che potrebbero far da sponda ai farmacisti), seguiti da 16 commercialisti, 6 architetti e 4 geometri. �E’ vero, tra noi parlamentari ci sono tanti professionisti – spiega Michele Vietti, avvocato civilista dell’Udc e padre di una riforma incompiuta delle professioni quando era sottosegretario alla Giustizia – ma quando si entra in Parlamento occorre tradurre gli interessi di cui siamo portatori in un interesse collettivo superiore�.

                    I consumatori non si fidano e per questo gi� luned� scorso hanno chiesto a Bersani di blindare la riforma mettendo la fiducia. Bersani ci sta pensando? Per ora il ministro dichiara di rimettersi �alla sovranit� del Parlamento� e assicura che �un pool� all’interno del governo �presidier� la materia, poi si vedr�. La Cgil gli fa da sponda: �il governo non deve cedere un millimetro di fronte alle corporazioni – dichiara Marigia Maulucci -. Resistere, resistere, resistere!�.