“Governo” Il Polo sogna la crisi (M.Franco)

10/11/2006
    venerd� 10 novembre 2006

    Pagina 13 – Economia

      LA NOTA

        Il Polo sogna la crisi
        ma la vede nel 2007

        A meno di sorprese
        sulla Finanziaria,
        dovr� aspettare il
        voto di primavera

        di Massimo Franco

          L a metafora oscilla fra panettone natalizio e uovo di Pasqua. E, tranne sorprese ritenute possibili ma improbabili, il centrodestra si sta rassegnando all’idea che il governo di Romano Prodi arrivi almeno alla primavera del 2007. Certamente, ci sono le incognite di una legge finanziaria che produce emendamenti e tensioni a ritmo continuo. Si assister� allo �sforzo sovrumano�, Silvio Berlusconi l’ha chiamato cos�, della manifestazione del 2 dicembre in piazza San Giovanni, a Roma, contro il governo dell’Unione. �Ma sappiamo che non baster� a far cadere Prodi�, ammette Sandro Bondi, coordinatore di FI. �Andiamo in piazza perch� ce lo chiedono i nostri elettori�.

          Pi� che il calcolo di una spallata giudicata velleitaria, conta dunque l’esigenza di dare un segnale a ci� che resta del blocco sociale del centrodestra; di far capire che la resa dei conti con l’odiato Professore � rinviata soltanto di una manciata di mesi, non di una legislatura. Per il resto, l’andamento della discussione parlamentare sulla Finanziaria somiglia a una sorta di scaricabarile reciproco. L’Unione sostiene che la questione di fiducia sar� posta o meno a seconda del comportamento dell’opposizione. Quest’ultima accusa Palazzo Chigi di perdere tempo per renderla inevitabile anche alla Camera. Ma ufficialmente, il governo non la vuole.

          I ministri dicono che preferirebbero non arrivarci, e invitano il fronte berlusconiano al dialogo. Ma la replica � diffidente. L’impressione degli avversari � che l’Unione si limiti a fingere un’apertura di credito, mentre in realt� si prepara a mettere la fiducia. �Temiamo che la metter� dopo aver fatto altri danni�, accusa Bondi. �Invece, la situazione � cos� drammatica, che sarebbe meglio porla subito, e finirla con questo scempio�. I toni sono volutamente esagerati. Tendono a raffigurare un’Unione premuta dai ministri e dagli alleati; e condannata a blindare la manovra economica alla Camera e al Senato, per l’impossibilit� di accontentare le richieste di tutti.

          Quello che il centrodestra evita di dire, � che la fiducia rappresenterebbe un’arma polemica in pi� contro Palazzo Chigi. Metterebbe Prodi in imbarazzo nei confronti del Quirinale. E consentirebbe di velare divisioni, tattiche ma non solo, presenti in una minoranza che non si riconosce pi� interamente nella leadership del Cavaliere.

          I consiglieri prodiani riferiscono che la decisione verr� presa luned� prossimo, dopo avere esaminato l’andamento della discussione. E un brivido sull’epilogo al Senato � previsto comunque, per lo scarto numerico minimo fra Unione e centrodestra: tanto pi� ora che alcuni senatori eletti all’estero, come Luigi Pallaro, minacciano il �no� in assenza di fondi per 14 milioni di euro.

          L’ex ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, gi� intravede una �fase due� per Prodi, che equivale al �tutti a casa�. Ma � un’analisi un po’ d’ufficio: simmetrica e opposta a quella dell’Unione, secondo la quale Prodi durer� per l’intera legislatura. In realt�, se supera indenne la Finanziaria, il presidente del Consiglio potrebbe avere qualche mese di minore affanno. Per questo, Bondi sembra rinviare la resa dei conti a primavera e a un voto amministrativo che riguarder� 11 milioni di elettori. Un berlusconismo in sofferenza spera in una bocciatura di Prodi nelle urne, tale da indurre Ds e Margherita ad abbandonarlo. Ma � la conferma di un’opposizione subalterna ai tempi e alle faide dell’Unione.