“Governo” L’Antitrust: «Non cediamo alle lobby»

12/07/2006
    mercoled� 12 luglio 2006

    Pagina 4 – Economia/Oggi

    L’Antitrust: �Non cediamo alle lobby�

      L’appello del presidente Catrical�: gli interessi corporativi non devono frenare il Paese

      di Bianca Di Giovanni / Roma

      RESISTERE �Gli interessi corporativi cercano spesso la complicit� del potere politico. Gli enti regolatori devono resistere alle pressioni delle lobbies, altrimenti potrebbe diffondersi la sensazione dell’inutilit� di ogni sforzo�. Parole chiare, quelle del presidente dell’Antitrust Antonio Catrical�, pronunciate davanti al presidente della Repubblica in occasione della relazione annuale: non bisogna fermarsi sul cammino di una maggiore apertura di alcuni servizi.

      Il richiamo � alla politica, affinch� resista a pressioni indebite magari sul decreto appena varato. Catrical� parla proprio mentre gli esponenti di molte associazioni toccate dale misure della manovra-bis sfilano in Senato per chiedere (legittimamente) ciscuna un occhio di riguardo. Il garante lo sa, ma non recede dal suo appello. Anzi, la sua posizione si fa pi� forte nel pomeriggio, quando tocca a lui riferire in Senato sul decreto Bersani. �Va nella giusta direzione – dichiara – ma bisogna continuare�. Tradotto: � anche troppo soft. Persino sui taxi, che hanno protestato, il garante chiede pi� coraggio con la liberalizzazione delle tariffe.

      Nella relazione annuale il garante della concorrenza definisce la concorrenza un �bene da difendere� in un’ottica della tutela dei consumatori. �La strada � in salita- avverte il presidente – ma non possiamo permetterci il lusso di non cercare soluzioni, di non fare fronte comune per migliorare il nostro destino�. �� un incoraggiamento molto forte alle politiche che stiamo portando avanti�, commenta il ministro per lo Sviluppo economico.

      Riferendo sul lavoro svolto, il garante rivela che dal primo gennaio di quest’anno ad oggi sono state decise sanzioni per un valore complessivo di 668 milioni di euro. Ma la filosofia di Catrical� va oltre la sanzione. Tra queste anche quella da 100.794 euro alla Cogeban, il consorzio di banche che gestisce il pagobancomat, per non aver rispettato una delibera che imponeva di rendere utilizzabili i Bancomat di pi� banche per i servizi di pagamento nella grande distribuzione. �Per l’Autorit�, che ha irrogato una sanzione pari al 2,5% del fatturato, l’inottemperanza di Cogeban impedisce agli esercenti convenzionati di adottare soluzioni informatiche potenzialmente in grado di ridurre i costi di partecipazione al circuito di pagamento Pagobancomat e dell’intero sistema dei pagamenti, con benefici anche per gli utilizzatori finali�, spiega una nota.

      Le multe certamente servono, ma l’obiettivo dell’Autorit� � un altro: l’effettiva correzione delle storture del mercato. E le storture compaiono in tutti gli ambiti della vita quotidiana. Restando alle banche, il garante nota come il decreto Bersani finalmente interviene contro quel �privilegio� degli istituti italiani di variare a piacimento le condizioni contrattuali, senza un giustificato motivo. Per Catrical� �� un primo passo� in risposta �alle molte lettere di protesta dei risparmiatori� inviate all’Autorit�. �Lo Stato non deve deluderli�, continua il garante, con una sorta di appello al Parlamento affinch� non modifichi quella norma. Ancora sulle banche. Dopo l’entrata in vigore della nuova legge sul risparmio �alcuni istituti hanno annunciato l’eliminazione del costo di chiusura dei conti stessi�. Ma il successo � stato effimero, perch� l’iniziativa in alcuni casi si riferisce solo ai nuovi conti. La gestione dei conti � ancora tanto poco chiara da rendere difficile per i consumatori orientarsi.

        Bene per Catrical� anche la misura sui farmaci adottata dal decreto Bersani, anche se �il settore necessita ancora di modifiche� per incentivare la vendita di farmaci generici e confezioni monodose. Operazione riuscita, invece, quella sul latte in polvere in cui si riscontrano abbassamenti del prezzo di oltre il 25%, con �picchi� del 35% per la fascia di prezzo pi� bassa, con un risparmio per le giovani coppie di oltre 40 milioni di euro. Ancora troppe barriere per l’accesso alle professioni, con praticantati tanto lunghi da demoralizzare i giovani. Sul fronte delle aziende, passi avanti dell’Eni nella distribuzione del gas, e di Terna fuori dal conflitto di interessi.