“Governo” La furia del Professore

20/09/2006
    mercoled� 20 settembre 2006

      Pagina 3- Primo Piano

      IL PREMIER ANNULLA LA CONFERENZA STAMPA A NEW YORK E SI SFOGA CONTRO IL PRESIDENTE DELLA CAMERA: VA BENE, VADO IN AULA MA QUESTO CASINO � BASATO SU SCIOCCHEZZE

        La furia del Professore
        �La maggioranza mi ha lasciato solo�

          �Trascinati dalla febbre della panna montata�
          E subito dopo scontro al telefono con Bertinotti

            retroscena
            AMEDEO LA MATTINA

              ROMA
              �Anche la maggioranza si � fatta contagiare dalla febbre della panna montata�. Era una furia Romano Prodi quando di prima mattina a New York (in Italia era circa le 14) gli � arrivata la telefonata di Vannino Chiti da Roma. Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, con un certo imbarazzo, lo informava che alla riunione dei capigruppo non era passata la proposta di mandare in aula Paolo Gentiloni per rispondere sul caso Telecom. �Sai Romano, Bertinotti ha dato ragione al centrodestra, ha detto che sarebbe stato meglio che venissi tu in Parlamento e alla fine mi ha chiesto di sentirti…�.

                Apriti cielo! Raccontano che Prodi abbia usato espressioni non riferibili, poco lusinghiere. Per evitare di rispondere ai giornalisti, ha annullato la conferenza stampa che aveva organizzato la delegazione italiana all’Onu. E si � attaccato al telefono: si � fatto chiamare il presidente della Camera. �Mi avete lasciato solo. Ma lo capisci – ha urlato Prodi – che si tratta di un processo contro di me, una montatura per mettere in difficolt� il governo? E’ inaccettabile�. �No, no, senti Romano – gli ha risposto Bertinotti – � proprio per rafforzare il governo che devi venire in aula. E’ impensabile sottrarsi in questo momento. Se non vieni andiamo a uno scontro frontale con l’opposizione, alla vigilia della Finanziaria. E l’aula diventerebbe ingestibile…�. La telefonata aveva preso una brutta piega: sembrava un dialogo tra sordi. �Va bene – ha tagliato corto Prodi alla fine – visto che sta venendo gi� il Palazzo, vado io in Parlamento a dire che questo casino � basato su stupidaggini. Ma non prima della Finanziaria�. Bertinotti ha per� insistito: �Ma cos� non cambia nulla, il problema rimane, l’opposizione minaccia di disertare l’aula e anche nella maggioranza non c’� compattezza�. �Ho capito, ti faccio sapere il giorno che sono disponibile�, ha concluso il presidente del Consiglio. Che ha chiamato Chiti e ha stabilito la data del 28 settembre. Data che lo stesso Prodi ha comunicato a Bertinotti.

                  Quello che per� il premier non ha detto al presidente della Camera � stato dove avrebbe fatto l’informativa: a Montecitorio o al Senato? Di questo hanno ragionato ieri a Palazzo Chigi. E il suggerimento del sottosegretario Enrico Letta � stato quello di andare a Palazzo Madama. La motivazione ufficiale era che la prima richiesta di discutere sulla vicenda Telecom era venuta dal Senato. Ma la vera ragione era quella di dare uno �schiaffo� a Bertinotti per ripagarlo della sua �mossa del cavallo� che ha spiazzato la maggioranza. Ma anche il capogruppo del Senato del Prc Russo Spena, che alla riunione con i suoi colleghi continuava a battersi per imporre alla Cdl il nome di Paolo Gentiloni. Senza sapere che il suo leader aveva fatto la sua mossa. �La mossa del cavallo? S�, del cavallo di Troia�, � stato il malizioso commento di un autorevole capogruppo dell’Unione che partecipato ieri mattina all’incontro con Bertinotti.

                    A quell’incontro, il presidente della Camera ha detto che sarebbe stato meglio sentire il premier, proponendo di far slittare tutto l’indomani. Dario Franceschini gli ha passato subito un bigliettino con su scritto: �ma cos� tieni Prodi sulla graticola per 24 ore�. Cos� alla fine si � accelerato. Ma il �danno� era stato gi� fatto. E l’irritazione nei confronti del Subcomandante Fausto � arrivato alle stelle. �Non possiamo farci dettare l’agenda dall’opposizione – ha spiegato Gianclaudio Bressa, vicecapogruppo dell’Ulivo – Bertinotti cede troppo: fa il galantuomo ma non ha capito come gestire l’aula�.

                      Per la maggioranza la poltrona della presidenza della Camera ha la �maledizione di Narciso�. Lo ha ammesso lo stesso Ignazio La Russa, riferendosi anche Pierferdinando Casini. A Mauro Fabris dell’Udeur, dopo la riunione dei capigruppo, ha detto: �Lo so che non ve l’aspettavate da Bertinotti, ma quella poltrona fa male a tutti�. �Certo – ha chiosato Riccardo Villari – c’� anche questo. Ma lui � entrato a gamba tesa per orientare la politica industriale sul versante statalista. Non resiste al richiamo della foresta�. Gi�, � questo il sospetto che serpeggia tra le fila degli alleati: il leader del Prc vuole tagliare l’erba sotto i piedi alle politiche liberiste dell’Ulivo. Ma c’� un altro aspetto da considerare: l’iniziativa di Bertinotti � stata possibile anche perch� l’Unione non � stata granitica. Basti pensare che ieri alla riunione dei capigruppo del Senato, la Finocchiaro si spendeva per Gentiloni, mentre Angius sosteneva che doveva venire Prodi. Ora Prodi verr� in aula, alla Camera visto che al Senato l’Unione si � fatta battere dalla Cdl. E per mettere la toppa Piero Fassino dice che non � accettabile �il terreno strumentale del centrodestra al quale non ha interesse a discutere del futuro della Telecom ma vuole solo fare cagnara e attaccare Prodi�.