“Governo” Il nuovo welfare

19/05/2006
    venerd� 19 maggio 2006

    Pagina 6 – Economia

      Il nuovo welfare
      Una dote dalla nascita ai diciotto anni

        Donne, precari, disoccupati: cos� cambier� la protezione sociale

          ROBERTO MANIA

            ROMA – Un nuovo welfare. Nelle 61 cartelle con cui Romano Prodi ha illustrato al Senato le linee programmatiche del suo secondo governo, c�� anche l�idea di rivedere l�attuale sistema di protezione sociale. Senza strappi clamorosi, date anche le ristrettezze di bilancio, ma certo correggendo in profondit� molte delle scelte fatte dal centrodestra. Il premier ha usato cautela pur indicando con chiarezza la direzione di marcia per ricomporre il puzzle di un nuovo patto tra generazioni: lotta alla precariet� nel lavoro e rilancio delle politiche a favore della famiglia attraverso la leva fiscale e gli incentivi alla natalit�. Il tutto con un forte, diretto, legame con il recupero dell�evasione. Perch� un welfare moderno sta in piedi solo se tutti pagano le tasse. E oggi, da noi, mancano all�appello, ogni anno, 200 miliardi di euro di imponibile.

              C��, intanto, nel programma di Prodi, la novit� dei baby-bond. �Intendiamo dotare ogni bambino – ha detto il premier – di un reddito che aiuti la famiglia fino al raggiungimento della maggiore et� e che tenga presente le esigenze delle famiglie numerose�. In sostanza alla nascita di ogni bambino lo Stato aprir� un conto individuale vincolato nel quale confluiranno i versamenti annui statali (durante la campagna elettorale si era parlato di 2.500 euro all�anno pro capite) e eventuali contributi della famiglia. Al compimento del diciottesimo anno ciascuno sceglier� se investire quel capitale nello studio, nella formazione o in un�attivit� imprenditoriale. Un riconoscimento al �valore sociale�, ha detto il presidente del Consiglio, della maternit� e paternit�. Che ha anche l�obiettivo di raddoppiare nell�arco della legislatura il numero degli asili nido. Ma c�� un altro aspetto importante – di valore strategico – nella proposta che Prodi ha spiegato cos�: �� una politica che varr� per tutti, non solo come � oggi per i lavoratori dipendenti, ma anche per i lavoratori autonomi e per coloro che non hanno un�occupazione�. Un istituto "universalistico", dunque valido per tutti (con il solo vincolo del reddito), in discontinuit� con il passato, una cesura rispetto al modello del welfare disegnato intorno al lavoratore maschio della grande industria fordista. �Una innovazione, dove l�accesso ad un diritto non dipende dalla categoria di appartenenza. Riguarder� autonomi, dipendenti e disoccupati�, sottolinea Paolo Onofri, docente di politica economica a Bologna, e ascoltato consigliere del Professore. Accanto al baby-bond dovrebbe arrivare l�accorpamento di tutti gli istituti a favore della famiglia (dagli assegni alle deduzioni Irpef per i figli a carico) con l�"assegno per il sostegno delle responsabilit� familiari". Un fisco – ha detto Prodi – che sia �amico della famiglia�. Ma che concorra pure a ridurre l�area ormai �inaccettabile� della precariet�. � la legge Biagi che va cambiata per le distorsioni che rischia di produrre nel mercato del lavoro e le incertezze che genera nelle prospettiva di vita dei pi� giovani (condannati ad una �permanente provvisoriet�) sui quali, invece, si deve scommettere. Prodi ha rilanciato la sua strategia: ridurre, appunto, il carico contributivo sul lavoro standard per renderlo competitivo con quello atipico. Un progetto che non nega la flessibilit� ma che punta a ricondurla all�interno di confini fisiologici. Proprio facendo i conti con la flessibilit� c�� l�idea di istituire un fondo di garanzia per le giovani coppie che intendono acquistare la prima casa. Infine le donne che non vanno pi� discriminate nell�accesso e la permanenza al lavoro. D�altra parte – dice Prodi – �la nostra societ� e la nostra economica stentano anche perch� non impegniamo pienamente le grandi risorse dei giovani e delle donne�.