“Governo” La tela di Napolitano tra governo e Cdl

10/11/2006
    venerd� 10 novembre 2006

    Pagina 6 – Interni/la manovra d’autunno

    LA LINEA DEL COLLE SEMPRE ISPIRATA AL CONFRONTO FRA GLI SCHIERAMENTI

    La tela di Napolitano
    tra il governo e la Cdl

      Pressing dal Quirinale contro il voto �blindato�

        retroscena
        PAOLO PASSARINI

          ROMA
          Il Presidente della Repubblica segue con �attenzione costante� lo sviluppo del dibattito parlamentare sulla Finanziaria. E’ compiaciuto del fatto che la maggioranza stia, almeno finora, accogliendo la sua raccomandazione a non chiudersi in se stessa. Ma ricorda che il suo appello, quello contenuto nel discorso pronunciato il 27 ottobre scorso durante la cerimonia per i nuovi Cavalieri del Lavoro, era rivolto a entrambi gli schieramenti politici. E aspetta di vedere se l’opposizione far� la sua parte senza offrire un’alibi alla maggioranza per porre la fiducia anche alla Camera dei Deputati, dove, almeno sulla carta, ha un buon margine. Giorgio Napolitano considera la vicenda di questa Finanziaria di estrema delicatezza, sia per quanto riguarda il rapporto tra la politica e il Paese, sia per gli effetti che potrebbe avere sull’evoluzione di una legislatura in equilibrio precario.

          Linea istituzionale
          L’auspicio espresso ieri da Fausto Bertinotti a proposito di �un concorso tra maggioranza e opposizione� costituisce una corretta declinazione della linea �istituzionale� impostata dal Presidente della Repubblica per questa legislatura: favorire il confronto sempre e comunque, pur nella distinzione dei ruoli tra maggioranza e opposizione. Del resto, il presidente della Camera, come il suo omologo al Senato, Franco Marini, � in contatto permanente con il Quirinale. Anche Marini, parlando lo scorso 29 ottobre alla presentazione dell’ultimo libro di Bruno Vespa, invit� le due parti politiche a �cercare punti d’incontro mediando tra le posizioni degli uni e degli altri�.

          Ma i contatti tenuti da Napolitano in questi giorni non sono soltanto di natura istituzionale. Il Presidente ha innanzitutto una linea aperta con il governo, come � ovvio. I suoi rapporti con Romano Prodi sono formalmente buoni, anche se hanno lievemente risentito di qualche sospetto reciproco. Il premier a un certo punto ha temuto che Napolitano, preoccupato per la fragilit� dell’attuale maggioranza, coccolasse l’idea di un governo di grandi intese. E Napolitano, nel famoso pranzo del 18 ottobre al Quirinale, quello in cui gli raccomand� di tenere aperto �il confronto�, non nascose a Prodi di pensare che mettere la fiducia alla Camera equivaleva a confessare una mancanza di leadership nella maggioranza.

          Quello che � successo dopo � noto. In pi� di un’occasione Napolitano ha assicurato di non auspicare �compromessi confusi�, come ha detto alla cerimonia per i Cavalieri del Lavoro. E Prodi sta cercando di convincere la maggioranza a rinunciare ai troppi emendamenti, che legittimando gli emendamenti dell’opposizione, finirebbero per produrre come esito scontato la fiducia. Napolitano ha colto il segnale e approva �lo sforzo della maggioranza per costruire il confronto�. Nel frattempo, mantiene i contatti soprattutto con il sottosegretario Enrico Letta, con il quale ha stretto un rapporto molto cordiale.

          Uno sforzo comune
          Per quanto riguarda la necessit� di costruire le condizioni per il confronto, Napolitano, sempre nel discorso del 27 ottobre, parl� di �uno sforzo che si richiede all’una e all’altra parte�. E aggiunse: �Continuer� a sollecitarlo con equilibrio e convinzione, non rinunciandovi di fronte a qualsivoglia difficolt� e incomprensione�. E in questi giorni il Presidente, con la necessaria discrezione, sta proprio applicando quanto da lui stesso annunciato, mantenendo contatti regolari anche con un certo numero di esponenti della maggioranza e dell’opposizione.

          Insomma, pur non entrando nel merito delle questioni, sulle quali legittimamente le parti si dividono, Napolitano continua pervicacemente a svolgere il suo compito di �indirizzo�, convinto della sua necessit� in questa legislatura e, pi� in generale, per portare il Paese verso forme di �alternativa� pi� civili.