“Governo” Il premier: «Clima incivile, pagheremo tutti il degrado»

11/12/2006
    luned� 11 dicembre 2006

    Pagina 3 – Interni

      IL COLLOQUIO

      Quando � successo ho pensato che non dovevo farmi intimidire. Non sono stato al loro gioco"

        Il premier: "Clima incivile
        pagheremo tutti il degrado"

        Ho visto un muro, era tutto organizzato"

          la finanziaria
          Colpa della Finanziaria?
          No, della propaganda.
          La sinistra ha le sue colpe
          ma sono infinitamente inferiori
          a quelle dell�altra parte

            tutto organizzato
            Erano venti persone, non di pi�:
            e mi aspettavano. Tutto era
            organizzato, non ho il minimo dubbio.
            Ecco il senso politico della contestazione

              �Amareggiato? No, non � la parola giusta. Piuttosto preoccupato, questo s�. Ma non per me: per il Paese. Perch� questo sta diventando un Paese incivile, e alla fine il degrado lo pagheremo tutti. Chi pensa il contrario si illude. Attenti a seminare vento�.

              Fischi contro il premier, e proprio a Bologna. Cosa sta succedendo? Romano Prodi � a casa, in serata e non ha nemmeno rivisto ancora in televisione le immagini della contestazione che lo ha accolto al Motor Show. Perch�?

              �Non ho bisogno di rivedere niente, per capire cosa � successo. E� tutto molto chiaro, almeno per me. Erano venti persone, non di pi�: e mi aspettavano. Tutto era organizzato, non ho il minimo dubbio. Ecco il senso politico della contestazione�.

              Dunque secondo lei non c�era niente di spontaneo, ma tutto era preparato a tavolino?

                �Ripeto non ho dubbi in proposito. E non ha dubbi chi era con me e ha visto come sono andate le cose. Conosco il dissenso, le critiche, la discussione anche aspra. Questa era un�altra cosa, di un�altra pasta�.

                Come fa a esserne cos� sicuro?

                  �Perch� li ho visti con i miei occhi. E sa quando? Prima ancora di arrivare. Mi aspettavano, gliel�ho detto. Erano schierati in attesa, pronti. Presidente, mi ha detto un uomo della scorta, cos�� quel muro laggi�? Ho guardato, e ho capito subito. Era proprio un muro, uno sbarramento. Per bloccarmi e per fischiarmi�.

                  Ma dicono che l�organizzazione fosse impossibile, perch� nessuno sapeva della sua visita al Motor Show. E allora?

                    �Scherza? Lo sapevano tutti, almeno a Bologna. Hanno avuto il tempo di passare parola, hanno avuto modo di raccogliersi in gruppo e di schierarsi. Un piccolo gruppo, intendiamoci. Venti persone in tutto. Ma bastano per creare un caso, e lo capisco benissimo. Anzi, l�ho capito fin dal primo momento, dalla prima occhiata�.

                    E che cosa ha pensato?

                      �Che non dovevo cambiare n� programma n� percorso. Non dovevo farmi intimidire. Io dovevo andare avanti, e fare ci� che avevo deciso. Loro facessero quel che volevano. Io non sono stato al loro gioco. Ho fatto la visita che avevo progettato, ho stretto centinaia di mani, ho posato per decine di fotografie con persone che mi salutavano. Insomma, un pomeriggio normale tra la gente, come mi capita sempre quando esco per strada�.

                      Ma � stato contestato di nuovo, lo dimentica?

                        �No, non sono stato contestato. Ho sentito benissimo quel che succedeva: qualcuno ha urlato "Mortadella", qualcuno gridava "Silvio". Tutto l�. Ma molti mi hanno detto al contrario di tener duro, di andare avanti, di non mollare. E io non mollo, potete esserne certi�.

                        Dica la verit�, a Bologna non se lo aspettava: � cos�?

                          �Guardi che non sono un ingenuo. Sapevo che poteva essere un incontro contrastato, con critiche e consensi, come capita sempre, soprattutto nei passaggi politici pi� complicati, che hanno bisogno di tempo per essere spiegati e per essere capiti. A questo ero preparato, Ma ripeto: ho visto un�altra cosa, senza niente di spontaneo, e con tanta maleducazione�.

                          Prima, Mirafiori, poi Bologna: colpa della Finanziaria?

                            �Colpa della propaganda, me lo lasci dire. E del clima incivile in cui � precipitato il Paese. Perch� questa non � passione politica, e tutt�altro�.

                            Ma la sinistra non ha le sue colpe in questo clima?

                              �Certamente s�, ci mancherebbe altro. Non ho nessun timore ad ammetterlo. Ma per amore della verit� subito dopo bisogna dire che le nostre colpe sono infinitamente inferiori rispetto a quelle della destra. Non inseguiamo le persone con forme organizzate di propaganda, non costruiamo questi muri ostili di agitazione e di maleducazione�.

                              Che lezione lei trae da Bologna?

                                �La prima � chiara: io vado avanti, perch� ho la coscienza a posto, e la gente lo sa, mistificazioni a parte. Per il resto, il clima non mi piace. Non per me, per il Paese. E allora fermiamoci a riflettere prima di precipitare nel degrado. Finch� siamo in tempo�.

                                (e.m.)