“Governo” «La lobby non la spunterà»

20/07/2006
    gioved� 20 luglio 2006

    Pagina 8 – Politica

      LA SERRATA DECRETO APERTO A QUALCHE MODIFICA �PURCH� NON SI TOCCHINO GLI OBIETTIVI DELLA RIFORMA�. INTANTO MONTA LA PROTESTA DI DIRIGENTI PUBBLICI E BANCHE

        Farmacisti in piazza
        Il governo: �La lobby non la spunter�

          Bersani: �Fanno pressione in Parlamento
          ma capiranno che non stiamo scherzando�

            Alessandro Barbera
            ROMA

              Chiusa la vertenza dei taxi, � l’ora delle farmacie. In attesa di trovarle nei supermercati, per chi aveva bisogno di medicine ieri � stato un giorno di disagi. Sciopero nazionale degli esercenti e manifestazione (pacifica) davanti a Palazzo Chigi per protestare contro il decreto Bersani che liberalizza i farmaci �da banco�, vale a dire quelli senza obbligo di prescrizione. Cinquecento persone in camice bianco hanno distribuito volantini contro una norma che a loro dire �non � in favore di alcun interesse ma a tutela della salute dei cittadini�. Nel resto d’Italia (esclusi i ligi trentini e quelle di turno per legge) le farmacie hanno abbassato le saracinesche. Federfarma ha stimato quindicimila persone in sciopero, pari a circa il 90% dei titolari delle sedicimila farmacie italiane. Nel settore c’� per� anche chi sostiene Bersani. Hanno lavorato regolarmente le farmacie comunali, sono d’accordo con il decreto Federdistribuzione e il movimento �liberi farmacisti� dei dipendenti non titolari di licenza. �Bersani pi� coraggio�, si leggeva in un cartello appeso al collo di uno di loro. A difesa del provvedimento sono scesi in piazza anche i consumatori raccogliendo quarantamila firme. La discussa chiusura del tavolo con i tassisti ha convinto molti che il governo ceder� con le altre lobby colpite dal decreto. Bersani rassicura: �Avvocati, notai e farmacisti hanno gruppi di pressione potenti in Parlamento. Ma capiranno che non stiamo scherzando�.

                Emendamenti. Il ministro dello Sviluppo economico ha voluto comunque lanciare un segnale di disponibilit� ai farmacisti. �Mi accorgo della preoccupazione su un’eccessiva concentrazione dell’offerta�, �l’importante � che non si tocchino gli obiettivi veri della riforma� aveva detto la mattina. Nel pomeriggio l’impegno si � tradotto in un emendamento accolto in commissione Bilancio al Senato: ogni societ� non potr� aprire pi� di quattro farmacie per provincia. La vendita delle medicine al supermercato dovr� avvenire con �l’assistenza� oltre che alla presenza di un farmacista. Gli eredi dei titolari avranno due anni di tempo dalla morte per decidere se proseguire o meno l’attivit�. Oggi lo possono fare entro i trent’anni o dieci dalla morte, mentre la prima versione del decreto dava a disposizione un solo anno. Infine i negozi e i supermercati dovranno comunicare la lista dei farmaci che intendono vendere al pubblico. �In parte le modifiche ci soddisfano�, commenta il segretario Nazionale di Federfarma Franco Caprino.

                  Dirigenti. Dalla Commissione Bilancio arrivano brutte nuove per i dirigenti pubblici. La spesa complessiva per i loro incarichi dovr� scendere almeno del 10%. Accantonato l’emendamento che rivedeva le regole sullo spoil system, � stato prorogato di un anno il termine per la cosiddetta attivit� �intramoenia� dei medici nelle strutture pubbliche. Nel pomeriggio sono stati accantonati gli emendamenti all’articolo due sugli avvocati. �Sono necessari approfondimenti�, spiega il relatore Natale Ripamonti. Delle modifiche si sarebbe tornati a discutere in nottata.

                    L’Abi protesta. In queste ore in Parlamento � un susseguirsi di richieste per rivedere qua e l� il decretone. All’Abi non � andata gi� la norma che obbliga le banche a far coincidere i tempi entro i quali adeguare tassi attivi e passivi.

                      L’intenzione del governo � quella di evitare che le banche siano molto rapide nell’adeguare i primi e non i secondi. L’Associazione banciaria ha scritto una lettera a Prodi, Bersani e Padoa-Schioppa spiegando che si tratta di una norma �inaccettabile e incomprensibile� che introdurrebbe una sorta di regime di prezzi amministrati. Contro la protesta di avvocati e tassisti ieri � intanto intervenuta la Commissione per il diritto allo sciopero aprendo un procedimento per violazione della regola del preavviso e per la mancata effettuazione delle prestazioni minime.